Gli avvocati che dicono no: nasce a Grosseto il comitato contro la riforma della giustizia | MaremmaOggi Skip to content

Gli avvocati che dicono no: nasce a Grosseto il comitato contro la riforma della giustizia

A Grosseto nasce il comitato Avvocati per il no al referendum sulla riforma della giustizia. Coordinato dall’avvocato Christian Sensi, il gruppo spiega in un manifesto le ragioni della contrarietà alla riforma, ritenuta dannosa per l’indipendenza della magistratura, per l’equilibrio dei poteri e per i diritti dei cittadini
Il tribunale di Grosseto e Christian Sensi
Il tribunale di Grosseto e Christian Sensi

GROSSETO. È nato anche a Grosseto il comitato Avvocati per il no, che si schiera apertamente contro la riforma della giustizia oggetto di referendum. A coordinare l’iniziativa sul territorio è l’avvocato grossetano Christian Sensi.

Il gruppo prende posizione sulla base di un documento programmatico nazionale che elenca, punto per punto, le ragioni per cui la riforma viene considerata dannosa per l’equilibrio dei poteri, per l’indipendenza della magistratura e per la tutela dei diritti dei cittadini.

Chi si riconosce nelle motivazioni del comitato può contattare direttamente il coordinatore Christian Sensi per aderire o ricevere informazioni.

Le ragioni del “no”: «la riforma non tutela i cittadini»

Secondo il manifesto, la riforma viene presentata come uno strumento per garantire un giudice più indipendente dal pubblico ministero, ma questa tesi viene definita «priva di fondamento».

Gli avvocati ricordano che già oggi, in una percentuale molto alta di casi, i giudici non accolgono le richieste dei pubblici ministeri, dimostrando un’autonomia reale nelle decisioni. Per il comitato, quindi, la riforma non risolve problemi concreti della giustizia ma rischia di crearne di nuovi.

Due Csm e un’Alta corte: «più costi e meno indipendenza»

Uno dei punti più contestati riguarda la previsione di due consigli superiori della magistratura distinti (uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri) e la creazione di una nuova Alta corte disciplinare.

Secondo il documento, questa struttura triplicherebbe i costi a carico dei cittadini, aumenterebbe l’influenza della politica sull’autogoverno della magistratura, introdurrebbe un giudice “speciale”, in contrasto con i principi costituzionali.

Viene inoltre criticato il sistema di sorteggio dei componenti, giudicato «casuale per i magistrati» e «pilotato per la parte politica», con il rischio di indebolire il potere giudiziario a vantaggio di quello politico.

Pubblico ministero “di parte” e rischio per i diritti

Altro tema centrale è il ruolo del pubblico ministero. Il manifesto sostiene che la riforma spingerebbe verso un pm strutturalmente “di parte”, soprattutto nella fase delle indagini preliminari, quando invece dovrebbe mantenere un ruolo di equilibrio e imparzialità.

Secondo gli avvocati, questo potrebbe aumentare il rischio di danni alla reputazione delle persone indagate e ridurre le garanzie per i cittadini.

«Votare no per difendere l’equilibrio dei poteri»

Nelle conclusioni, il comitato afferma che la riforma non risolve i veri problemi della giustizia, non interviene sulla responsabilità dei magistrati, cambia gli equilibri tra i poteri dello Stato e comporta un aumento dei costi pubblici senza benefici per i cittadini.

Per questo, la posizione è netta: «votare no significa difendere una giustizia più libera e indipendente dalla politica».

Come aderire

Chi si riconosce in queste posizioni può contattare il coordinatore grossetano Christian Sensi per aderire al comitato o ricevere informazioni sulle iniziative sul territorio. (email christiansensi@me.com telefono 3485146533).

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