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Auguri Maremma, la terra più bella del mondo

In silenzio, un viaggio fatto in volo sulla terra baciata dal sole, ammirata mentre respira in questa notte molto particolare, l’ultima del 2022
Auguri Maremma
Auguri Maremma

GROSSETO. Come è possibile dare il buon anno alla terra sulla quale cammini? Perché questo improvviso, imprevisto e prepotente, desiderio di dialogare con lei?

Accantonate le domande non resta che ammirarla mentre respira in questa notte molto particolare, l’ultima del 2022.

Zolle arate, fossi, tappeti di foglie morte. Basta questo piccolissimo spaccato per avvertire il suo naturale calore, quello che accompagna i giorni, i mesi, gli anni.

In fondo al campo spicca il mandorlo in letargo. Dorme aspettando i fiori di febbraio, i primi della primavera che verrà. Sembra un vecchio ricurvo, col mantello. Invece è vivo. Nel silenzio, se apri il cuore lo senti parlare.

Nasce così una conversazione taciturna con sua maestà la Maremma dove la fantasia è il mezzo di trasporto, l’amore la sorgente, l’emozione il cristallo illuminante. Essere presi per mano dalla Maremma è straordinariamente inquietante, ti porta dove vuole, negli angoli nascosti, nelle solitudini e nei segreti delle sue ondulazioni, nell’intimo della sua anima.

Dai piedi dell’Amiata al mare

Il volo radente inizia staccandosi dal monte Faete accanto ai tetti di Roccalbegna, sfiora Rocchette di Fazio per dare una occhiata a Semproniano, alla necropoli di Pian di Palma per poi abbassarsi su Poggio Murella.

Proseguendo quindi per il Pianetto di Sovana dove si incontra la Tomba Ildebranda, la Necropoli Etrusca deviando per il monte Sorano verso Castell’Ottieri, salutando Montebuono, Poggio Evangelista e le Grotte del Purgatorio. Vicino ecco Roccaccia di Montevitozzo, San Giovanni delle Contee, il monte Penna con la riserva naturale Civitella, che tocca i 1.107 metri di altezza. Spettacolo da applaudire.

Sua maestà atterra come una piuma, è tempo di riposarsi tra i profumi del bosco con le volpi e i caprioli che ti guardano sospettosi e i lecci a fare girotondo.

Il borgo di Sorano
Sorano

Il tappeto volante riprende vita sorvolando monte Calvo, salendo ai 1.500 metri de La Montagnola, scendendo ai 1.200 di Poggio Trauzzolo. Un incanto. Un arrivederci al monte Amiata e poi via verso Poggiolungo, Poggio Ferro, toccando Montegiovi.

Risalendo ai 1.103 metri del monte Aquilaia, picchiando su Castiglioncello Bandini, L’Abbandonato, il Fosso Senna con il castello di Cotone e Montepò con il Poggio della Rustica a salutare mentre in basso, tra sassi e ghiaia, scorrono le Trasubbie. Spiccando un salto tra il castello di Cotone, castello Segardi, Pereta e l’Impostino, si raggiunge Heba, città etrusca e le rovine di Bruzio sotto poggio Ghiaccio Forte.

Montiano
Montiano

La strada è ancora lunga, la sosta sulla cima Poggi, ad ammirare le vestigia di Montiano è gradita. I daini dormono, le strane e le martore giocano tra il corbezzolo, il mirto e il viburno. Il profumo di liquirizia stordisce. Una notte speciale, notte infinita, l’ultima dell’anno. Di colle in colle si raggiunge Poggio della Rustica, un passo lungo ed ecco quelli di Moscona, sotto il quale dorme il parco archeologico di Roselle, poggio Montaio, monte Leoni. Oltrepassata Civitella Marittima viengono incontro l’Abazia San Lorenzo al Lanzo, Fercole, il castello del Belagaio mano nella mano con monte Rotondo e monte Alto. Nuovo stop per ascoltare il respiro del tasso, delle donnole, lo strusciare dei ricci in mezzo al cisto e il lentisco.

L’odore del mare

Si plana su Boccheggiano, il Gabellino, avvertendo la vicinanza di Montieri e Gerfalco con il monte Santa Croce a separarli da Monterotondo Marittimo.

I vapori che escono dal terreno nel Parco delle Biancane
I vapori che escono dal terreno nel Parco delle Biancane

Calandosi dal Pian dei Mucini, scalando Poggio alle Vedette ci si tuffa nel lago dell’Accesa con la chiesa di Sant’Ansano in disparte. L’odore del mare, altro gioiello di questa terra, si fa sentire. Punta Martina spalanca l’azzurro e le onde.

Ecco Punta Hidalgo, Punta Ala e le Rocchette, le Marze selvagge e bellissime con la spiaggia incoronata dal ginepro e rosmarino. Affondando in giù scopri le rovine di San Rabano, Cala di Forno dove è obbligatorio fermarsi per guardare i caprioli fare il bagno nell’acqua di vetro.

Cala piccola, Monte Argentario e il mare
Cala piccola (Monte Argentario)

Il Monte Argentario scorre sotto il tappeto volante, che si alza su Punta Telegrafo da cui si può vedere Poggio di Pagana dell’isola del Giglio prima di notare poggio Capalbiaccio e la riserva naturale di Burano. Ultime visioni sono il Lago Acquato, Roccaccia di Montauto, il castello di Scerpena, la necropoli di Poggio Buco.

All’atterraggio un inchino a questa terra è obbligatorio.

Il mandorlo ha smesso di cantare, il tappeto volante scompare. Resta il buio di questa notte magica.

Sottovoce sgorgano le parole «Auguri Maremma, auguri per sempre».

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