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Arriva il numero unico per la guardia medica

Novità anche per le liste d’attesa, con la nomina di un responsabile per ogni azienda, e per i medici di famiglia. La rivoluzione in tre delibere regionali
Un medico al lavoro con un paziente

FIRENZE. C’è il contenimento delle liste di attesa per le prestazioni chirurgiche ed ambulatoriali, con un piano straordinario per il 2023 e la nomina di un responsabile, per ogni azienda sanitaria, sui tempi di risposta alle richieste di prenotazione.

C’è il pre-accordo con la medicina generale per fronteggiare la carenza di medici di base nelle aree interne e disagiate, ma anche nelle prime periferie urbane, che autorizza ad innalzare, su base volontaria, il massimale di assistiti a 1800: una deroga per i professionisti che operano in forme associative a cui sarà garantita un’indennità per l’infermiere di studio.

C’è il finanziamento e il via libera al progetto di una centrale operativa regionale che, sul modello di quella per il 112, attraverso il numero europeo armonizzato 116117 dovrà gestire le richieste di assistenza, prestazioni o consigli sanitari non urgenti.

È questo il pacchetto di misure appena licenziate dalla giunta regionale toscana.

Liste di attesa più corte

Un tema caldissimo quello delle liste d’attesa, che riguarda tutti i livelli della sanità toscana. La giunta ha approvato due nuove delibere: la prima prevede la figura del coordinatore, un medico con formazione manageriale per ogni azienda, nominato dal direttore generale su proposta del direttore sanitario, che dovrà vigilare sulla gestione delle liste di attesa.

La seconda delibera permetterà l’uso di risorse per contenere le liste di attesa: per la produttività aggiuntiva degli specialisti, l’acquisto di prestazioni dal privato convenzionato, in deroga ai tetti di spesa. 

Ogni azienda, entro il 30 aprile 2023, dovrà adottare il piano di rientro nei tempi massimi di attesa: per gli interventi chirurgici programmati e per le visite e le prestazioni diagnostiche ambulatoriali, dove i settori con maggior sofferenza sono stati nel 2022 cardologia, dermatologia, ortopedia e otorinolaringoiatra ed ecografie, risonanze magnetiche ed endoscopia (ma non le Tac).

In parallelo si lavora sull’appropriatezza delle prescrizioni, ovvero vigilare sul corretto utilizzo dei codici di priorità o evitare la sovrapposizione tra prime visite e visite di controllo, che hanno percorsi differenti. La delibera sull’appropriatezza delle prescrizioni sarà pronta a breve, assieme alla riorganizzazione dei Cup con potenziamento delle prenotazioni on line.

Il numero unico per la continuità assistenziale

La Regione attiverà anche una centrale unica operativa regionale a cui rivolgersi chiamando il numero europeo armonizzato 116117, già operativo per la continuità assistenziale in Lombardia, Piemonte e provincia di Trento. Serviranno dai cinque ai sette mesi perché sia operativo e ottenere nel frattempo il via libera dal ministero. E non sarà solo il numero guardia medica, ma un numero di riferimento, attivo h24, sette giorni su sette, a cui rivolgersi per diverse necessità:

  • per richiedere assistenza e prestazioni non urgenti
  • come supporto per chi è affetto da patologie croniche o per i soggetti fragili a domicilio, magari attraverso teleconsulto.

Il nuovo servizio utilizzerà sistemi oggi in uso al 112: oltre alla telemedicina, la geolocalizzazione della chiamata, app dedicate, il trasferimento di tutti i dati al medico di continuità assistenziale. Previsti anche un servizio di interpretariato. Con questo sistema, i medici di continuità assistenziale, valutati i bisogni del cittadino, potranno effettuare una consulenza da remoto, inviare un medico a casa o prestare assistenza in ambulatorio.

Medici di famiglia

Ultima delibera approvata, quella sui medici di famiglia. Per agevolare l’adeguata copertura territoriale da parte dei medici di famiglia, è stato deciso di dar corso a un pre-accordo, secondo il quale i medici di famiglia disponibili ad arrivare fino a 1800 assistiti (oggi il limite è di 1500), potranno godere di un’indennità per l’infermiere di studio. La deroga, su base volontaria, si applica solo ai medici che operano nelle forma associative della medicina generale. Le aziende sanitarie dovranno anche predisporre una revisione degli ambiti territoriali e delle aree disagiate e disagiatissime, previa interlocuzione con le organizzazioni sindacali.

Autore

  • Lina Senserini

    Redattrice di MaremmaOggi. Laurea in Lettere moderne, giornalista dal 1995. Dopo 20 anni di ufficio stampa e altre esperienze nel campo dell’informazione, sono tornata alle "origini" prima sulla carta stampata, poi sulle pagine di MaremmaOggi. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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