Antenna 5G, il Tar annulla il no del Comune: ora c'è anche un debito da pagare | MaremmaOggi Skip to content

Antenna 5G, il Tar annulla il no del Comune: ora c’è anche un debito da pagare

Il Tar Toscana ha annullato il diniego del Comune di Scarlino all’antenna 5G prevista in via Belvedere e ha condannato Comune e Soprintendenza alle pagare le spese legali. L’ente riconosce un debito fuori bilancio e presenta appello al Consiglio di Stato
via Belvedere e un’antenna 5g

SCARLINO. Ad aprile il Comune aveva accolto con soddisfazione il mancato via libera all’antenna prevista in via Belvedere, rivendicando la tutela del paesaggio e del territorio. Oggi però emerge un elemento che cambia il quadro della vicenda: il Tar della Toscana ha annullato il diniego all’impianto di telecomunicazioni presentato dalla società Inwit nell’ambito del progetto Pnrr Italia 5G, condannando il Comune e la Soprintendenza al pagamento delle spese legali.

La conseguenza immediata è l’arrivo in consiglio comunale di un debito fuori bilancio da 3.292 euro, somma che l’amministrazione deve corrispondere in esecuzione della sentenza.

La battaglia sull’antenna di via Belvedere

La vicenda riguarda il progetto presentato da Inwit per la realizzazione di un impianto di telecomunicazioni in via Belvedere.

L’iter si era concluso con il diniego espresso dal Comune attraverso la determina dirigenziale numero 1545 del 21 ottobre 2025. Una decisione sostenuta anche dai pareri contrari espressi durante la conferenza dei servizi, in particolare per gli aspetti legati alla tutela paesaggistica dell’area.

Lo scorso aprile l’amministrazione comunale aveva salutato con favore anche il successivo provvedimento della Provincia di Grosseto che aveva confermato il mancato accoglimento dell’istanza, sostenendo la necessità di difendere le caratteristiche paesaggistiche del territorio.

Il Tar dà ragione a Inwit

La società non si è però fermata e ha impugnato il provvedimento davanti al Tar della Toscana.

Con la sentenza numero 104 del 16 gennaio 2026 i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso, annullando il diniego comunale. Secondo il tribunale, infatti, sarebbero emerse carenze nell’istruttoria e nella motivazione che avevano portato al rigetto della richiesta, in particolare riguardo ai pareri paesaggistici acquisiti durante la conferenza dei servizi.

Il Tar ha quindi disposto anche la condanna alle spese legali nei confronti del Comune di Scarlino e della Soprintendenza.

Il Comune fa appello

L’amministrazione non intende però chiudere la partita. Durante la discussione in consiglio comunale la sindaca Francesca Travison ha spiegato che il Comune, attraverso il proprio legale, ha già presentato appello al Consiglio di Stato. La richiesta cautelare è stata tuttavia respinta. I giudici hanno ritenuto necessario procedere con una nuova istruttoria e con una nuova conferenza dei servizi per rivalutare il progetto.

Il giudizio di merito davanti al Consiglio di Stato è stato fissato per il 10 dicembre 2026.

Arriva il debito fuori bilancio

Nel frattempo il Comune deve fare i conti con gli effetti immediati della sentenza. Per questo il consiglio comunale è stato chiamato a riconoscere un debito fuori bilancio di 3.292 euro, corrispondente alla quota delle spese legali che l’ente deve versare in seguito alla decisione del Tar.

La parola definitiva passerà ora al Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi entro la fine dell’anno su una vicenda che continua a dividere il territorio tra esigenze di copertura digitale e tutela del paesaggio

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