GROSSETO. Per quasi quarant’anni aveva lavorato nell’Aeronautica Militare, occupandosi della manutenzione dei velivoli. Un’attività svolta anche nella base di Grosseto, oltre che in quelle di Capodichino, Pratica di Mare, Gioia del Colle e Grazzanise. Anni dopo è arrivata la diagnosi più temuta: mesotelioma pleurico, una delle patologie più gravi legate all’esposizione all’amianto.
A oltre dieci anni dalla scoperta della malattia e undici dalla sua morte, il Tribunale di Napoli ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire la famiglia con oltre 468mila euro, oltre a rivalutazione monetaria e interessi. A renderlo noto è l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona).
Il servizio anche nella base di Grosseto
La sentenza, pubblicata il 28 luglio, riguarda un maresciallo dell’Aeronautica Militare, motorista e tecnico manutentore, che nel corso della carriera ha prestato servizio in diverse basi italiane, tra cui quella di Grosseto.
Secondo il giudice, proprio l’attività svolta per anni a contatto con velivoli e componenti contenenti amianto avrebbe determinato l’esposizione alle fibre di asbesto, causa del mesotelioma pleurico diagnosticato nel 2013.
L’ex sottufficiale è morto nel luglio 2015.
Riconosciuto il nesso tra lavoro e malattia
Nelle motivazioni della sentenza, il Tribunale ha riconosciuto il collegamento tra l’attività lavorativa e l’insorgenza della patologia, accogliendo le richieste avanzate dai familiari.
Il giudice ha inoltre respinto l’eccezione di prescrizione sollevata dal Ministero della Difesa, stabilendo che il termine per promuovere l’azione legale non decorresse dalla diagnosi della malattia né dalla morte del militare.
Secondo il tribunale, i familiari hanno acquisito la piena consapevolezza del legame tra il mesotelioma e l’esposizione professionale all’amianto soltanto in un momento successivo, quando è stato riconosciuto anche lo status di vittima del dovere.
La sofferenza della famiglia
Nelle motivazioni della sentenza viene sottolineato come il dolore dei familiari non sia iniziato con il decesso del maresciallo, ma durante il lungo percorso della malattia.
L’Osservatorio Nazionale Amianto richiama un passaggio della decisione del giudice, che evidenzia «la lunga sofferenza vissuta dai familiari», costretti ad assistere giorno dopo giorno al progressivo peggioramento delle condizioni di salute del loro congiunto.
La sentenza dispone quindi il risarcimento in favore della famiglia, riconoscendo la responsabilità del Ministero della Difesa per l’esposizione professionale all’amianto durante gli anni di servizio.



