di ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. Nella scuola una figura viene spesso immaginata distante dagli studenti: il preside, anche se oggi si chiama dirigente scolastico, che può esercitare azioni molto efficaci ed essere una preziosa bussola per l’istituto. È il caso di Alessandrina Gariboldi, preside dell’Istituto Magistrale di Grosseto dal 1919 al 1938.
Nata nel 1880 a Castel Raimondo, vicino Recanati e sposata con Silvio Minetola, professore di Matematica alla Normale, Alessandrina si appassionò all’educazione e all’istruzione femminile. Sostenitrice del Primo corso di Pedagogia Scientifica tenutosi nel 1900 a Crevalcore, sul quale pubblicò una relazione nel 1902 con Paravia, si batté per il miglioramento delle strutture scolastiche, ovvero le aule adeguate al numero degli studenti, riscaldate, aerate e con banchi ergonomici.
Pragmatica per natura, si dimostrò una preside fedele ai suoi principi educativi, sì da elevare lo spirito degli allievi al di là del mero nozionismo.
Una scuola costruita intorno agli studenti
Organizzò concerti ed escursioni per gli studenti, che conosceva tutti per nome. Quando uno di loro combinava un guaio, preferiva un colloquio a quattr’occhi con l’interessato piuttosto che convocare i genitori. In caso di assenza di un insegnante di lettere, storia o filosofia, teneva lei stessa la lezione, che suscitava vivo interesse grazie alla sua cultura e anche alla sua parlata fluente.
L’attenzione per le ragazze meno abbienti
Grande attenzione dedicò alle giovani meno abbienti costrette ad abbandonare la scuola, organizzando un apposito programma di incontri pomeridiani di lettura, calligrafia, composizioni su argomenti pratici, disegno, lavoro femminile e canto.
La lettera che commosse un’intera generazione
Il suo ex alunno Pilade Rotella, noto e storico giornalista grossetano, vent’anni dopo la fine della scuola ricevette una sua lettera, in cui la Gariboldi scriveva: «Quando riceverai questa mia, io vi avrò lasciato per sempre… ringrazio coloro che mi hanno voluto bene e che mi hanno permesso di volerne loro. Ringrazio i miei alunni tutti. Ti abbraccia la tua preside».
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







