PIOMBINO. Il telefono che squilla, ancora e ancora. Ma Andrea Giomi non risponde. E con il passare del tempo, quello che poteva sembrare soltanto un telefono lasciato da qualche parte comincia a diventare un pensiero. Poi una preoccupazione vera.
Fino alla terribile scoperta.
L’avvocato Andrea Giomi, conosciuto penalista che viveva a Piombino, è stato trovato senza vita nella serata di venerdì 7 agosto. Aveva 56 anni.
Una morte improvvisa, di quelle che lasciano senza parole. La notizia ha cominciato a circolare in poche ore tra gli avvocati della Val di Cornia e tra gli amici che lo conoscevano da una vita.
Giomi era solo nella sua abitazione. A far scattare l’allarme sarebbe stato proprio il fatto che non rispondeva al telefono. Quando è stato possibile raggiungerlo, purtroppo, non c’era più niente da fare.
Il corpo sarebbe stato trovato in bagno.
Sulle cause della morte, al momento, non ci sono certezze. L’ipotesi è quella di un malore improvviso, ma saranno gli accertamenti a chiarire cosa sia successo.
Una vita con la toga
Andrea Giomi aveva scelto di fare l’avvocato e negli anni si era costruito una solida esperienza soprattutto nel diritto penale.
Un mestiere che aveva fatto suo e che lo aveva portato a diventare un volto conosciuto nelle aule di giustizia e tra i colleghi del territorio. Un bravo penalista, lo descrive chi aveva avuto modo di lavorare con lui e di conoscerlo professionalmente.
Per un breve periodo aveva lavorato a Piombino, poi il suo percorso professionale lo aveva portato a Venturina, dove da molti anni collaborava con lo studio Marconi.
Piombino era invece casa. La città dove tornava alla fine delle giornate di lavoro e dove aveva costruito la sua vita.
La notizia della sua morte è arrivata all’improvviso, lasciando increduli quelli che fino a poche ore prima pensavano semplicemente di poterlo richiamare il giorno dopo.
Le estati a Baratti con gli amici
Poi c’era l’estate. E per Andrea Giomi estate voleva dire soprattutto Baratti.
Chi lo conosceva sapeva dove trovarlo. Appena gli impegni glielo permettevano raggiungeva gli amici che trascorrevano lì le vacanze, nella zona della Villa del Barone. Era un’abitudine consolidata negli anni, uno di quegli appuntamenti che finiscono per segnare il calendario senza bisogno di scriverli da nessuna parte.
Giornate semplici, trascorse in compagnia, lontano dalle udienze e dai fascicoli dello studio.
Ed è proprio una fotografia scattata lì, durante una di quelle estati, quella che oggi racconta forse meglio Andrea fuori dalle aule di giustizia. Non l’avvocato, non il penalista ma un uomo nel posto dove gli piaceva stare.
Lascia una figlia giovanissima
Giomi lascia una figlia ancora giovanissima, nata da una precedente relazione.
Ed è soprattutto a lei che va il pensiero di chi, da venerdì sera, sta cercando di fare i conti con una notizia arrivata troppo presto.
Andrea Giomi aveva soltanto 56 anni. Una vita professionale ancora piena, gli amici, le sue abitudini, quelle estati che sembravano dover tornare uguali ogni anno.
Venerdì sera, invece, il suo telefono ha continuato a squillare senza che nessuno rispondesse.
Poi la preoccupazione, la ricerca e quella porta oltre la quale nessuno avrebbe voluto trovare ciò che ha trovato.
Andrea non c’era più.