Al teatro delle Ombre la storia dei Tigrotti di Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Al teatro delle Ombre la storia dei Tigrotti di Maremma

Al Teatro delle ombre lo spettacolo giovedì 18 settembre alla Casa della memoria, a Maiano Lavacchio che racconta la banda partigiana
A Magliano lo spettacolo sulla banda partigiana dei Tigrotti di Maremma

MAGLIANO. I Tigrotti di Maremma presentano lo spettacolo, attraverso il teatro delle ombre, sulla resistenza nello spazio verde davanti alla ex scuola di Maiano Lavacchio a Magliano. L’appuntamento è per giovedì 18 settembre alle 20.30.

Uno spettacolo di Enrico Mele e Marco Bellonio, frutto di una residenza d’artista che si è tenuta nel luglio 2024 proprio nella “Casa della memoria al futuro”, un luogo simbolo della Resistenza maremmana.

In questo luogo speciale la sezione Ombre Dolci dell’Accademia del libro di Montemerano, grazie a due finanziamenti da parte del Consiglio della Regione Toscana, ha soggiornato per dedicarsi alla raccolta di dati, testimonianze e racconti che hanno permesso, insieme alle fonti archivistiche presenti all’Isgrec (Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea) partner del progetto insieme al Comune di Magliano, al Comitato Anpi “Norma Parenti” e all’associazione Working class hero, di ricostruire la storia della banda dei Tigrotti di Maremma, una formazione partigiana guidata dal comandante Domenico Ottaviani, attiva nella Resistenza delle zone sud della provincia di Grosseto. 

Maiano Lavacchio

Chi erano i Tigrotti di Maremma

I Tigrotti di Maremma furono un gruppo di giovani che, grazie alla fantasia e al coraggio di Ottaviani, riuscirono nei mesi dall’8 settembre 1943 alla Liberazione, a dare vita a una delle più audaci e temibili brigate della Maremma, ispirate dal ciclo salgariano di Sandokan e ai pirati della Malesia.

La brigata, composta di disertori e soldati alleati liberati dai campi di prigionia (tra questi neozelandesi, russi, mongoli e tedeschi e austriaci) e le loro azioni si distinsero soprattutto per atti di sabotaggio e azioni di disturbo delle truppe naziste e repubblichine.

Il mito di Sandokan e il suo utilizzo nel nome della brigata raccontano di una Resistenza ancora acerba, pura, lontana dalle grandi formazioni politiche e aggregazioni ideologiche; ci narra di giovani con il sogno di un futuro lontano da fucili e granate, un futuro migliore di quello dei genitori e dei nonni, giovani che sognano la libertà, l’autodeterminazione e il diritto a vivere, ad amare. Diritti che a molti verranno negati per sempre, perché finiranno per pagare con la vita le loro speranze.

Da questa storia e dal recupero e proseguo del lavoro di Mariano Dolci, burattinaio e marionettista di fama mondiale, antifascista (è nipote del primo ministro Francesco Saverio Nitti), nasce lo spettacolo che sarà portato in scena a Maiano Lavacchio e che, proprio per la forma espressiva scelta, è adatto anche a un pubblico giovane.

Da sx Mariano Dolci ed Enrico Mele, che ha realizzato le ombre dello spettacolo con la consulenza del maestro burattinaio

In scena attori amatoriali

A portare in scena le vicende dei Tigrotti saranno attori amatoriali legati al corso di teatro dell’Accademia del libro di Montemerano: proprio grazie alla loro passione per questo progetto è stato realizzato uno spettacolo di circa un’ora con la scenografia di Enrico Mele, allievo di Mariano Dolci, e la sceneggiatura dello stesso Mele e di Matteo Bellonio, giovane e brillante scrittore piemontese. Le musiche sono di Fulvio Di Nocera e Chiara Carnevale, musicisti e compositori napoletani che sperimentano con strumenti tradizionali e nuove tecnologie.

Per informazioni: 346 1350821, oppure ombredolci@gmail

 

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