Ai Maniscalchi del Gusto c’è il giro della Toscana in un calice
Il ristorante di Grosseto ha dato il via ad un evento dedicato ai vini, abbinati ai piatti del loro cuoco. Si parte dal Montecucco e dal Brunello di Montalcino
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Da sinistra: Gianni, Lucio e Alessandro Giovannelli e Paolo Castellani
Una bottiglia di vino e un piatto tradizionale, ma rivisitato in chiave moderna, possono portare chi l’assaggia a trovare la tradizione e a creare dei ricordi: questo è l’obiettivo dei Maniscalchi del Gusto, ristorante in piazza Maniscalchi 5 a Grosseto.
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E proprio per seguire questa strada i titolari, Paolo Castellani, Lucio, Gianni, Alessandro Giovannelli, hanno deciso di creare dei momenti dedicati alla tradizione vinicola e culinaria maremmana con l’evento “Il giro dei vini toscani“.
Insieme al loro cuoco, Carlos Carpio, e alla sommelier, Sabrina Stefanelli. «Sono cresciuta nell’ambiente vinicolo ed è da lì che arriva la mia passione – dice Sabrina – Io sono i Torino, ma in Maremma ho trovato il mio posto nel mondo».
“Il giro dei vini toscani”
Sicuramente il sangiovese è il vitigno più usato in Maremma, luogo dove esprime le sue sfumature più interessanti. «Vogliamo offrire ai nostri clienti la possibilità di assaggiare vini diversi, magari abbinati a un piatto con cui non l’avrebbero mai accostato – dice Alessandro – Vogliamo dare la possibilità a tutti di assaggiare aziende di nicchia del territorio».
Il menu della serata del 18 aprile
La passione di Sabrina arriva dall’infanzia. «I miei nonni facevano il vino per casa in Piemonte, mi ha sempre affascinato questo mondo – dice – Quando mi sono trasferita qua con il mio compagno ho iniziato a lavorare come rappresentante nell’ambito vinicolo. Così fra assaggi in cantina e miei studi da sommelier mi sono affezionata sempre di più al vino maremmano».
«Qua ho trovato il mio posto nel mondo e per questo ho avuto l’idea di far conoscere i vini con “Il giro dei vini toscani”: è un mio grazie alla Maremma – continua – Vogliamo far conoscere le aziende e i loro vini, che qua, come in Piemonte, fanno parte del tessuto sociale».
Ma non si fermeranno solo al sangiovese maremmano, nei loro eventi, che saranno 3. «Abbiamo intenzione di portare tutte le DOCG toscane – dice Sabrina – anche con i bianchi del territorio, cioè vermentino, ansonica e trebbiano».
La prima tappa: “Il re sangiovese”
Ai Maniscalchi del Gusto è arrivato un nuovo cuoco, Carlos Carpio. «Sono venezuelano e a casa ho iniziato a cucinare, dopo che mia mamma ha avuto un incidente – dice – Ho preso in mano un libro di cucina francese e mi sono messo ai fornelli. Da lì è nata la mia passione e ho deciso di andare a studiare cucina in Francia. Ho molte influenze che si sentono in ogni mio piatto: vorrei valorizzare al meglio i prodotti tipici della zona con un po’ d’innovazione».
Carlos Carpio dei Maniscalchi del Gusto
Per il sangiovese Sabrina e Carlos si sono impegnati molto. «Credo che in cucina non ci debba essere nessuno spreco e che la semplicità ne sia una parte fondamentale – dice il cuoco – Lavoro molto con i contrasti e cerco sempre un equilibrio perfetto fra tutti i sapori che metto nel piatto. Insomma la mia cucina si basa sul bilanciamento fra la tradizione e l’innovazione».
«Per la serata del 18 aprile io e Sabrina abbiamo lavorato insieme per capire come valorizzare al meglio i vini con i miei piatti – continua – abbiamo deciso di creare un equilibrio fra l’acidità spiccata del sangiovese e la grassezza di alcuni elementi, come il burro e la carne di cinta senese».
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