CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Oltre 24mila pannelli fotovoltaici, distribuiti su circa 26,4 ettari di campagna, quattro campi agrivoltaici, nuove cabine elettriche, viabilità di servizio e collegamenti alla rete.
È questo il progetto dell’impianto agrivoltaico “Campo Lombardo”, presentato da Edison Rinnovabili per la piana di Pian di Rocca, lungo la provinciale delle Collacchie, uno degli ingressi più suggestivi verso il litorale castiglionese.
Il Comune di Castiglione della Pescaia ha espresso un articolato parere negativo, ma il procedimento non si è fermato. La competenza, infatti, è regionale e il progetto è attualmente nella fase di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (Via). Una fase tutt’altro che formale: sarà proprio questa procedura a stabilire se l’intervento dovrà affrontare una vera e propria Via oppure potrà proseguire con un iter semplificato.
Il prossimo 4 luglio scade il termine entro il quale enti pubblici, associazioni e cittadini possono presentare osservazioni. È un passaggio decisivo per il futuro dell’opera.
Un impianto da 17,8 MW e oltre 24mila pannelli
Secondo il progetto depositato da Edison Rinnovabili, l’impianto avrà una potenza complessiva di 17,8 MWp, ottenuta attraverso 24.084 moduli fotovoltaici da 740 watt installati su strutture ad inseguimento monoassiale. L’area interessata copre circa 26,4 ettari, comprensivi delle opere di mitigazione ambientale. Sono previste inoltre 10 cabine elettriche, quattro cabine di servizio, una cabina Scada e circa 1,2 chilometri di elettrodotti interrati per il collegamento alla cabina primaria di e-distribuzione.
Il sito si trova circa quattro chilometri a nord-ovest del centro di Castiglione della Pescaia, in un’area agricola di Pian di Rocca posta a est della provinciale delle Collacchie. Il progetto è suddiviso in quattro lotti, denominati FV1, FV2, FV3 e FV4.

Il Comune: «Non basta parlare di agrivoltaico»
Nelle osservazioni trasmesse alla Regione Toscana, gli uffici comunali contestano numerosi aspetti del progetto, sostenendo che le integrazioni presentate dalla società non abbiano superato le criticità già evidenziate.
Uno dei punti riguarda il rischio idraulico. Secondo il Comune, non è stata dimostrata l’assenza di aggravamento del rischio di alluvione e le strutture dell’impianto potrebbero ostacolare il naturale deflusso delle acque. Inoltre, la presenza di un fosso del reticolo idrografico non ancora recepito dagli strumenti urbanistici impedirebbe di dichiarare conforme l’intervento.
Paesaggio agricolo trasformato
Le contestazioni più forti riguardano però il paesaggio.
Secondo il Comune, la realizzazione dei quattro campi agrivoltaici, delle recinzioni, delle nuove strade interne e delle opere di mitigazione frammenterebbe un contesto agricolo oggi unitario, costituito da grandi appezzamenti coltivati della piana di Pian di Rocca.
Gli uffici parlano apertamente di un’opera che «snatura l’immagine storicamente costituita del contesto rurale», alterando uno degli scenari agricoli più riconoscibili del territorio castiglionese e potenzialmente incidendo anche sull’attrattività turistica di una delle principali porte di accesso al mare.
Sempre secondo il Comune, la nuova viabilità prevista sarebbe inoltre in contrasto con le norme del Piano strutturale che impongono di conservare la maglia poderale esistente limitando la realizzazione di nuove strade agricole.
I timori per archeologia e beni tutelati
Tra le criticità figura anche il possibile impatto sul patrimonio storico e archeologico.
L’area è infatti vicina alla necropoli etrusca di Val Berretta e ricade in prossimità di una vasta zona paesaggisticamente tutelata tra Forte delle Rocchette, Punta Ala, la strada provinciale e il mare.
Il Comune ritiene che non possa essere esclusa una compromissione della percezione paesaggistica di questi beni, considerando le dimensioni dell’impianto e la sua collocazione nel fondovalle visibile dalla provinciale delle Collacchie.
Non solo. Dagli studi preparatori del nuovo piano urbanistico sarebbero emerse anche tracce archeologiche di età romana e arcaica, circostanza che rende necessario, secondo il Comune, un approfondimento da parte della Soprintendenza.
Fauna e corridoi ecologici
Tra gli aspetti contestati compare anche la presenza delle nuove recinzioni metalliche.
Secondo gli uffici comunali potrebbero interrompere un importante corridoio ecologico tra gli ambienti aperti della pianura e le aree boscate vicine, creando ostacoli agli spostamenti della fauna selvatica e aumentando anche il rischio di attraversamenti improvvisi lungo la provinciale. La sostituzione delle attuali recinzioni agricole leggere con reti metalliche viene ritenuta un elemento di criticità che dovrà essere approfondito.
La decisione passa dalla Regione
Nonostante il parere contrario del Comune, la procedura non si ferma.
L’autorizzazione degli impianti di questa potenza compete infatti agli enti sovraordinati e il procedimento è oggi nelle mani della Regione Toscana, che dovrà decidere se sottoporre il progetto alla Valutazione di impatto ambientale completa oppure consentirne il proseguimento con un iter diverso.
Per questo motivo il termine del 4 luglio, entro cui potranno arrivare le osservazioni di enti, associazioni e cittadini, rappresenta uno dei passaggi più importanti dell’intero procedimento.
È proprio dalle valutazioni tecniche raccolte in questa fase che dipenderà il futuro di uno dei più grandi impianti agrivoltaici proposti negli ultimi anni nel territorio di Castiglione della Pescaia.




