GROSSETO. Aveva avuto un crollo emotivo causato da un insieme di vicissitudini che stava attraversando. Tanto che, dopo aver aggredito l’ex compagna a il suo nuovo fidanzato nella casa di quest’ultimo, si era presentato in questura per chiedere aiuto. Ed era stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Misericordia, in stato d’arresto.
Lunedì 15 settembre, il giudice Giuseppe Coniglio, ha condannato il poliziotto che nella notte nel marzo di tre anni fa era stato arrestato per sequestro di persona e lesioni.
Un anno e sei mesi con pena sospesa, riconoscendo le attenuanti, il vizio parziale di mente e il risarcimento del danno.
La lite e l’aggressione
Nel marzo di tre anni fa il poliziotto si era presentato a casa del nuovo fidanzato della sua ex. Aveva chiuso la porta di casa alle sue spalle e li aveva colpiti, lanciando loro il casco. Le lesioni riportate dalla coppia non erano state gravi, ma entrambi erano andati al pronto soccorso e avevano poi sporto querela.
In quei momenti drammatici, il poliziotto aveva annunciato anche l’intenzione di usare la pistola d’ordinanza contro se stesso. Dopo ore di tensione, era stato lui stesso a presentarsi in questura: aveva consegnato l’arma ai colleghi ed era stato accompagnato in ospedale, dove è stato ricoverato.
Le vittime sono state risarcite
Sottoposto a perizia psichiatrica, al poliziotto è stato riconosciuto il vizio parziale di mente perché in quel periodo era sottoposto a un forte stresse emotivo. L’uomo che era insieme alla sua ex compagna, aveva ritirato la querela.
Difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, l’uomo è stato giudicato con il rito abbreviato. Ed è stato prosciolto dal reato di sequestro di persona nei confronti dell’ex compagna.
La difesa ha non solo evidenziato, ma anche dimostrato il forte stress personale e lavorativo dell’imputato e il crollo emotivo che lo aveva travolto quella notte. Sono stati riconosciuti il vizio parziale di mente, le attenuanti generiche e il risarcimento completo dei danni alle vittime.
Il tribunale ha quindi stabilito una condanna a un anno e sei mesi, con pena sospesa, con attenuanti prevalenti. Il poliziotto ora presenterà appello.



