CAPALBIO. Poeta, autore simbolo della canzone d’autore italiana, Francesco Guccini è morto oggi, giovedì 6 agosto, a 86 anni, nella sua Pavana, circondato dall’affetto dei suoi cari. Le sue radici erano in montagna, in provincia di Pistoia. In quel paese di 400 abitanti sull’Appennino Tosco Emiliano Guccini era infatti tornato ad abitare la casa dei nonni paterni, quella «sul confine dei ricordi».
Ma dal 2015 c’era anche un pezzetto di Maremma che era un po’ casa: Capalbio era infatti diventata una meta molto apprezzata dal cantautore dalla Moglie Raffaella Zuccari. Il luogo prescelto era sempre lo stesso: l’hotel Valle del Buttero.
L’arrivo a Capalbio
Fu proprio nel 2015 che il cantautore partecipò come ospite alla rassegna Capalbio Libri, dove si raccontò con la consueta ironia, parlando del rapporto con la musica e con il cinema.
«Ogni tanto ascolto la radio: la musica non l’ascolto più – aveva detto – Giusto quando devo viaggiare in auto. E la maggior parte delle canzoni che ascolto sono peggio che brutte: inutili, senza sapore. Ma non conosco neanche i nomi. Continuo ad ascoltare i cantautori storici, della vecchia guardia».
E il cantautore aveva parlato anche di cinema. «Non vado quasi mai al cinema. Quando ero più giovane e abitavo in città ci andavo almeno 2-3 volte a settimana. Adesso, abitando in montagna, c’è un cinema a 4 km ed è difficoltoso arrivarci. Rimango molto legato a tutti gli attori degli anni Cinquanta e Sessanta, adesso sono quasi completamente all’oscuro»
«Non era un ospite, era diventato un amico»
A ricordarlo oggi è Riccardo Sebastiani, amministratore dell’hotel Valle del Buttero, che con Guccini aveva instaurato un rapporto che andava ben oltre quello tra albergatore e cliente.

«Francesco era una persona eccezionale. Non era solo un ospite, tra noi era nata una vera amicizia. È venuto da noi per circa dodici anni. L’ultima volta lo abbiamo visto due anni fa, poi la sua salute è peggiorata. Siamo andati spesso a trovarlo a Pavana. È sempre rimasto lucidissimo e con una straordinaria ironia».

Gli spritz sotto il portico e il mare “controvoglia”
Le giornate maremmane di Guccini seguivano un rituale semplice, lontano dai riflettori. «Era una persona carismatica ma allo stesso tempo estremamente alla mano – raccontano in hotel – Amava la cucina tradizionale toscana e ogni giorno, dopo essersi rilassato in piscina, si concedeva il suo immancabile spritz sotto il portico dell’hotel». E mentre soggiornava a Capalbio, non mancavano le visite nei comuni limitrofi.
Il mare, invece, non era la sua più grande passione. «Ci andava un po’ controvoglia – sorride Sebastiani – ma ci andava. Ha frequentato soprattutto la spiaggia della Dogana e quella di Macchia Tonda, perché erano facilmente raggiungibili».
Il ricordo dell’ultimo periodo
Negli ultimi tempi erano arrivate notizie meno confortanti.
«La sua mente non dimostrava affatto gli anni che aveva, purtroppo erano i problemi fisici a limitarlo. Era stata la moglie ad avvisarci che le sue condizioni stavano peggiorando, ma non immaginavamo un epilogo così vicino. Siamo davvero molto dispiaciuti».




