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Cambia la mappa delle scuole in Maremma: chi perde l’autonomia e dove finiscono i plessi

Dal dimensionamento deciso dal Governo alla nuova mappa scolastica in Toscana: Castiglione, Orbetello, Marina e Braccagni tra le realtà coinvolte
Alcune delle scuole che saranno accorpate da settembre dopo la riforma decisa dal Governo
Alcune delle scuole che saranno accorpate da settembre dopo la riforma decisa dal Governo

GROSSETO. I bambini continueranno a entrare dalla stessa porta. Le aule saranno quelle di prima e nessuno studente di Castiglione della Pescaia dovrà prendere ogni mattina la strada per Grosseto. Ma quando il 15 settembre suonerà la prima campanella, la mappa amministrativa delle scuole della Maremma sarà profondamente cambiata.

Con l’anno scolastico 2026/2027 diventa infatti operativa la nuova organizzazione derivante dal dimensionamento scolastico. In provincia di Grosseto il cambiamento riguarda soprattutto Castiglione della Pescaia, Braccagni, Marina di Grosseto e Orbetello.

Il punto fondamentale da chiarire subito è uno: non si tratta della chiusura dei plessi. A cambiare sono le autonomie scolastiche. Alcuni istituti cessano di avere una propria dirigenza e vengono aggregati o suddivisi fra altre istituzioni scolastiche.

Per le famiglie, quindi, i figli continueranno a frequentare le scuole del proprio territorio. Cambieranno invece l’istituto di appartenenza, il dirigente scolastico di riferimento e parte dell’organizzazione amministrativa.

Ecco la nuova geografia della scuola maremmana.

Castiglione perde l’Orsini: i plessi vengono divisi fra tre istituti

La trasformazione più significativa riguarda l’istituto comprensivo Orsino Orsini di Castiglione della Pescaia.

L’istituto perde la propria autonomia e i suoi plessi vengono distribuiti fra tre istituti comprensivi di Grosseto: Grosseto 2, Grosseto 4 e Grosseto 5.

Non si tratta quindi, come potrebbe far pensare una lettura superficiale del dimensionamento, dell’accorpamento dell’intero Orsini a un solo istituto.

L’attuale struttura viene suddivisa. Una scelta che nei mesi scorsi aveva provocato una dura reazione dell’amministrazione comunale di Castiglione della Pescaia.

Castiglione e Buriano passano al Grosseto 2

Una parte consistente dell’attuale Orsini viene assegnata all’Istituto comprensivo Grosseto 2.

Ne faranno parte:

  • la scuola dell’infanzia di Castiglione della Pescaia;
  • la primaria Giovanni Pascoli di Castiglione della Pescaia;
  • la secondaria di primo grado Orsino Orsini di Castiglione della Pescaia.

È probabilmente il passaggio più rilevante per le famiglie castiglionesi.

Le scuole rimangono fisicamente dove sono, ma dal punto di vista amministrativo entrano nell’orbita di un istituto comprensivo con sede a Grosseto.

Non significa che gli alunni dovranno spostarsi nel capoluogo. A cambiare è l’istituzione scolastica alla quale appartengono.

Marina di Grosseto passa al Grosseto 4

La riorganizzazione coinvolge anche i plessi di Marina di Grosseto che facevano parte dell’Orsini.

Passano all’Istituto comprensivo Grosseto 4:

  • la scuola dell’infanzia di Marina di Grosseto;
  • la primaria Collodi;
  • la secondaria di primo grado Fattori.

Anche in questo caso l’attività didattica proseguirà nei plessi esistenti. Cambierà invece il riferimento amministrativo e dirigenziale.

Braccagni entra nel Grosseto 5

Terzo pezzo della riorganizzazione: Braccagni.

La scuola dell’infanzia e la primaria Concialini vengono aggregate all’Istituto comprensivo Grosseto 5.

L’operazione completa così lo smembramento dell’attuale comprensivo Orsini fra tre diverse autonomie del capoluogo.

Una nuova geografia che, sulla carta, non cambia la sede nella quale i bambini faranno lezione, ma modifica radicalmente la struttura amministrativa che fino allo scorso anno teneva insieme scuole collocate in territori diversi.

Perché Castiglione aveva detto no

Proprio il caso dell’Orsini è stato uno dei più contestati.

La sindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi aveva espresso una posizione fortemente critica nei confronti del dimensionamento, contestando una riorganizzazione ritenuta eccessivamente legata ai numeri e poco attenta alle caratteristiche geografiche e demografiche del territorio.

Castiglione della Pescaia ha infatti un territorio comunale molto esteso, con frazioni distanti fra loro e una popolazione residente distribuita in maniera particolare.

Il timore espresso dall’amministrazione era quello di perdere non tanto gli edifici scolastici, quanto un presidio autonomo sul territorio.

Ed è questa la vera differenza fra chiusura di una scuola e perdita dell’autonomia. Le lezioni continuano. Ma il luogo nel quale vengono assunte molte decisioni si allontana.

A Orbetello nasce il Civinini-Don Milani

L’altro grande cambiamento riguarda Orbetello.

Qui il dimensionamento porta all’unificazione dell’Istituto comprensivo Don Milani e dell’Istituto comprensivo Civinini.

Ma da settembre c’è anche un elemento nuovo e molto concreto: il nuovo istituto assume la denominazione di Istituto comprensivo Civinini-Don Milani.

La sede direttiva viene individuata ad Albinia, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto 7.

Anche in questo caso l’operazione riguarda innanzitutto l’autonomia e la struttura amministrativa. Non significa che le scuole che fino a oggi facevano capo al Don Milani debbano chiudere. Saranno riunite sotto un’unica istituzione scolastica.

Cosa significa perdere l’autonomia scolastica

È probabilmente il punto meno immediato per chi non vive quotidianamente il mondo della scuola. Un istituto autonomo ha una propria dirigenza scolastica, una propria organizzazione amministrativa e un proprio assetto gestionale.

Con un accorpamento, più scuole possono continuare a esistere fisicamente nei rispettivi paesi e quartieri ma fare capo a un solo dirigente e a una sola istituzione scolastica.

È quindi possibile avere un unico comprensivo formato da numerosi plessi anche molto distanti fra loro. Il dimensionamento interviene proprio su questa struttura.

Per le famiglie non significa cambiare scuola

Per i genitori c’è quindi una rassicurazione importante. Gli accorpamenti non comportano automaticamente il trasferimento degli studenti.

Un bambino che frequenta la primaria di Castiglione continuerà ad andare alla primaria di Castiglione. Lo stesso vale per Buriano, Marina di Grosseto, Braccagni e per i plessi interessati nell’area di Orbetello.

Non è previsto, per effetto del solo dimensionamento, che gli studenti vengano trasferiti a Grosseto o in altri centri. Cambierà invece il nome dell’istituto di appartenenza e, in alcuni casi, cambieranno i riferimenti per segreteria, dirigente e pratiche amministrative.

Cosa può cambiare per insegnanti e personale

La riorganizzazione avrà inevitabilmente conseguenze anche sull’organizzazione interna. Con istituti più grandi aumenta il numero di plessi che fanno capo alla stessa dirigenza e si modifica la struttura delle segreterie.

Per docenti e personale Ata cambia quindi innanzitutto l’istituzione scolastica di riferimento.

Questo non equivale automaticamente a un trasferimento fisico del personale da un plesso all’altro: organici e assegnazioni seguono procedure proprie. Nel tempo, però, l’unificazione può incidere sull’organizzazione complessiva, sulla programmazione e sulla gestione delle risorse.

Perché si è arrivati agli accorpamenti

Dietro la nuova mappa c’è una vicenda che ha prodotto un duro scontro istituzionale fra Regione Toscana e Governo.

Il dimensionamento scolastico nazionale è legato agli obiettivi previsti dal Pnrr e alla progressiva riduzione del numero delle autonomie, anche in relazione all’andamento demografico della popolazione scolastica.

Per l’anno scolastico 2026/2027 alla Toscana è stato assegnato un contingente di 450 posti di dirigente scolastico e 450 posti di direttore dei servizi generali e amministrativi.

La Regione Toscana non ha approvato entro i termini un piano di dimensionamento conforme ai parametri nazionali. A quel punto è intervenuto il Governo.

Il Governo nomina il commissario

Il 12 gennaio 2026 il Consiglio dei ministri ha esercitato il potere sostitutivo nei confronti della Toscana, insieme ad altre Regioni inadempienti, disponendo la nomina di un commissario ad acta per portare a termine il dimensionamento.

La decisione è stata successivamente pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

È quindi più corretto parlare di un dimensionamento derivante dal quadro nazionale e diventato definitivo in Toscana attraverso l’intervento sostitutivo dello Stato, piuttosto che attribuire genericamente ogni singolo accorpamento a una scelta autonoma del Governo.

Dietro la nuova geografia scolastica c’è infatti un percorso molto più articolato.

Il calo degli studenti cambia la scuola italiana

La questione di fondo è demografica. L’Italia ha sempre meno bambini e ragazzi in età scolare. Con la diminuzione degli studenti, il sistema nazionale sta progressivamente riducendo anche il numero delle istituzioni scolastiche autonome.

Il principio seguito è quello di avere istituti mediamente più grandi, accorpando sotto la stessa dirigenza plessi che in precedenza appartenevano ad autonomie differenti.

È proprio qui che nasce lo scontro politico. Per il Governo si tratta di una razionalizzazione della rete scolastica.

Per gli amministratori dei territori più piccoli e periferici, invece, il rischio è che il semplice criterio numerico non tenga sufficientemente conto di distanze, caratteristiche geografiche, collegamenti e funzione sociale della scuola nei piccoli centri.

La scuola resta, l’autonomia se ne va

È questa, alla fine, la distinzione fondamentale per comprendere ciò che accadrà dal 15 settembre. A Castiglione della Pescaia,  Marina di Grosseto e Braccagni le scuole coinvolte continueranno a esistere.

Ma l’Istituto comprensivo Orsini, così come era conosciuto fino allo scorso anno scolastico, non avrà più la stessa autonomia.

I suoi plessi saranno distribuiti fra Grosseto 2, Grosseto 4 e Grosseto 5.

A Orbetello, invece, Don Milani e Civinini confluiscono nel nuovo Civinini-Don Milani, con sede direttiva ad Albinia.

Quando a settembre bambini e ragazzi torneranno fra i banchi, quindi, dall’esterno potrebbe sembrare cambiato poco. Stessi edifici. Stesse frazioni. Stesse aule. Ma dietro quelle porte ci sarà una nuova mappa della scuola maremmana.

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