GROSSETO. Era la notte tra l’8 e il 9 novembre scorso quando, in un tranquillo angolo di Grosseto, una serata che sembrava come tante altre si trasforma in un incubo. All’esterno di un locale in via Aurelia Nord, due giovani albanesi, dopo una serata in compagnia, sono vittime di un’aggressione senza senso. Un 21enne grossetano, estrae un coltello e ferisce due persone: uno colpito al braccio, l’altro gravemente all’addome. A quest’ultimo, il ragazzo aveva perforato il colon, provocandogli una peritonite.
Un attacco tanto improvviso quanto inspiegabile, che cambia per sempre la vita dei protagonisti di questa tragica notte.
La notte che sconvolge Grosseto
Era poco dopo le 3 del mattino quando i due amici, insieme a una ragazza, stavano per terminare la loro serata in città . Dopo aver trascorso del tempo in vari locali del centro, arrivano in un circolo alla periferia di Grosseto, dove si stava concludendo una festa privata.
Nessuno immaginava che, da lì a poco, una discussione banale sarebbe degenerata in violenza.
L’episodio ha inizio quando i tre giovani decidono di uscire e dirigersi verso l’auto. In quel momento, un gruppo di sconosciuti, tra i 25 e i 30 anni, si trova appoggiato a una macchina. Un diverbio, inizialmente insignificante, esplode in un attimo.
Uno dei ragazzi del gruppo inizia a provocare i due amici. La situazione prende una piega pericolosa quando il giovane estrae un coltello di circa 15 centimetri, colpendo per primo il 29enne al braccio destro.
L’aggressione e il coraggio di intervenire
Il secondo, un 30enne, accorre in soccorso dell’amico, ma viene accoltellato all’addome. Il colpo è grave, tanto che viene trasportato in ospedale in pericolo di vita.
Nonostante le ferite, l’uomo sopravvive. Intanto, il gruppo di aggressori si allontana velocemente, lasciando dietro di sé solo il caos, il sangue e la paura.
L’indagine e l’identificazione del colpevole
Nel frattempo, l’amica dei due giovani, sotto choc, cerca disperatamente aiuto tornando nel locale in lacrime. Inizia così un’indagine che, grazie anche ad alcune testimonianze decisive, porta in breve tempo i carabinieri all’identificazione del colpevole. Durante la colluttazione, qualcuno del gruppo aveva pronunciato il suo nome, che si unisce ad altri dettagli raccolti dalle forze dell’ordine. Così, dopo alcuni mesi di indagini, i carabinieri riescono a rintracciare il giovane aggressore: si tratta di Armando Marino, 21 anni, residente a Grosseto.
La condanna: 4 anni di reclusione
Accusato di tentato omicidio e lesioni aggravate dall’uso di un’arma, Marino, difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, ha scelto di patteggiare la pena.
Il giudice Giuseppe Coniglio, su richiesta del pm Giovanni De Marco, ha deciso per una condanna a 4 anni di reclusione oltre alle spese di giudizio. Il giudice ha anche disposto l’interdizione di Marino dai pubblici uffici per 5 anni.



