PORTO SANTO STEFANO. Due imbarcazioni affondate nello stesso porto a distanza di pochi mesi, con il problema del recupero che torna al centro dell’attenzione. Al porto del Valle di Porto Santo Stefano è finita sott’acqua anche la Marea, un’imbarcazione di circa 26-28 metri utilizzata per le attività diving, che si trovava ormeggiata vicino alle unità navali della Guardia di Finanza.
L’affondamento risale a qualche giorno fa ed è stato documentato dal comandante Daniele Busetto, che ha raccolto le immagini per l’Archivio navale di Artemare Club e per i media.
Secondo quanto riferito da Busetto, la Marea era stata ricavata dalla trasformazione di un’imbarcazione originariamente destinata a un’altra attività commerciale.
Due barche affondate nello stesso porto
Non è la prima volta, quest’anno, che il porto del Valle deve fare i conti con un episodio simile. Nel marzo scorso era affondato il motopeschereccio Cernia, ormeggiato alla banchina Toscana, e secondo le informazioni raccolte da Artemare Club l’imbarcazione non sarebbe stata ancora recuperata.
Adesso, con l’affondamento della Marea, il problema si ripresenta.
L’associazione chiede alle autorità competenti di intervenire affinché gli armatori delle due imbarcazioni provvedano quanto prima al recupero, evitando che la loro permanenza in acqua possa creare problemi alle attività portuali o possibili rischi ambientali.
L’appello di Artemare Club alle autorità
Il comandante Busetto richiama anche le disposizioni del Codice della navigazione in materia di recupero dei relitti, che prevedono la possibilità di un intervento dell’autorità marittima quando un’imbarcazione affondata rappresenta un pericolo o un intralcio alla navigazione.
La Capitaneria di porto, nei casi e con le modalità previste dalla normativa, può ordinare al proprietario di provvedere alla rimozione e, in determinate circostanze, disporre direttamente gli interventi necessari.
È proprio su questo punto che si concentra la richiesta di Artemare Club: sollecitare il recupero delle due imbarcazioni, verificando le condizioni in cui si trovano e le eventuali conseguenze per lo specchio acqueo portuale.
E il nuovo porto? Il progetto approvato dodici anni fa
La vicenda offre a Busetto anche l’occasione per tornare su una questione che riguarda più in generale il futuro del porto del Valle.
Il comandante ricorda infatti che nel novembre 2014 la Regione Toscana approvò il nuovo Piano regolatore portuale, con la deliberazione del Consiglio regionale numero 95 del 18 novembre di quell’anno.
Un progetto che prevedeva importanti trasformazioni dell’area portuale, ma che, sottolinea Busetto, a distanza di dodici anni non ha ancora trovato piena attuazione.
Le previsioni del piano sono consultabili anche sul sito www.portodelvalle.it.
E il comandante chiude la sua riflessione con una battuta amara, richiamando il modo di dire «a babbo morto», per sottolineare quanto siano diventati lunghi i tempi di realizzazione degli interventi annunciati.
Intanto, nel Porto del Valle, le imbarcazioni affondate sono diventate due. E resta da capire quando e come saranno recuperate.




