Follonica, 31 reati contestati: tre in carcere per furti e rapine | MaremmaOggi Skip to content

Follonica, un’estate di furti e rapine: rubavano anche le offerte per beneficenza

Tre uomini destinatari della custodia cautelare e una donna indagata. I carabinieri ricostruiscono 31 episodi tra luglio e settembre, comprese due violente aggressioni
Carabinieri nella zona della stazione a Follonica
Carabinieri nella zona della stazione a Follonica

FOLLONICA. Rubavano di tutto. I soldi lasciati nei registratori di cassa, le carte di credito, le biciclette elettriche, gli alimenti custoditi nei ristoranti. E non risparmiavano neppure le mance destinate ai dipendenti e il denaro raccolto per beneficenza. Una sequenza impressionante di furti, rapine e aggressioni che, secondo gli investigatori, avrebbe accompagnato l’intera estate follonichese, colpendo commercianti, residenti e turisti.

Adesso le indagini dei carabinieri della Compagnia di Follonica, coordinate dalla Procura della Repubblica di Grosseto, hanno portato a tre misure di custodia cautelare in carcere e all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per una donna.

Sono 31 i capi provvisori di imputazione contestati a quattro persone, per episodi avvenuti tra il 21 luglio e il 29 settembre 2026. Un susseguirsi di colpi, talvolta commessi a distanza di poche ore, che avrebbe trasformato l’attività criminale in una vera e propria fonte di sostentamento.

Tre uomini in carcere, coinvolta anche una donna

I destinatari della custodia cautelare sono tre uomini di 26, 29 e 41 anni, due residenti a Follonica e il terzo in provincia di Firenze. Secondo quanto riferito dai carabinieri, tutti fanno uso di sostanze stupefacenti e sono privi di un’occupazione. Due hanno precedenti condanne, mentre un altro ha procedimenti penali pendenti.

L’ipotesi investigativa è che i reati venissero commessi sistematicamente anche per procurarsi il denaro necessario all’acquisto di droga e alle esigenze quotidiane.

Il più giovane, il 26enne, si trovava già in carcere per altri reati.

Nell’inchiesta è coinvolta anche una donna di 45 anni, che gestisce un locale pubblico, ritenuta dagli investigatori responsabile di aver contribuito in due occasioni a ricavare denaro dalla refurtiva. In particolare, avrebbe consentito l’utilizzo nel proprio esercizio di carte di pagamento rubate e avrebbe ricevuto beni provenienti da furti.

Per lei il giudice ha disposto una misura meno afflittiva rispetto agli altri indagati: dovrà presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria.

I furti nei locali, le casse svuotate e le offerte per beneficenza

A colpire gli investigatori è stata soprattutto la frequenza degli episodi.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, gli indagati avrebbero agito con modalità ricorrenti, pianificando i colpi e dividendosi i compiti. Alcuni esercizi commerciali sarebbero stati presi di mira più volte, con furti commessi anche a distanza di pochissimo tempo.

Spesso gli ingressi avvenivano durante la notte, forzando porte e finestre e provocando danni agli infissi. Una volta all’interno, venivano sottratti il denaro disponibile e, nel caso dei ristoranti, anche prodotti alimentari.

L’inchiesta riguarda inoltre furti con destrezza, sottrazioni di carte elettroniche poi utilizzate indebitamente e ricettazione di biciclette elettriche e altri oggetti rubati.

Ma c’è un particolare che restituisce la spregiudicatezza delle condotte contestate: gli autori dei colpi non avrebbero esitato a impossessarsi anche di somme modestissime, come quelle rimaste nelle casse, nei contenitori delle mance o nelle raccolte destinate alla beneficenza.

Un comportamento che, secondo il giudice, contribuisce a delineare un quadro particolarmente allarmante.

Le aggressioni: picchiati un follonichese e una turista tedesca

L’indagine ha fatto emergere anche due episodi di violenza particolarmente gravi, attribuiti al 26enne.

Il primo riguarda un uomo di Follonica, vittima di un tentativo di estorsione. Secondo la ricostruzione investigativa, il giovane avrebbe preteso una somma di denaro senza alcuna giustificazione, arrivando ad aggredire fisicamente la vittima e provocandole lesioni di una certa gravità.

Il secondo episodio ha coinvolto una turista tedesca, presa di mira per una rapina. La donna avrebbe cercato di opporsi al furto della propria borsa, venendo aggredita e riportando lesioni lievi.

Due episodi che hanno assunto un peso rilevante nella valutazione della pericolosità dell’indagato.

Le telecamere e le testimonianze: così i carabinieri hanno ricostruito i 31 episodi

A consentire ai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Follonica di ricostruire l’intera sequenza sono stati numerosi elementi raccolti durante le indagini.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private, le testimonianze e la documentazione sanitaria hanno permesso di collegare gli episodi e individuare i presunti responsabili.

Gli investigatori hanno riscontrato modalità operative simili, una successione ravvicinata dei colpi e, in alcuni casi, il ripetersi dei furti negli stessi esercizi commerciali.

Secondo quanto emerge dall’ordinanza, neppure la presenza delle telecamere e i ripetuti interventi delle forze dell’ordine sarebbero riusciti a interrompere le condotte contestate.

Il blitz del 4 novembre e la decisione del giudice

La mattina di mercoledì 4 novembre, i carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto.

Alla base della decisione c’è soprattutto il concreto pericolo di reiterazione dei reati, valutato alla luce della frequenza dei colpi, delle modalità di esecuzione e dei precedenti giudiziari.

Per i tre uomini il giudice ha ritenuto necessaria la custodia cautelare in carcere. Diversa la posizione della donna, per la quale è stato considerato sufficiente l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’operazione chiude una prima fase dell’attività investigativa su una lunga serie di episodi che hanno interessato Follonica durante l’estate, ma il procedimento giudiziario è ancora nella fase delle indagini preliminari.

 

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