Il marciapiede resta transennato, i residenti protestano: Mirko lo sistemerà dopo l’addio all’edicola | MaremmaOggi Skip to content

Il marciapiede resta transennato, i residenti protestano: Mirko lo sistemerà dopo l’addio all’edicola

Corridori ha scritto al Comune e si è recato negli uffici: ripristinerà la pavimentazione, ma l’intervento richiede il tempo necessario per essere organizzato
Il buco sul marciapiede transennato

GROSSETO. Sabato è tornato al tabacchino che per anni ha avuto davanti agli occhi, dall’altra parte della sua giornata di lavoro. Ed è lì che Mirko Corridori ha saputo che qualcuno, nel quartiere, cominciava a lamentarsi per le transenne e per quello spazio rimasto da sistemare dove prima c’era la sua edicola. Un disagio che comprende, perché quel marciapiede lo conosce bene e perché è il primo a voler chiudere anche quest’ultimo capitolo. A settembre, quando ha tirato giù la saracinesca della sua edicola, ha scritto subito al Comune per chiedere indicazioni ed eseguire il ripristino.

Dopo la chiusura dell’edicola di via Giulio Cesare, salutata con una lettera ai clienti e agli abitanti della zona, per il 38enne è cominciata l’attesa per capire come intervenire sull’area pubblica liberata dal chiosco, quali materiali utilizzare e quali modalità seguire per riconsegnare quello spazio al quartiere.

Una richiesta che ha messo per iscritto in una Pec indirizzata al Comune l’11 settembre, lo stesso giorno in cui è stata completata la rimozione dell’edicola. Ora Mirko è pronto ad affidare l’incarico a una ditta. Non sono ancora passati due mesi da quando ha chiuso l’attività e questo tempo gli è servito per capire come procedere con i lavori. 

La Pec dell’11 settembre: «Chiedo un sopralluogo urgente»

Il messaggio della Pec inviata all’ufficio manutenzione ha un oggetto preciso: “Rimozione edicola e richiesta sopralluogo urgente con indicazioni scritte per ripristino area pubblica”.

Nella comunicazione, rivolta all’ufficio Manutenzione del Comune di Grosseto, Corridori informa che il chiosco è stato rimosso e allega fotografie dello stato dei luoghi, delle misure adottate nell’immediato per delimitare l’area e la documentazione relativa alla chiusura dell’attività.

Poi formula la richiesta: «Considerata la necessità di procedere tempestivamente alla sistemazione definitiva della pavimentazione del suolo pubblico interessato, si richiede con cortese urgenza un sopralluogo tecnico da parte del personale preposto».

Sopralluogo che però non è necessario da parte dei tecnici del Comune. Corridori può procedere incaricando una ditta per il ripristino della pavimentazione, che deve essere fatto con le betonelle, così come il resto del marciapiede. 

Gli incontri negli uffici comunali

Il trentanovenne è andato personalmente negli uffici del Comune, per capire se fosse necessario avere qualche autorizzazione particolare per eseguire quei lavori, che devono appunto essere fatti sul suolo pubblico. 

Il punto riguarda infatti la sistemazione dello spazio sul quale poggiava l’edicola, all’interno di un percorso con pavimentazione in betonelle. 

«Sono sempre stato in regola, ho sempre pagato il suolo pubblico e anche questa cosa del ripristino vorrei farla in regola», dice.

Anche la richiesta di rimozione della colonnina elettrica

Tra i documenti conservati dall’ex edicolante c’è anche una seconda Pec, datata 14 settembre, inviata a e-distribuzione e, per conoscenza, al Comune di Grosseto.

In quella comunicazione Corridori chiede la chiusura dell’utenza elettrica e la rimozione della colonnina esterna collegata all’edicola, spiegando che la struttura non è più necessaria dopo la cessazione dell’attività.

«Capisco chi si lamenta, vorrei risolvere anch’io»

Le transenne sono ancora lì e per chi percorre quella strada rappresentano un ostacolo. Mirko non contesta il disagio dei residenti: lo ha saputo tornando in un’attività vicina alla sua vecchia edicola e gli dispiace che, dopo tanti anni di rapporti quotidiani, sia rimasto questo problema.

«Mi dispiace che le persone che vedono ancora le transenne si lamentino. Li capisco perché il marciapiede è interrotto e non c’è nemmeno più l’edicola – dice – Sto cercando una ditta per fare i lavori, che saranno eseguiti quanto prima».

Per diciassette anni, dal 2009, quel chiosco era stato il suo lavoro e un luogo di incontro con il quartiere. Quando ha chiuso, dopo aver cercato senza successo qualcuno che rilevasse l’attività, aveva affidato a una lettera il saluto alle persone che passavano a comprare il giornale o anche soltanto a scambiare due parole.

Adesso vuole che anche lo spazio rimasto vuoto venga sistemato.  «I lavori saranno fatti», ripete. È la risposta che vorrebbe poter dare al quartiere con un intervento concluso, oltre che con le parole.

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