Truffa telefonica a Follonica, falso numero della Guardia di Finanza | MaremmaOggi Skip to content

Ti chiama la Guardia di finanza, ma è una truffa: così possono anche svaligiarti casa

Segnalazioni al Comando provinciale: i truffatori farebbero comparire il vero numero delle Fiamme Gialle per chiedere dati personali. Come difendersi
Attenzione alla truffa telefonica a Follonica
Attenzione alla truffa telefonica a Follonica

FOLLONICA. Il telefono squilla, sul display compare il numero della Guardia di Finanza di Follonica e chi risponde pensa di parlare davvero con un finanziere. Ma dall’altra parte della linea potrebbe esserci un truffatore, pronto a sfruttare l’autorevolezza delle Fiamme Gialle per ottenere informazioni personali, convincere la vittima a lasciare la propria abitazione o addirittura trovare un pretesto per entrarvi.

L’allarme è scattato nella mattinata di lunedì 2 novembre, quando hanno cominciato a circolare segnalazioni di telefonate sospette provenienti apparentemente dal numero 0566 40256, quello della Guardia di Finanza di Follonica.

Non si tratta soltanto di qualcuno che si spaccia verbalmente per un appartenente alle forze dell’ordine. Il numero che compare sul telefono può essere proprio quello autentico della caserma, anche se la chiamata non parte affatto da quell’utenza.

Dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Grosseto confermano che stanno arrivando segnalazioni relative a questi tentativi di truffa telefonica. E invitano i cittadini a prestare la massima attenzione.

Le telefonate sospette e la richiesta dei documenti

Secondo l’allarme diffuso in queste ore, i contatti sospetti avverrebbero utilizzando apparentemente il numero fisso della Guardia di Finanza di Follonica, 0566 40256, e successivamente anche un numero di cellulare, 377 3254619.

Nel corso delle conversazioni verrebbero richiesti dati anagrafici, estremi dei documenti d’identità e altre informazioni personali riservate.

Richieste che devono immediatamente far scattare un campanello d’allarme, soprattutto quando arrivano attraverso una telefonata inattesa e vengono accompagnate dall’affermazione di appartenere alle forze dell’ordine.

Ma i dati personali non sono necessariamente l’unico obiettivo dei malviventi. Le truffe telefoniche che sfruttano il nome della Guardia di Finanza possono nascondere anche pericoli molto più concreti per la sicurezza delle abitazioni.

«Deve presentarsi in caserma»: il trucco per lasciare la casa vuota

Una delle modalità descritte negli avvertimenti contro questo genere di truffe consiste in una telefonata durante la quale un individuo, spacciandosi per finanziere, invita il cittadino a presentarsi in caserma per presunte ragioni di ufficio.

Una convocazione che può apparire credibile, soprattutto quando sul display compare un numero effettivamente associato alla Guardia di Finanza.

In realtà, il vero obiettivo potrebbe essere completamente diverso: convincere la persona a uscire di casa, lasciando l’abitazione incustodita e permettendo ai complici di introdursi all’interno per rubare denaro, gioielli e altri oggetti di valore.

Il richiamo a un controllo, a una verifica amministrativa o a un presunto accertamento diventa così il pretesto per allontanare la vittima dalla propria abitazione.

È una delle ragioni per cui bisogna diffidare di convocazioni telefoniche inattese, verificandone sempre l’autenticità attraverso i canali ufficiali.

«È coinvolto in una rapina»: la scusa per entrare in casa

Esiste anche un’altra variante, altrettanto insidiosa.

Il falso finanziere telefona alla vittima sostenendo che il suo nome sarebbe emerso nell’ambito di una rapina o di un’indagine e che, proprio per questa ragione, sarebbe necessario effettuare un controllo presso la sua abitazione.

La giustificazione è quella di verificare l’eventuale presenza di refurtiva, ma il vero scopo dei malviventi è ottenere l’accesso all’immobile per impossessarsi di denaro e oggetti preziosi.

Si tratta di un meccanismo che sfrutta la paura e il senso di soggezione che una persona può provare davanti a una presunta comunicazione delle forze dell’ordine.

La vittima viene messa nella condizione di credere di dover collaborare a un accertamento ufficiale, quando invece sta rischiando di aprire la porta a dei ladri.

Le persone anziane tra gli obiettivi più vulnerabili

Un ulteriore schema di truffa, particolarmente insidioso nei confronti delle persone anziane, consiste nel fingersi un familiare in difficoltà, oppure nel sostenere di chiamare per suo conto.

Il racconto è spesso costruito intorno a un’emergenza improvvisa: un incidente, un problema con le forze dell’ordine, la necessità urgente di trovare denaro per evitare conseguenze più gravi.

In questo modo i malviventi cercano di convincere la persona contattata a consegnare contanti, gioielli o altri oggetti preziosi, facendo leva sull’affetto per i propri cari e sulla paura che possa essere accaduto loro qualcosa di grave.

Sono situazioni nelle quali la fretta rappresenta uno degli strumenti principali dei truffatori, perché impedisce alla vittima di riflettere e verificare se la storia raccontata sia vera.

Non risultano al momento confermati collegamenti tra queste diverse modalità di truffa e specifici furti nelle abitazioni di Follonica, ma conoscerle è fondamentale per evitare di cadere in un inganno.

Come fanno i truffatori a usare il numero della Guardia di Finanza?

È la domanda che molti si pongono: come può un truffatore telefonare facendo comparire sul display il numero autentico di una caserma?

La spiegazione è in una tecnica chiamata caller ID spoofing, o più semplicemente spoofing telefonico.

Attraverso alcuni sistemi di telefonia è possibile alterare l’identificativo del chiamante, facendo apparire sul dispositivo della vittima un numero diverso da quello realmente utilizzato.

Non è quindi necessario entrare nel sistema telefonico della Guardia di Finanza o manometterne il centralino. Può bastare falsificare l’informazione che identifica il chiamante.

È una tecnica conosciuta da tempo, utilizzata anche per simulare telefonate provenienti da banche, istituti di credito, uffici pubblici e forze dell’ordine.

L’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha introdotto nel 2025 specifiche misure per contrastare questo fenomeno, ma la presenza di un numero apparentemente autentico sul display non garantisce l’identità di chi sta chiamando.

Il consiglio della Guardia di Finanza: chiamare il 117

Dal Comando provinciale arriva una raccomandazione precisa: in caso di telefonate sospette, dubbi sull’identità di chi chiama o presunti controlli della Guardia di Finanza, contattare direttamente il 117.

È il numero di pubblica utilità delle Fiamme Gialle, attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, attraverso il quale è possibile effettuare segnalazioni, ricevere informazioni e chiedere chiarimenti sull’effettiva provenienza di un contatto o sull’autenticità di un controllo.

Il comportamento più sicuro, davanti a una telefonata sospetta, è interrompere la conversazione senza fornire dati personali, senza accettare appuntamenti e senza consentire l’accesso alla propria abitazione a persone la cui identità non sia stata verificata.

È importante anche non fidarsi ciecamente del numero comparso sul display: in presenza di spoofing, infatti, può appartenere realmente a un soggetto del tutto estraneo al tentativo di truffa.

Chi abbia già comunicato informazioni riservate o ricevuto richieste sospette dovrebbe segnalare tempestivamente l’accaduto alle forze dell’ordine.

L’appello è rivolto soprattutto a chi ha familiari anziani: avvisarli di questi tentativi di raggiro, spiegare loro come funzionano e ricordare che nessuno deve sentirsi obbligato a consegnare denaro, documenti o preziosi sulla base di una telefonata può fare la differenza.

Perché il rischio non è soltanto quello di fornire qualche informazione personale. Dietro una falsa chiamata della Guardia di Finanza potrebbe nascondersi anche il tentativo di entrare in casa e portare via i risparmi di una vita.

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