Bomba da 453 chili nel fiume Fiora, evacuate le case: ordigno disinnescato a Pitigliano | MaremmaOggi Skip to content

Bomba da 453 chili nel fiume Fiora, evacuate le case: ordigno disinnescato a Pitigliano

L’ordigno della Seconda guerra mondiale, contenente 270 chili di esplosivo, è stato scoperto durante i lavori per la costruzione di un ponte in località Capannella. Strade chiuse e residenti evacuati per consentire agli artificieri dell’Esercito di intervenire in sicurezza
Il brillamento della bomba

PITIGLIANO. Una bomba da 453 chili, con all’interno 270 chili di esplosivo, rimasta nascosta per oltre ottant’anni nell’alveo del fiume Fiora. Un ordigno risalente alla Seconda guerra mondiale, riemerso durante i lavori per la realizzazione di un ponte in località Capannella, nel territorio comunale di Pitigliano, e che ha reso necessario un delicato intervento degli artificieri dell’Esercito.

Le operazioni di disinnesco si sono concluse oggi, martedì 27 ottobre, dopo un intervento che ha richiesto la chiusura di alcune strade e l’evacuazione dei residenti nelle aree vicine al luogo del ritrovamento.

A neutralizzare la bomba sono stati gli specialisti del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore, impegnati in un’operazione coordinata dalla Prefettura di Grosseto e dal Comando Territoriale Nord dell’Esercito di Padova.

La bomba scoperta durante i lavori per un ponte sul Fiora

L’ordigno era stato individuato all’interno di un terreno demaniale interessato dai lavori per la costruzione di un ponte, nell’alveo del fiume Fiora, in località Capannella.

Una scoperta che ha imposto l’attivazione delle procedure di sicurezza previste per i residuati bellici, considerando le dimensioni della bomba e soprattutto la quantità di esplosivo ancora contenuta al suo interno.

Il peso complessivo dell’ordigno era infatti di circa 453 chilogrammi, dei quali 270 costituiti da materiale esplosivo.

Un residuato della guerra che, nonostante gli oltre ottant’anni trascorsi, doveva essere trattato come potenzialmente pericoloso e neutralizzato da personale specializzato.

Strade chiuse e residenti evacuati durante il disinnesco

Per consentire agli artificieri di lavorare in condizioni di sicurezza, è stato necessario adottare una serie di misure precauzionali.

Durante la fase più delicata dell’intervento, quella della rimozione dei sistemi di innesco, il traffico è stato interdetto su alcune strade vicine alla zona del ritrovamento.

Contemporaneamente è stata disposta l’evacuazione dei residenti nelle aree limitrofe, così da evitare la presenza di persone all’interno del perimetro di sicurezza.

Le operazioni sono state coordinate dalla Prefettura di Grosseto e dal Comando Territoriale Nord dell’Esercito, con il supporto delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, della Croce Rossa Italiana, dell’Asl, della protezione civile e del Comune di Pitigliano.

Gli artificieri rimuovono gli inneschi e trasferiscono la bomba

L’intervento si è sviluppato in due fasi distinte, entrambe affidate agli specialisti dell’Esercito.

Nella prima, gli artificieri del nucleo Cmd, Conventional Munition Disposal, hanno proceduto alla neutralizzazione dell’ordigno attraverso la rimozione dei sistemi di innesco.

Si è trattato del passaggio più delicato dell’operazione, necessario per rendere possibile la successiva movimentazione della bomba.

Una volta completata la neutralizzazione, gli specialisti del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore hanno trasferito il residuato bellico in un’area sicura, destinata al successivo brillamento.

Le operazioni di disinnesco si sono concluse regolarmente.

Nel 2026 già 620 ordigni distrutti dagli artificieri dell’Esercito

Quello di Pitigliano è soltanto uno dei numerosi interventi di bonifica bellica effettuati quest’anno dagli specialisti dell’Esercito.

Nel corso del 2026, il personale del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore ha portato a termine circa 260 interventi, con la distruzione complessiva di 620 ordigni, tra i quali cinque bombe d’aereo.

Le operazioni hanno interessato il territorio di competenza del reparto, che comprende alcune province dell’Emilia-Romagna e della Toscana, tra cui Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato e Pistoia.

Numeri che testimoniano come, a più di ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, i residuati bellici continuino a emergere durante scavi, lavori pubblici e interventi sul territorio.

La bonifica di questi ordigni rientra tra i compiti affidati alle Forze armate per garantire la sicurezza della popolazione.

A Pitigliano, grazie all’intervento degli artificieri e al coordinamento delle istituzioni coinvolte, la bomba è stata neutralizzata senza conseguenze per i cittadini.

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