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La Rsa San Giovanni rischia la chiusura, Scansano si ribella: «Non possiamo perdere anche questo servizio»

La sindaca Ginesi convoca un Consiglio comunale aperto ai cittadini e chiama Regione, Asl, Coeso e sindacati. L’opposizione porta la protesta in Regione con un’interrogazione del consigliere Luca Minucci. Tre le questioni ancora senza risposta: il futuro degli anziani, quello dei dipendenti e la destinazione dell’edificio nel centro del paese
Anziani di fronte alla Rsa San Giovanni, a Scansano (foto d'archivio)
Anziani di fronte alla Rsa San Giovanni

SCANSANO. Ci sono 25 posti per anziani, una ventina di lavoratori e un edificio di 3.500 metri quadrati nel cuore del paese. Ma soprattutto c’è una comunità che non vuole perdere la propria residenza sanitaria assistenziale.

La Rsa San Giovanni di Scansano, per la quale il Coeso Società della Salute ha previsto un percorso di chiusura, sarà al centro di un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, che l’amministrazione intende convocare entro la fine della prossima settimana.

La data non è ancora stata fissata, ma la sindaca Maria Bice Ginesi sta completando gli ultimi passaggi organizzativi.

Al confronto saranno invitati Regione Toscana, Asl Toscana sud est, Coeso Società della Salute e organizzazioni sindacali.

Intanto anche l’opposizione continua la propria mobilitazione: dopo aver organizzato un’assemblea pubblica contro la chiusura, i consiglieri Claudio Chelli, Francesco Marchi e Gian Carlo Tenerini ringraziano il consigliere regionale Luca Minucci per aver mantenuto l’impegno di presentare un’interrogazione sulla vicenda.

La sindaca: «La chiusura per noi è inaccettabile»

La posizione dell’amministrazione comunale è netta.

«Per noi è inaccettabile la chiusura della struttura senza garanzie sul futuro degli ospiti, del personale in servizio attualmente al San Giovanni e senza un piano per l’utilizzo dell’edificio che accoglie la residenza, che si trova nel centro del paese», ribadisce la sindaca Ginesi.

La prima cittadina ricorda di aver votato contro l’atto che prevedeva la chiusura durante la Giunta esecutiva del Coeso, nella quale aveva appreso della prospettiva di cessazione dell’attività.

Da allora ha chiesto l’apertura di un tavolo istituzionale per discutere le alternative e ottenere risposte precise.

La sindaca Maria Bice Ginesi

«Nei giorni scorsi ho parlato della situazione della nostra Rsa con l’assessore regionale alla Sanità Monia Monni e con il nuovo direttore generale dell’Asl Toscana sud est Dario Rosini, e presto definiremo una data per l’incontro».

Il Consiglio comunale aperto dovrebbe rappresentare il momento nel quale mettere intorno allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti.

Venticinque posti e una nuova Rsa privata: il futuro degli anziani

La vicenda nasce dal piano di riorganizzazione che riguarda il San Giovanni.

Nel 2022 la capacità della struttura era stata ridotta da 35 a 25 posti, a causa di criticità relative alla sicurezza antincendio.

Negli anni successivi non si è arrivati a un intervento risolutivo di recupero dell’edificio.

Nel frattempo, a Scansano è prevista l’apertura di una nuova Rsa privata, con la quale il Coeso ha stipulato una convenzione per il trasferimento degli attuali ospiti.

È proprio questo passaggio a suscitare le maggiori preoccupazioni.

Le famiglie e i rappresentanti del territorio chiedono chiarezza sulle modalità dell’eventuale trasferimento, sulla continuità dell’assistenza e sulle condizioni che saranno garantite agli anziani.

Molti ospiti vivono da tempo al San Giovanni, dove hanno costruito relazioni quotidiane con il personale e con gli altri residenti.

Per persone fragili e molto anziane, cambiare struttura non è necessariamente un passaggio semplice.

Il futuro dei dipendenti e dell’ex ospedale

Accanto agli ospiti c’è il tema del lavoro.

La prospettiva della chiusura apre interrogativi sul futuro del personale attualmente impiegato nella Rsa.

Le organizzazioni sindacali hanno già espresso preoccupazione per le possibili conseguenze della riorganizzazione.

Ma c’è anche un altro problema, destinato a pesare sul futuro del paese: che cosa accadrà all’ex ospedale se il San Giovanni dovesse chiudere?

Il complesso misura circa 3.500 metri quadrati e si trova nel centro di Scansano.

Una parte dell’immobile è già inutilizzata e presenta situazioni di degrado.

All’interno sono inoltre presenti servizi sociosanitari territoriali, il cui futuro rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione.

L’amministrazione vuole evitare che la chiusura della residenza possa tradursi in un progressivo svuotamento dell’edificio e in una perdita di servizi per la popolazione.

L’opposizione: «Continueremo a batterci per la Rsa»

La mobilitazione coinvolge anche i consiglieri comunali di opposizione Claudio Chelli, Francesco Marchi e Gian Carlo Tenerini.

Sono stati loro a organizzare l’incontro pubblico dell’8 ottobre, al quale hanno partecipato numerosi cittadini, rappresentanti sindacali ed esponenti istituzionali.

Tra i presenti c’era anche il consigliere regionale Luca Minucci, che aveva assunto l’impegno di presentare un’interrogazione scritta al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per chiedere chiarimenti sulla volontà di chiudere la Rsa.

Adesso i tre consiglieri ringraziano Minucci per aver mantenuto la promessa.

«Speriamo che questa iniziativa possa portare a far ragionare la Regione Toscana», spiegano.

E confermano la volontà di proseguire con altre iniziative per ottenere il mantenimento della struttura.

La contrarietà alla chiusura accomuna dunque maggioranza e opposizione, anche se le due parti stanno portando avanti iniziative distinte.

Un consiglio comunale aperto a tutto il paese

Il prossimo appuntamento sarà quello dell’assise pubblica.

«La Rsa, oltre a rappresentare un servizio importantissimo per le persone anziane e per i loro familiari, è anche un presidio di socialità, integrato con tutta la comunità scansanese, di cui non vogliamo fare a meno», sottolinea la sindaca Ginesi.

Per questo anche i cittadini saranno invitati a partecipare.

«Ribadiamo, e lo faremo anche in occasione dell’assise pubblica, la nostra ferma contrarietà alla chiusura della struttura».

La data del Consiglio comunale sarà comunicata una volta completata l’organizzazione.

Nel frattempo restano aperte le domande che riguardano il San Giovanni: quali garanzie per gli anziani, quale futuro per i lavoratori e quale progetto per l’ex ospedale.

Tre questioni sulle quali Scansano aspetta risposte prima che il percorso di chiusura produca conseguenze definitive.

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