GROSSETO. Aveva 27 anni, una passione per lo sport e una vita ancora tutta da vivere. Quella mattina d’agosto era in sella alla sua bicicletta, lungo una strada della campagna maremmana. Poi, all’uscita di una curva, l’urto con un furgone. La caduta sull’asfalto, la corsa disperata in ospedale, quattro giorni di speranza. E infine la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere.
Leonardo Luchi, 27 anni, di Prato, era morto il 6 agosto 2025, quattro giorni dopo essere stato investito mentre pedalava sulla strada provinciale 24 della Fronzina, nei pressi di Arcille, nel territorio comunale di Campagnatico.
A distanza di poco più di un anno, la vicenda giudiziaria legata alla sua morte si è conclusa con un patteggiamento.
Un anno di reclusione, con pena sospesa, per l’automobilista coinvolto nell’incidente. È la pena concordata da un grossetano di 57 anni, imputato di omicidio stradale.
Il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto congrua la pena concordata con il sostituto procuratore Michele Picconi. Per il 57enne, assistito dall’avvocato Massimiliano Arcioni, è stata disposta anche la sospensione della patente per un anno.
L’ultima pedalata di Leonardo sulla strada della Fronzina
Erano circa le 8 del mattino del 2 agosto 2025. Leonardo stava percorrendo la provinciale della Fronzina in sella alla sua bicicletta.
Si trovava poco oltre il primo chilometro della strada, nei pressi di Arcille, quando alle sue spalle è arrivato un Fiat Ducato diretto verso Baccinello.
Il mezzo avrebbe raggiunto e tamponato la bicicletta all’uscita di una curva pericolosa, segnalata dalla cartellonistica stradale.
L’urto aveva scaraventato Leonardo sull’asfalto: le condizioni del giovane erano apparse subito gravissime.
La corsa in elicottero alle Scotte e i quattro giorni di agonia
Sul posto erano arrivati i soccorritori del 118. Vista la gravità delle ferite, era stato richiesto l’intervento di Pegaso, che aveva trasferito Leonardo al policlinico delle Scotte di Siena.
Il giovane aveva riportato un’emorragia cerebrale. I medici si erano riservati la prognosi. Per quattro giorni le sue condizioni erano rimaste gravissime.
Poi, il 6 agosto, Leonardo era morto per le conseguenze delle lesioni riportate nell’incidente.
Aveva soltanto 27 anni.
La sua scomparsa aveva spezzato una giovane vita e trasformato un incidente stradale in un procedimento per omicidio stradale.
La ricostruzione dei carabinieri e le contestazioni al conducente
A ricostruire quanto accaduto erano stati i carabinieri di Campagnatico, intervenuti sulla provinciale per effettuare i rilievi.
I militari avevano fotografato il luogo dell’incidente, sequestrato la bicicletta e il furgone e raccolto le dichiarazioni del conducente.
Secondo l’accusa, il conducente del Ducato avrebbe proceduto a velocità sostenuta e non avrebbe rispettato la distanza di sicurezza rispetto alla bicicletta che lo precedeva.
Un anno di reclusione con pena sospesa
Il procedimento si è concluso davanti al giudice Marco Mezzaluna.
L’imputato, difeso dall’avvocato Massimiliano Arcioni, ha concordato con il pubblico ministero Michele Picconi una pena di un anno di reclusione.
Il giudice ha accolto il patteggiamento, ritenendo congrua la pena.
La pena detentiva è stata sospesa, mentre la patente di guida è stata sospesa per un anno come sanzione amministrativa accessoria.





