Ciclabile Giannella, sei anni di ritardi e costi fino a 4 milioni | MaremmaOggi Skip to content

Ciclabile della Giannella, doveva essere pronta in 5 mesi. Dopo 6 anni costa 4 milioni e non c’è ancora

Nel 2020 il sindaco Casamenti annunciava l’inizio dei lavori a settembre. Oggi il progetto è ancora in verifica e il cantiere slitta verso la primavera 2027. Lauretta Bianchi (Pd): «La grande opera incompiuta del nostro territorio. I cittadini devono poter controllare i lavori»
Due ciclisti pericolosamente in mezzo alla strada sulla provinciale della Giannella e, nel riquadro, Lauretta Bianchi del Pd
Due ciclisti pericolosamente in mezzo alla strada sulla provinciale della Giannella e, nel riquadro, Lauretta Bianchi del Pd

ORBETELLO. Doveva essere pronta in cinque mesi. Ne sono passati più di settantadue e della pista ciclopedonale della Giannella non c’è ancora traccia. Nel frattempo si sono susseguiti appalti, risoluzioni contrattuali, contenziosi, nuove progettazioni e annunci di imminenti partenze. Anche il costo previsto è cambiato radicalmente: dai 430mila euro del progetto originario del 2014 ai 4 milioni di euro indicati nella revisione del 2025.

E adesso c’è una nuova scadenza. Il sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti, il 7 ottobre ha annunciato che i lavori inizieranno al più tardi nella primavera del 2027. Ma il progetto è ancora nella fase conclusiva della verifica esterna e la nuova gara non risulta ancora avviata.

Una storia che va avanti da quasi dodici anni e che torna al centro del dibattito politico con l’intervento di Lauretta Bianchi, coordinatrice provinciale del Partito democratico per l’Area Sud della Maremma, che chiede di cambiare metodo: coinvolgere cittadini, associazioni e lavoratori nelle decisioni e istituire un osservatorio civico per controllare l’avanzamento dei lavori.

Era il 19 agosto 2020: «Lavori a settembre, cinque mesi per realizzarla»

Per comprendere quanto si siano allungati i tempi basta recuperare un post pubblicato dal sindaco Casamenti il 19 agosto 2020. Il titolo era «Realizzazione pista ciclabile di Giannella». «Si è chiusa la gara per la realizzazione della pista ciclabile di Giannella (830 mila euro). Martedì 25 agosto si terrà l’apertura delle offerte per arrivare ad affidamento lavori».

Poi l’annuncio sui tempi: «Inizio lavori fine settembre. Tempo occorrente per la realizzazione della pista ciclabile 5 mesi». Pubblicava anche un rendering della pista, per ora l’unica immagine della ciclabile disponibile.

Il rendering pubblicato da Casamenti nel 2020
Il rendering pubblicato da Casamenti nel 2020

Seguendo quel calendario, il collegamento avrebbe potuto essere pronto all’inizio del 2021. Siamo invece nell’ottobre 2026. La pista non è stata realizzata e il Comune è ancora alle prese con le procedure necessarie per un nuovo appalto.

Fra l’altro il tracciato, rispetto almeno ad altre zone, non è particolarmente complesso, visto che correrà sul lato destro della provinciale della Giannella per chi va verso Orbetello. Sono quasi 7 km.

Il nuovo annuncio di Casamenti: «Finalmente ci siamo». Ma si parla della primavera 2027

Il 7 ottobre 2026 il sindaco è tornato sull’argomento con un nuovo messaggio. «Finalmente ci siamo», ha scritto. Poi ha ricostruito le difficoltà incontrate: «Affidamenti, risoluzioni, ricorsi, sentenze, nuove progettazioni». E ha spiegato a che punto si trova oggi l’intervento.

«Il progetto è in fase conclusiva di verifica da parte del verificatore esterno come prescrive la legge. Pensavamo di partire tra fine ottobre e novembre ma ci sono stati ulteriori ritardi burocratici».

Infine, la nuova previsione: «I lavori come data massima avranno inizio da primavera ma contiamo di partire prima». Casamenti ha richiamato anche la vicenda della scuola elementare di Albinia, sostenendo che la perseveranza dell’amministrazione permetterà di superare le difficoltà burocratiche.

Il dato resta però quello delle scadenze: nel 2020 si annunciavano cinque mesi di lavori, nel 2026 si indica la primavera del 2027 come termine massimo per l’avvio del nuovo cantiere.

Dai 430mila euro iniziali ai 4 milioni: la denuncia dell’ex tecnico comunale

A ricostruire l’aumento dei costi è stato anche Domenico Covitto, ex tecnico del Comune di Orbetello, che nel novembre 2025 aveva dedicato alla ciclabile un lungo intervento pubblico. Secondo Covitto, tutto era cominciato nel 2014, durante l’amministrazione guidata da Monica Paffetti, con un progetto da 430mila euro e un finanziamento regionale di 188mila euro.

Negli anni successivi, durante l’amministrazione Casamenti, il costo complessivo era salito a circa 1,36 milioni.

L’ex tecnico aveva quindi segnalato un ulteriore aumento, fino a 4 milioni di euro, collegato alla revisione delle soluzioni tecniche e costruttive e all’aggiornamento dei prezzi. «Sono passati quasi 12 anni e nonostante tutti i soldi spesi tra progetti, appalti e cause ancora non è stato costruito un solo centimetro di pista ciclabile», aveva scritto Covitto, contestando duramente la gestione dell’intervento. Aveva inoltre sollevato dubbi sulla scelta del tracciato, sostenendo che l’opera avrebbe potuto essere realizzata lungo la sponda della laguna, utilizzando una strada già esistente ed evitando interferenze con la circolazione sulla provinciale della Giannella.

I 4 milioni rappresentano il costo previsto nella revisione progettuale richiamata da Covitto, non una somma già spesa dal Comune. Va detto che per conoscere l’importo effettivamente impegnato e liquidato nel corso degli anni servirebbe una ricostruzione completa degli atti contabili.

Due appalti, una risoluzione e una revoca

La storia amministrativa della ciclabile aiuta a comprendere perché il collegamento non sia ancora stato completato. Il primo lotto, relativo alle opere stradali, era stato affidato alla società Vivai Barretta Garden. Il 7 marzo 2023 il Comune ha risolto il contratto per grave inadempimento, aprendo un contenzioso successivamente definito attraverso una conciliazione.

Nell’aprile 2024 l’amministrazione aveva annunciato la possibilità di far ripartire il cantiere entro la fine dell’anno. Anche quella previsione non si è concretizzata.

Il secondo lotto, relativo alle barriere di sicurezza, era stato aggiudicato nel dicembre 2021 alla Nuova Ises Srl per circa 300mila euro oltre Iva.

I lavori erano stati consegnati in via d’urgenza il 13 dicembre 2021, ma sospesi il giorno successivo. Secondo la successiva ricostruzione amministrativa, non erano state eseguite lavorazioni e il contratto non era stato sottoscritto.

Il 23 settembre 2026 è arrivata la revoca dell’aggiudicazione, nell’ambito di una vicenda segnata anche dalla necessità di rivedere il progetto e aggiornarne i costi.

È in questo quadro che si inserisce l’ultimo annuncio di Casamenti e la richiesta del Pd di coinvolgere direttamente la cittadinanza.

Lauretta Bianchi: «La Giannella è la grande opera incompiuta del nostro territorio»

«La realizzazione della ciclovia Albinia-Giannella rimane la grande opera incompiuta del nostro territorio». Parte da qui l’intervento di Lauretta Bianchi, che invita a considerare la pista non soltanto come un’infrastruttura turistica, ma come un’opera essenziale per la sicurezza e la qualità della vita.

«La transizione ecologica nella Maremma del Sud non è soltanto una necessità ambientale o un insieme di freddi adempimenti burocratici», afferma la coordinatrice del Pd.

«Per chi crede in una società più equa, la conversione ecologica rappresenta una straordinaria opportunità di riscatto sociale, di ridistribuzione della ricchezza e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Trasformare la mobilità territoriale significa rimettere al centro i beni comuni, garantendo a tutti — residenti, lavoratori e visitatori — il diritto a un territorio sicuro, pulito e accessibile».

Per Bianchi il completamento della ciclabile rappresenta soprattutto una questione di diritti. «Da una prospettiva progressista, completare la ciclabile della Giannella è un dovere sociale prima ancora che turistico».

E aggiunge: «La sicurezza ed il diritto alla mobilità significano garantire a studenti, lavoratori e residenti di Albinia e delle aree limitrofe di poter raggiungere la costa e i campeggi senza rischiare la vita a piedi o in bici sul ciglio della carreggiata».

«La pista deve essere illuminata e sicura anche nelle ore serali»

Il Pd chiede che la nuova infrastruttura non si limiti a realizzare un percorso ciclabile, ma sia progettata per essere utilizzata durante tutto l’anno e in diverse fasce orarie. «La sostenibilità democratica porta inevitabilmente ad integrare nel progetto un moderno sistema di illuminazione pubblica, come previsto dagli uffici tecnici, per rendere la pista un’infrastruttura viva, sicura e fruibile da tutti anche nelle ore serali, trasformandola in un vero spazio di aggregazione».

Bianchi richiama anche il possibile collegamento con la futura Ciclovia Tirrenica, di cui peraltro il tracciato è una parte.

«Il lavoro verde e di qualità per connettere la pista alla futura Ciclovia Tirrenica significa favorire un turismo destagionalizzato, capace di creare occupazione stabile e di qualità, sottraendo i lavoratori del settore all’altalena della precarietà estiva».

L’obiettivo, secondo la coordinatrice democratica, è trasformare la mobilità sostenibile in uno strumento di sviluppo economico e sociale per l’intera Maremma meridionale.

«I cittadini devono partecipare, non ricevere decisioni già prese»

È soprattutto sul metodo che Bianchi propone un cambiamento. «La transizione ecologica non si fa nelle stanze chiuse, ma nelle piazze e tra le persone. La sfida che attende Orbetello e l’intera Maremma del Sud richiede il coinvolgimento attivo dei comitati di quartiere, delle associazioni ambientaliste e dei sindacati».

Poi un passaggio sul ruolo delle realtà locali.

«La transizione ecologica non può essere calata dall’alto o delegata esclusivamente alle aule consiliari. Le associazioni ambientaliste, i comitati di quartiere e le rappresentanze dei lavoratori non sono semplici spettatori a cui comunicare decisioni già prese, ma le antenne del territorio, i veri custodi dei bisogni della comunità».

Da queste considerazioni nascono tre proposte concrete, che il Pd chiede di adottare per accompagnare il rilancio del progetto.

Un tavolo permanente per seguire il progetto della ciclabile

La prima proposta riguarda l’istituzione di un tavolo permanente sulla mobilità dolce.

Bianchi propone «uno spazio di confronto mensile tra Comune, comitati di Albinia e Orbetello, associazioni (come FIAB e Legambiente) e operatori turistici locali».

Il tavolo dovrebbe monitorare la revisione del progetto e garantire che le richieste della cittadinanza siano considerate nella predisposizione del nuovo bando.

Una sede di confronto stabile, dunque, per evitare che residenti e operatori vengano informati soltanto quando le decisioni sono già state assunte.

«Un osservatorio civico per controllare i cantieri»

La seconda proposta riguarda direttamente il controllo sull’esecuzione dell’opera.

Bianchi chiede un osservatorio civico dei cantieri, che definisce «una forma di controllo popolare trasparente».

«I comitati locali devono avere accesso diretto agli stati di avanzamento dei lavori della nuova gara d’appalto, per prevenire ritardi e vigilare sulla corretta esecuzione dell’opera».

È una richiesta che assume particolare rilievo alla luce della storia della ciclabile: anni di procedure, affidamenti interrotti, contenziosi e nuove scadenze. Il Pd propone quindi che le informazioni sull’avanzamento dei lavori siano accessibili anche ai cittadini e ai comitati locali, attraverso strumenti di monitoraggio continuativo.

Clausole sociali e ambientali nel nuovo appalto

La terza proposta riguarda la qualità del lavoro e la sostenibilità delle opere.

«Chiediamo che nel prossimo bando pubblico siano inseriti vincoli stringenti a tutela dei diritti dei lavoratori del cantiere e criteri di sostenibilità ambientale nell’uso dei materiali, offrendo un esempio virtuoso di appalto pubblico etico».

Bianchi collega queste richieste a una visione più ampia del territorio. «Scommettere sulla mobilità sostenibile significa ridurre le distanze tra le frazioni, tutelare la salute pubblica e dimostrare che un modello di sviluppo basato sulla solidarietà e sul rispetto della Terra è l’unica strada percorribile».

La nuova scadenza è la primavera 2027. Ma il cantiere deve ancora partire

La situazione, al 16 ottobre 2026, resta dunque quella di un’opera non completata, con un progetto sottoposto a verifica esterna e una nuova procedura di affidamento ancora da avviare, secondo quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti disponibili.

L’amministrazione Casamenti sostiene di aver dovuto affrontare una lunga serie di ostacoli amministrativi e giudiziari e indica la primavera 2027 come limite massimo per l’inizio dei lavori.

Il Pd, con Lauretta Bianchi, chiede invece che la nuova fase sia accompagnata da strumenti di partecipazione e controllo pubblico. Restano da chiarire anche il quadro economico definitivo, l’effettiva disponibilità delle risorse e i tempi della nuova gara.

Una certezza, per ora, c’è: il 19 agosto 2020 il sindaco annunciava una ciclabile da realizzare in cinque mesi. Sei anni dopo, i cittadini aspettano ancora di poterla percorrere.

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