Polizia municipale Marina, scontro tra sindaco e Giomi | MaremmaOggi Skip to content

Marina, il sindaco nega la chiusura della municipale. Ma i due agenti sono stati trasferiti

Il sindaco conferma il trasferimento dei due agenti al comando centrale, ma assicura che i servizi resteranno garantiti. Grosseto Città Aperta: «Una sede senza personale fisso non è un presidio»
La polizia municipale a Marina di Grosseto
La polizia municipale a Marina di Grosseto

GROSSETO. La sede della polizia municipale di Marina di Grosseto non chiude. Ma i due agenti che vi erano assegnati stabilmente sono stati trasferiti al comando centrale di Grosseto. È questo il punto sul quale si accende lo scontro tra l’amministrazione comunale e Debora Giomi, esponente di Grosseto Città Aperta, dopo la denuncia sulla soppressione del presidio invernale della polizia locale nella frazione balneare.

Il sindaco  respinge le accuse e assicura che i servizi continueranno a essere garantiti, mentre l’assessore alla Sicurezza e al Turismo Riccardo Megale interviene anche sulla questione dell’imposta di soggiorno. Ma la replica di Giomi è netta: «Una sede senza agenti stabili non è un presidio».

La vicenda era stata sollevata nei giorni scorsi proprio da Grosseto Città Aperta, che aveva denunciato la perdita di un punto di riferimento quotidiano per i residenti di Marina.

Il sindaco: «Basta allarmismi, Marina non perde alcun presidio»

La risposta dell’amministrazione è arrivata con un comunicato nel quale il sindaco contesta la ricostruzione di Grosseto Città Aperta. «Trovo francamente incomprensibile che una normale riorganizzazione interna venga presentata come una chiusura o, peggio ancora, come un abbandono di Marina di Grosseto», dichiara il sindaco.

Secondo l’amministrazione, la sede della polizia locale continuerà a essere utilizzabile e i cittadini potranno richiedere appuntamenti attraverso il numero unico del comando. La sospensione della presenza continuativa del personale addetto all’apertura al pubblico durante l’inverno, precisa il Comune, è una modalità organizzativa già adottata negli anni precedenti.

Resteranno inoltre garantiti i servizi al mercato, i controlli della viabilità, la vigilanza presso le scuole secondo le priorità operative, gli accertamenti e gli interventi in occasione di eventi e manifestazioni.

«La sede resta aperta e utilizzabile, i cittadini continueranno a ricevere i servizi e gli agenti saranno presenti sul territorio come e più di prima», assicura.

Il sindaco aggiunge una considerazione destinata ad alimentare la polemica. «Non si misura la sicurezza contando quante ore un agente rimane seduto dietro una scrivania, ma valutando quanto efficacemente riesce a presidiare le strade, intervenire e rispondere alle esigenze della comunità».

I due agenti trasferiti al comando centrale di Grosseto

Al di là delle dichiarazioni politiche, il comunicato dell’amministrazione chiarisce un elemento concreto della riorganizzazione. Un coordinatore e un agente, precedentemente assegnati stabilmente alla sede di Marina, sono stati ricollocati al comando centrale di Grosseto.

Da lì continueranno a operare anche nelle frazioni.

Il Comune precisa che i due operatori, già inseriti nella Sezione Prossimità Frazioni, avevano competenze estese all’intero territorio comunale. La scelta dovrebbe consentire un utilizzo più flessibile del personale, coinvolgendo anche agenti appartenenti ad altri reparti a seconda delle necessità.

È dunque su questo punto che le due ricostruzioni divergono. Per l’amministrazione non viene meno il servizio, ma cambia il modo di organizzarlo. Per Grosseto Città Aperta viene meno proprio quella presenza stabile che rappresentava il valore aggiunto del presidio.

Giomi: «Il sindaco ha confermato quello che denunciavamo»

La risposta di Debora Giomi  è particolarmente dura. «Un primo risultato, se così si può dire, lo abbiamo ottenuto: dopo la denuncia di Grosseto Città Aperta il sindaco è stato costretto ad ammettere pubblicamente che a Marina, durante l’inverno, non ci sarà più il presidio della Polizia Locale. I due operatori assegnati stabilmente alla sede sono stati trasferiti al Comando centrale. Almeno adesso il fatto è chiaro. Il resto è un tentativo di nasconderlo dietro le parole».

Giomi contesta soprattutto la definizione di normale riorganizzazione interna utilizzata dal sindaco.

«Togliere un presidio stabile da una frazione non è spostare caselle su un organigramma. È una scelta politica. E le scelte politiche si giudicano per quello che tolgono o danno ai cittadini, non per il nome burocratico che gli si appiccica».

Secondo l’esponente di Grosseto Città Aperta, il problema non riguarda la disponibilità materiale dei locali, ma il servizio che veniva garantito ai residenti.

«Le stanze da sole non ascoltano i cittadini»

Giomi respinge anche il riferimento del sindaco agli agenti seduti dietro una scrivania, definendolo una rappresentazione caricaturale e poco rispettosa del lavoro della polizia locale.

L’ufficio di Marina, sottolinea, non svolgeva soltanto funzioni amministrative. Era un luogo dove i cittadini potevano rivolgersi direttamente agli agenti, presentare segnalazioni e trovare un riferimento per i problemi quotidiani.

Il servizio, secondo quanto ricostruito da Grosseto Città Aperta, riguardava un territorio esteso, dal chilometro 28 fino a Principina a Mare. «L’ufficio di Marina non era una scrivania. Era un presidio di legalità, vigilanza, prevenzione, ascolto», afferma Giomi.

E aggiunge: «Una sede senza personale fisso non equivale a un presidio: le stanze, da sole, non ascoltano i cittadini e non presidiano le strade».

Grosseto Città Aperta non mette in dubbio che le pattuglie continueranno a intervenire nella frazione.

Contesta però l’equivalenza tra un servizio organizzato dal comando centrale e la presenza quotidiana di personale stabilmente assegnato al territorio. «Una pattuglia inviata da Grosseto e un appuntamento prenotato al telefono non sostituiscono la presenza quotidiana», sostiene Giomi.

La contraddizione sulla sicurezza percepita

Nella replica emerge anche un riferimento alle recenti scelte dell’assessore Riccardo Megale sulla riorganizzazione della polizia municipale. Nelle scorse settimane l’assessore aveva sostenuto la necessità di aumentare la visibilità degli agenti in uniforme, anche per rafforzare la sicurezza percepita dai cittadini.

Un principio che Giomi richiama per contestare la decisione relativa a Marina. «Curioso, poi, che proprio l’assessore alla sicurezza Megale abbia invocato poche settimane fa più divise visibili per rassicurare i cittadini: evidentemente, a Marina, la stessa logica non vale».

La questione, dunque, non riguarda soltanto il numero degli interventi effettuati, ma anche la continuità della presenza e il rapporto diretto tra residenti e polizia locale.

Due aspetti sui quali l’amministrazione e Grosseto Città Aperta esprimono valutazioni differenti.

Imposta di soggiorno, nuovo scontro tra Megale e Giomi

La polemica si allarga anche all’utilizzo dell’imposta di soggiorno. Nel comun cato dell’amministrazione, Megale respinge l’idea che le risorse debbano essere redistribuite alle frazioni in proporzione al gettito prodotto da ciascuna località.

«L’imposta di soggiorno non è un salvadanaio privato della località nella quale viene riscossa, ma una risorsa pubblica da utilizzare nel rispetto delle finalità previste dalla legge, per valorizzare l’intero sistema turistico comunale».

Secondo l’assessore, applicare rigidamente un criterio proporzionale rischierebbe di penalizzare le frazioni che contribuiscono all’attrattività del territorio pur avendo un numero inferiore di strutture ricettive.

Ma Giomi respinge questa interpretazione. «Megale polemizza con una proposta che nessuno ha avanzato», afferma.

Grosseto Città Aperta, precisa, non chiede di restituire automaticamente a ciascuna località le somme incassate attraverso l’imposta di soggiorno. La richiesta è che una parte significativa delle risorse prodotte soprattutto sulla costa venga destinata a progetti riconoscibili di sostenibilità, valorizzazione e destagionalizzazione. «La vera visione miope è incassare d’estate e non costruire servizi e opportunità per gli altri mesi dell’anno».

Marina e Principina, quasi 2.800 residenti anche fuori stagione

Marina di Grosseto e Principina a Mare non sono soltanto due località balneari che si riempiono durante l’estate. Sono anche comunità con una popolazione stabile, che ha bisogno di servizi pubblici durante tutti i dodici mesi dell’anno.

Secondo i dati del censimento Istat 2021, Marina di Grosseto contava 2.548 residenti e Principina a Mare 219, per un totale di 2.767 abitanti. Un numero che fotografa la dimensione delle due comunità al di là delle presenze turistiche estive.  

È anche alla luce di questi numeri che assume rilievo il confronto sul presidio della polizia locale. La questione non riguarda soltanto la sicurezza durante la stagione turistica, ma la continuità dei servizi per chi vive sulla costa tutto l’anno.

Marina e il problema dei servizi durante tutto l’anno

Il confronto sulla polizia locale finisce così per intrecciarsi con una questione più ampia: quali servizi debbano essere garantiti a Marina di Grosseto durante i mesi invernali. Per l’amministrazione, la riorganizzazione consentirà di utilizzare meglio il personale e di rispondere alle esigenze dell’intero territorio comunale.

Per Grosseto Città Aperta, invece, il trasferimento dei due operatori rappresenta un ulteriore accentramento dei servizi nel capoluogo.

Giomi parla di un’amministrazione «sempre più capoluogocentrica», nella quale personale e servizi vengono concentrati a Grosseto mentre le frazioni perdono punti di riferimento.

E conclude con un’affermazione che riassume il senso della sua battaglia: «Marina non è una spiaggia da aprire a giugno e chiudere a settembre. È una comunità che ha diritto alla stessa attenzione, alla stessa sicurezza e agli stessi servizi del resto della città. Per dodici mesi all’anno».

Rimane dunque aperta la questione centrale: la nuova organizzazione garantirà a Marina una presenza della polizia locale equivalente a quella assicurata finora?

Il Comune sostiene di sì, annunciando servizi invariati e una maggiore flessibilità operativa. Grosseto Città Aperta ritiene invece che la perdita dei due operatori stabilmente assegnati rappresenti un arretramento.

A chiarire l’effettiva portata della riorganizzazione saranno soprattutto la frequenza dei servizi sul territorio, la presenza degli agenti davanti alle scuole e la possibilità per i cittadini di continuare ad avere un rapporto diretto con la polizia locale.

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