Trovato morto nel laghetto a 38 anni, dopo 45 giorni torna in India | MaremmaOggi Skip to content

Trovato morto nel laghetto a 38 anni, dopo 45 giorni torna in India

L’operaio agricolo era stato trovato in un bacino artificiale a Pomonte. Da allora la salma è rimasta all’obitorio di Grosseto. Ora può tornare ad Akoda, nel Rajasthan. Il viaggio passa da Roma, Doha e Nuova Delhi
Ram Sahi

SCANSANO. Per quarantacinque giorni è rimasto lontano da casa, anche dopo la morte. In una cella frigorifera dell’obitorio dell’ospedale di Grosseto, mentre venivano affrontate le procedure necessarie per consentire alla sua salma di attraversare migliaia di chilometri e tornare nel Paese nel quale era nato. Ram Sahi aveva 38 anni quando, il 28 agosto, è stato trovato senza vita nelle acque di un laghetto artificiale a Pomonte, nel territorio comunale di Scansano.

Era scomparso e lo stavano cercando. Poi, durante le operazioni avviate dai carabinieri con l’intervento dei vigili del fuoco, era arrivata la scoperta che aveva trasformato le ricerche in una tragedia.

Da quel giorno il suo corpo è rimasto a Grosseto. Oggi, lunedì 12 ottobre, comincia l’ultimo viaggio di Ram Sahi: quello verso l’India, verso Akoda, nel Rajasthan, la località indicata come destinazione finale nel provvedimento di estradizione della salma firmato dal Comune di Scansano.

Un viaggio lungo, complesso, reso possibile dalle autorizzazioni delle autorità italiane e dell’ambasciata indiana a Roma e dal lavoro delle onoranze funebri La Pace, che hanno seguito le pratiche per il rimpatrio.

È una storia che comincia con una scomparsa nelle campagne della Maremma e si conclude, almeno per quanto riguarda le procedure italiane, con il ritorno di un uomo nella terra in cui era nato.

La scomparsa e il ritrovamento nel laghetto di Pomonte

Era il 28 agosto quando le ricerche di un uomo scomparso nel territorio di Scansano si conclusero nel peggiore dei modi. I carabinieri avevano attivato i vigili del fuoco del comando provinciale di Grosseto, impegnati nelle operazioni nella zona di Pomonte, una località della campagna scansanese.

Durante le ricerche, i soccorritori individuarono un corpo all’interno di un laghetto artificiale. L’uomo era già morto.

Per il recupero della salma venne richiesto anche l’intervento del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Firenze, mentre i carabinieri si occuparono degli accertamenti sulle circostanze del decesso.

In quelle stesse ore, nella Maremma interna, era in corso un’altra operazione di ricerca, quella di una donna di 86 anni scomparsa nel territorio di Roccalbegna. Due vicende distinte, che avevano mobilitato i soccorritori e tenuto in apprensione il territorio.

L’uomo trovato nel laghetto di Pomonte era Ram Sahi, nato il 4 luglio 1988 ad Akoda, nel Rajasthan, in India. 

Quarantacinque giorni all’obitorio di Grosseto

Dal giorno del ritrovamento, il corpo di Ram Sahi è rimasto custodito nella cella frigorifera dell’obitorio dell’ospedale di Grosseto.

Per consentire il ritorno in India è stato necessario affrontare una procedura che, trattandosi di un Paese non aderente alla Convenzione di Berlino del 1937, richiede specifiche autorizzazioni per il trasporto internazionale della salma.

Ora, il personale delle onoranze funebri La Pace accompagnerà la salma dell’operaio agricolo nel suo ultimo viaggio verso l’India. 

La domanda per l’estradizione della salma è stata presentata al Comune di Scansano il 9 settembre, meno di due settimane dopo il ritrovamento.

Il giorno precedente, l’8 settembre, era stato rilasciato il nulla osta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto, richiamato nell’autorizzazione comunale.

L’11 settembre è arrivato anche il via libera dell’ambasciata indiana a Roma per l’ingresso della salma nel Paese.

Sono passaggi indispensabili per consentire un rimpatrio internazionale, che deve rispettare le disposizioni sanitarie e le procedure previste dalle autorità dei Paesi interessati. Il provvedimento definitivo del Comune di Scansano è stato firmato lunedì 12 ottobre.

Da Grosseto al Rajasthan, passando per Roma e Doha

La salma del trentottenne è partita da Grosseto nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre alla volta dell’aeroporto di Roma Fiumicino, dov’è previsto l’imbarco sul volo Qatar Airways QR 114 diretto a Doha, in Qatar.

Il viaggio proseguirà con il volo QR 548, diretto all’aeroporto internazionale di Nuova Delhi, in India.

L’ultima parte del trasferimento porterà la salma ad Akoda, nel Rajasthan. Un percorso di migliaia di chilometri, attraverso più Paesi, per riportare Ram Sahi nel luogo dal quale proveniva.

L’ultimo viaggio dopo la tragedia in Maremma

Quarantacinque giorni separano il ritrovamento del corpo nel laghetto di Pomonte dalla partenza prevista per il rimpatrio.

In mezzo ci sono stati il lavoro delle autorità, le autorizzazioni necessarie e le procedure seguite dall’impresa funebre per rendere possibile il trasporto.

Ram Sahi aveva soltanto 38 anni. Era nato in India, nel Rajasthan, e la sua vita si è interrotta in un angolo della campagna maremmana, dov’era stato cercato e poi trovato senza vita.

Adesso la salma può lasciare Grosseto e affrontare il lungo percorso verso Akoda.

Un ultimo viaggio che attraversa continenti e migliaia di chilometri, per riportare a casa l’uomo trovato morto nel laghetto di Pomonte.

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