GROSSETO. Il 100% delle quote dell’Us Grosseto 1912 è sottoposto a pignoramento. È quanto emerge dalla visura camerale aggiornata della società biancorossa, nella quale compare l’atto esecutivo che colpisce l’intera partecipazione detenuta da Atlante srl, proprietaria del club.
Un passaggio delicato nella situazione societaria del Grosseto, sul quale è necessario distinguere ciò che è già avvenuto dagli scenari che potrebbero aprirsi nelle prossime settimane.
Il pignoramento è stato promosso da un professionista grossetano, creditore nei confronti della proprietà. Nell’ambito della procedura è stata anche richiesta la nomina di un custode giudiziario della partecipazione, ma al momento il custode non è stato nominato.
Il pignoramento sull’intera partecipazione
La fotografia della situazione arriva direttamente dal Registro delle imprese. Che è pubblico, è gestito dalle Camere di Commercio e chiunque può consultarlo per verificare i dati e i documenti ufficiali delle aziende iscritte.
Il capitale sociale dell’Us Grosseto 1912 è di 33mila euro, interamente sottoscritto e versato. La quota, per l’intero valore nominale di 33mila euro, appartiene ad Atlante srl: in sostanza, Atlante detiene il 100% della società biancorossa.
Su quella stessa partecipazione è ora annotato il pignoramento.
L’atto porta la data del 7 settembre 2026, è stato depositato al Registro delle imprese il 9 settembre e fa riferimento a una procedura del Tribunale di Grosseto. Il valore riportato nella visura per il pignoramento è di 689.293,93 euro.
Una cifra che non deve però essere confusa né con il valore dell’Us Grosseto né con l’ammontare del capitale sociale. Il credito originario vantato dal professionista è infatti inferiore: nell’atto esecutivo la somma per la quale viene imposto il vincolo è stata aumentata secondo il meccanismo previsto per la procedura.
Non sono stati pignorati i beni del Grosseto
È soprattutto su questo punto che occorre fare chiarezza.
Il pignoramento non riguarda direttamente i beni dell’Us Grosseto, ma la quota societaria posseduta da Atlante, cioè la partecipazione attraverso la quale la società proprietaria controlla il club.
Non significa quindi che siano stati pignorati per 689mila euro i conti, eventuali immobili, i calciatori o altri beni della società calcistica.
Ma il bene sul quale è stato imposto il vincolo è comunque particolarmente rilevante: è la partecipazione che rappresenta il 100% del capitale dell’Us Grosseto.
Chiesto un custode, ma ancora non è stato nominato
Il passaggio successivo potrebbe riguardare la custodia della quota. Nell’ambito della procedura è stata infatti avanzata la richiesta di nomina di un custode giudiziario. Che potrebbe essere un professionista del settore, quindi un commercialista.
Al momento, però, non risulta ancora intervenuta la nomina.
La distinzione è importante anche per capire chi esercita oggi i diritti legati alla partecipazione. Il semplice pignoramento non determina automaticamente un cambio della proprietà del club e non consegna la gestione della società calcistica al creditore.
Atlante resta proprietaria della partecipazione e gli organi amministrativi dell’Us Grosseto restano quelli attualmente in carica.
La stessa visura aggiornata indica infatti Francesco Lamioni presidente del consiglio di amministrazione e Luciano Bacci amministratore delegato, insieme ai consiglieri Antonio Fiorini, Filippo Vetrini e Massimo Battisti.
Cosa cambierebbe con il custode
Diverso sarebbe lo scenario nel caso in cui il giudice accogliesse la richiesta e nominasse un custode della partecipazione.
La disciplina delle quote sottoposte a pignoramento attribuisce infatti un ruolo al custode nell’esercizio dei diritti collegati alla partecipazione, compreso, nei termini previsti dalla legge e dagli eventuali provvedimenti del giudice, l’esercizio del diritto di voto.
Ed è proprio la dimensione della partecipazione a rendere particolarmente significativo questo eventuale passaggio: il pignoramento interessa il 100% delle quote.
Questo, però, non significherebbe che il custode diventerebbe automaticamente presidente o amministratore dell’Us Grosseto. La proprietà della quota, la custodia della partecipazione e l’amministrazione quotidiana della società sono piani giuridicamente distinti.
Per questo sarà importante capire quale decisione verrà presa sulla richiesta di nomina e, nel caso in cui venga accolta, quali saranno esattamente i compiti attribuiti al custode.
Lo scenario più lontano: la vendita della quota
Esiste poi un altro possibile sviluppo, che al momento resta soltanto uno degli scenari previsti dalla legge.
Il pignoramento di una partecipazione societaria è infatti una procedura esecutiva che, qualora il credito non venga soddisfatto e non intervengano accordi, sospensioni, opposizioni o altre vicende processuali, può arrivare fino alla vendita della quota pignorata.
Nel caso del Grosseto significherebbe parlare della partecipazione che rappresenta l’intero capitale sociale.
Ma non siamo a questo punto. Dalla visura non emerge alcuna vendita disposta né, tantomeno, un passaggio di proprietà. Parlare oggi di Grosseto “all’asta” sarebbe quindi prematuro e non corrisponderebbe alla situazione documentata.
Ciò che esiste è un pignoramento dell’intera partecipazione e una richiesta di nomina del custode. Saranno gli sviluppi della procedura a stabilire cosa accadrà successivamente.
Il pignoramento dopo la fine delle misure protettive
La vicenda assume particolare rilievo anche per la situazione di Atlante, che aveva intrapreso il percorso della composizione negoziata della crisi.
La composizione negoziata non risulta formalmente conclusa, ma alla fine dello scorso luglio sono terminate le misure protettive che avevano accompagnato il percorso della società.
Poco più di un mese dopo, il 7 settembre, è stato eseguito il pignoramento della partecipazione nell’Us Grosseto, poi depositato al Registro delle imprese il 9 settembre.
Una successione temporale che emerge dagli atti, senza che questo consenta di stabilire automaticamente un rapporto di causa ed effetto tra la cessazione delle misure e questa specifica iniziativa esecutiva.
Le altre questioni aperte intorno al Grosseto
Il pignoramento riguarda la proprietà della società e deve essere tenuto distinto dalle altre vicende che nelle ultime settimane hanno interessato direttamente l’Us Grosseto.
Ad agosto era arrivato il sequestro preventivo disposto nell’ambito dell’indagine sull’omesso versamento dell’Iva relativa all’esercizio 2023. Quando c’era già l’attuale proprietà.
A questo si è aggiunto il caso del centro sportivo di Roselle. Dopo la vicenda della fideiussione risultata non valida, alla mediazione del 5 ottobre l’Us Grosseto non ha presentato la nuova garanzia richiesta. Il Comune ha quindi avviato il percorso per tornare in possesso dell’impianto entro il prossimo 21 ottobre.
Questioni giuridicamente differenti, che non possono essere sovrapposte. Ma che si concentrano tutte in un periodo particolarmente delicato per il club e per la sua proprietà.
Sul campo, intanto, il Grosseto continua il proprio percorso in Serie C. Con ottimi risultati.
Fuori dal campo, invece, c’è adesso anche una procedura esecutiva che riguarda l’intera partecipazione societaria. Il primo passaggio da seguire sarà la decisione sulla richiesta di nomina del custode. Poi si capirà se e in quale direzione la procedura proseguirà.



