Clima Grosseto, come sono cambiate le estati in 50 anni | MaremmaOggi Skip to content

C’era un tempo in cui d’estate la notte rinfrescava: i numeri mostrano quanto è cambiato il clima

Cinque anni consecutivi senza neppure una giornata sopra i 34 gradi alla fine degli anni Settanta. Oggi il caldo estremo è molto più frequente e nell’estate appena conclusa Grosseto ha contato 68 notti tropicali. Mezzo secolo di dati racconta una trasformazione locale che coincide con quella fotografata da Copernicus: il 2026 è stata l’estate più calda mai registrata nell’Europa occidentale
Sono sempre meno le notti in estate in cui la temperatura cala
Sono sempre meno le notti in estate in cui la temperatura cala

GROSSETO. C’era un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui una giornata molto calda a Grosseto poteva finire con una notte fresca. Si spalancavano le finestre, la casa perdeva lentamente il calore accumulato durante il giorno e, magari nelle ore prima dell’alba, il lenzuolo tornava utile.

Non è soltanto un ricordo che il tempo può avere reso più dolce di quanto fosse realmente. Dentro i numeri di oltre mezzo secolo di temperature c’è la traccia di quell’estate che non esiste più nello stesso modo.

Ed è soprattutto quando tramonta il sole che la trasformazione diventa evidente. Nell’estate del 2026 Grosseto ha registrato 68 notti tropicali su 92, quelle nelle quali la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi. Quasi tre notti su quattro. In 44 occasioni la minima è rimasta addirittura sopra i 22 gradi.

Ma fermarsi al 2026 sarebbe un errore. Perché quella appena trascorsa è stata un’estate eccezionale e un singolo anno, per quanto estremo, non racconta da solo un cambiamento climatico.

È quando si torna indietro di trenta, quaranta, cinquant’anni che la storia diventa molto più interessante.

Da 5 a 12 giorni sopra i 34 gradi

Le serie climatologiche del LaMMA, elaborate sui dati della stazione di Grosseto dell’Aeronautica Militare, permettono di confrontare tre periodi climatici differenti.

Nel trentennio 1971-2000, Grosseto registrava mediamente 5 giorni all’anno con temperature superiori ai 34 gradi.

Nel trentennio 1981-2010 erano diventati 9. Nel 1991-2020 sono 12.

 

In altre parole, mentre la finestra temporale della climatologia si è spostata in avanti di vent’anni, la frequenza media delle giornate oltre i 34 gradi è più che raddoppiata.

E andando a leggere i singoli anni si trova un confronto ancora più impressionante.

Cinque estati senza mai superare i 34 gradi

Nel 1971 Grosseto ebbe 16 giornate sopra i 34 gradi. Furono 3 nel 1972, 4 nel 1973, 7 nel 1974 e 2 nel 1975.

Poi accadde qualcosa che, guardando le estati degli ultimi anni, sembra appartenere a un’altra epoca. 1976: zero. 1977: zero. 1978: zero. 1979: zero. 1980: zero. Per cinque anni consecutivi, nella serie climatologica della stazione grossetana dell’Aeronautica Militare non compare una sola giornata oltre i 34 gradi.

Ora facciamo un salto in avanti. Nel decennio 2011-2020 non c’è invece un solo anno senza almeno una giornata sopra quella soglia. E non si tratta di una manciata di episodi.

Elaborando i valori annuali pubblicati da LaMMA, nel periodo 1991-2000 si ottiene una media di circa 7,4 giorni all’anno oltre i 34 gradi. Nel 2001-2010 diventano 13. Nel 2011-2020 salgono a 15,6.

Significa che tra gli anni Novanta e gli anni Dieci la frequenza media è più che raddoppiata. Non è più soltanto l’estate eccezionale a essere diventata più calda. È cambiata la normalità.

E poi è arrivata l’estate del 2026

Qui occorre una precisazione importante. I dati dell’estate appena conclusa utilizzati da MaremmaOggi provengono dalla stazione urbana LaMMA analizzata da Roberto Costantini, mentre la lunga climatologia storica precedente utilizza la stazione dell’Aeronautica Militare.

Per questo non è scientificamente corretto mettere le due serie una sopra l’altra e proclamare un nuovo record storico. Ma i numeri del 2026 restano impressionanti.

Su 92 giorni di estate meteorologica, a Grosseto 79 hanno superato i 30 gradi. 71 hanno superato i 32. 49 sono andati oltre i 34. 17 oltre i 36 gradi. E poi ci sono quelle 68 notti tropicali, con il termometro che non è mai sceso sotto i 20 gradi.

Dal 19 giugno in avanti sono diventate quasi continue, interrotte soltanto da pochissime pause.

Il punto non è stabilire se il 2026 abbia battuto un determinato record della stazione storica. Il punto è capire dentro quale clima è arrivata un’estate del genere.

Il luglio normale di Grosseto non è più quello di una volta

Per capirlo bisogna tornare alle medie trentennali. Nel periodo 1971-2000, la temperatura minima media di luglio a Grosseto era 16,8 gradi. Nel 1981-2010 sale a 17,2. Nel 1991-2020 arriva a 17,8.

Lo stesso accade in giugno: 13,8, poi 14,3, infine 15 gradi.

E in agosto: 17,3, 17,8 e 18,4 gradi.

Sono differenze che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma una media climatica non misura la giornata eccezionale: assorbe migliaia di giorni. Spostare di un grado la temperatura media di un’intera stagione significa spostare tutta la distribuzione delle temperature. Ed è quello che il corpo percepisce soprattutto di notte.

Anche le giornate si sono spostate

Il fenomeno non riguarda soltanto le minime. Nel vecchio clima 1971-2000, la massima media di giugno era 26,7 gradi. Nel periodo 1991-2020 è diventata 28,4. Luglio è passato da 30,1 a 31,4 gradi. Agosto da 30,4 a 31,8.

Il giugno normale di un grossetano di oggi, insomma, è climaticamente diverso da quello vissuto da chi trascorreva qui l’estate alcuni decenni fa.

Ed è proprio questo il passaggio decisivo: non stiamo confrontando una giornata record di oggi con una giornata fresca del passato. Stiamo confrontando trent’anni con altri trent’anni.

Il 2003, l’estate che sembrava irripetibile

Chi aveva già qualche anno all’inizio del nuovo millennio ricorda bene il 2003. Fu l’estate simbolo del caldo estremo in Italia e in Europa. A Grosseto la serie storica LaMMA-Aeronautica Militare registra 43 giornate oltre i 34 gradi. Il 5 e il 6 agosto la temperatura raggiunse 40,2 gradi.

All’epoca il 2003 sembrava un corpo estraneo dentro la serie climatica.

Ed è qui che il nuovo rapporto pubblicato da Copernicus Climate Change Service il 2 ottobre cambia la prospettiva.

Perché ventitré anni dopo non è arrivata semplicemente un’altra estate caldissima. È cambiato ciò che la circonda.

Il 2026 è l’estate più calda mai registrata nell’Europa occidentale

Secondo Copernicus, quella appena terminata è stata la terza estate più calda mai registrata nell’intera Europa e la più calda in assoluto nell’Europa occidentale. La temperatura media dell’estate nell’Europa occidentale ha raggiunto circa 21,7 gradi, vale a dire 2,5 gradi sopra la media 1991-2020.

Ed è successo qualcosa che permette di comprendere la differenza con il 2003.

Quell’estate era un enorme picco circondato da stagioni generalmente più fresche. Oggi il picco si inserisce invece in una sequenza diversa: tutte le estati dell’Europa occidentale dal 2015 sono state più calde della media 1991-2020.

È probabilmente questo il dato che meglio racconta ciò che sta accadendo. Il caldo eccezionale non è scomparso. È cambiato il punto da cui parte.

Per 17 giorni mezza Europa occidentale oltre i 30 gradi

Copernicus ha calcolato anche l’estensione geografica del caldo. Durante l’estate appena trascorsa ci sono stati 17 giorni nei quali almeno il 60% dell’Europa occidentale ha contemporaneamente superato i 30 gradi. Nel 2003 erano stati 11. Nel 2025 sette.

E il 52% dell’Europa ha sperimentato nel corso dell’estate condizioni classificate almeno come very strong heat stress, corrispondenti a un indice Utci— che considera temperatura, umidità, vento e radiazione — pari o superiore a 38 gradi.

Non è quindi soltanto Grosseto, ma proprio Grosseto diventa un piccolo osservatorio privilegiato di ciò che sta avvenendo su una scala molto più grande.

E c’è di mezzo anche il mare

La Maremma ha poi una caratteristica che rende questa storia ancora più interessante: ha davanti il Mediterraneo.

MaremmaOggi aveva già analizzato 43 anni di dati Copernicus sul mare compreso tra il golfo di Follonica e l’Argentario, documentando l’aumento delle temperature superficiali del Tirreno e un giugno 2025 arrivato a una media di 24,37 gradi, la più alta della serie analizzata.

Per questo non serve rifare quel lavoro. Ma il rapporto Copernicus sull’estate 2026 aggiunge un tassello: anche il Mediterraneo occidentale ha attraversato temperature superficiali eccezionalmente elevate e diffuse ondate di calore marine.

Un mare più caldo non significa automaticamente una determinata temperatura sulla terraferma, ma può contribuire a ridurre il raffreddamento notturno delle aree costiere e ad aumentare l’umidità, rendendo più gravoso lo stress termico.

Ed eccoci nuovamente alle notti grossetane.

La notte che non riesce più a raffreddare la città

Forse è proprio questa la trasformazione meno spettacolare e più importante. Un record di 40 gradi finisce sui giornali. Una minima che passa lentamente da 17 a 18 gradi, e poi produce sempre più frequentemente notti sopra i 20, molto meno.

Eppure è quella temperatura a decidere se il corpo e le case riescono a recuperare durante la notte.

Nell’estate 2026 la minima media registrata dalla stazione cittadina di Grosseto è stata 21,3 gradi. A luglio 22,4. Ad agosto 22,3.

Non significa che tutte le future estati saranno così. Né che ogni anno sarà più caldo del precedente. Il clima non funziona in questo modo. Significa però che un’estate estrema come quella appena trascorsa si innesta oggi sopra una base climatica che è già più calda di quella di trenta o cinquant’anni fa.

Il ricordo dei grossetani, questa volta, non inganna

E allora si può tornare a quella finestra aperta nella notte. Ai cinque anni consecutivi, tra il 1976 e il 1980, nei quali la stazione storica di Grosseto non registrò neppure una giornata sopra i 34 gradi. Alle estati degli anni Novanta, quando quelle giornate erano mediamente poco più di sette ogni anno. Alle oltre quindici degli anni Dieci.

Fino alle 68 notti tropicali dell’estate appena terminata.

Sono stazioni e indicatori che devono essere confrontati con attenzione e non consentono scorciatoie sui record. Ma la direzione indicata dalle normali climatiche omogenee non lascia molti dubbi.

L’estate di Grosseto è cambiata.

E mentre Grosseto cambiava, cambiava anche ciò che le stava intorno. Il Mediterraneo si scaldava. L’Italia accumulava estati sempre più calde. Il 2003 smetteva lentamente di sembrare un episodio irripetibile. Fino al 2026, quando l’Europa occidentale ha vissuto l’estate più calda mai osservata nella serie Copernicus.

Forse è per questo che il cambiamento climatico è così difficile da vedere mentre accade. Non arriva necessariamente in un giorno.

A volte entra da una finestra rimasta aperta nella speranza che, prima o poi, durante la notte torni un po’ di fresco.

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