Gian Luca Ancarani verso la presidenza del Collegio sindacale Tisg | MaremmaOggi Skip to content

Il grossetano Ancarani ai vertici del colosso degli yacht: incarico chiave nella fase del risanamento

Il commercialista grossetano, 62 anni e consigliere nazionale dell’Ordine, proposto alla guida dell’organo di controllo di The Italian Sea Group. La società quotata è nel pieno del risanamento: 11 offerte sul tavolo e Niccolò Abriani commissario giudiziale
L'Admiral 50, uno degli yacht di punta di Tisg e il commercialista Gianluca Ancarani
L’Admiral 50, uno degli yacht di punta di Tisg e il commercialista Gianluca Ancarani

GROSSETO. Da Grosseto a uno degli incarichi di controllo più delicati, in questo momento, nel panorama delle società italiane quotate. Gian Luca Ancarani, commercialista grossetano di 62 anni e componente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è stato proposto come presidente del Collegio sindacale di The Italian Sea Group, uno dei principali gruppi italiani della nautica di lusso, quotato su Euronext Milan e proprietario di marchi conosciuti in tutto il mondo come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920.

Una candidatura che avrebbe già di per sé un peso rilevante nella carriera professionale di Ancarani, ma che assume una dimensione ancora maggiore per il momento nel quale arriva. The Italian Sea Group sta infatti attraversando una complessa fase di ristrutturazione, dopo avere avviato nel marzo scorso la composizione negoziata della crisi e avere successivamente intrapreso il percorso giudiziale per arrivare alla definizione di un piano capace di indicare la strada per il risanamento del gruppo.

La procedura si trova oggi davanti al Tribunale di Firenze e il commissario giudiziale è il professor Niccolò Abriani, uno dei più conosciuti studiosi italiani di diritto commerciale, societario e della crisi d’impresa. Con lui il dottor Riccardo Forgheschi e la dott.ssa Manuela Olastri.

Proprio il 15 settembre, nelle stesse ore in cui è stata resa nota la proposta di Ancarani alla presidenza del Collegio sindacale, la società ha inoltre annunciato di avere ricevuto 11 offerte non vincolanti da potenziali investitori.

Ancarani, dunque, se la proposta sarà approvata dall’assemblea, non arriverà alla guida dell’organo di controllo di una società impegnata nella sua ordinaria amministrazione, ma in un gruppo quotato chiamato ad affrontare contemporaneamente una delicatissima operazione di risanamento, il possibile ingresso di nuovi investitori e una profonda ridefinizione dei propri equilibri finanziari, industriali e societari.

La proposta dell’azionista di controllo

La decisione è stata resa nota lunedì 15 settembre. A proporre Gian Luca Ancarani come membro e presidente del Collegio sindacale è stata GC Holding, la società dell’imprenditore Giovanni Costantino che rappresenta l’azionista di controllo di The Italian Sea Group.

GC Holding possiede 28.410.000 azioni ordinarie di TISG, pari al 53,604% del capitale sociale.

La nomina di Ancarani non è ancora definitiva. La proposta dovrà essere sottoposta all’assemblea degli azionisti convocata per il 30 settembre 2026, chiamata tra le altre cose a rinnovare gli organi societari.

Se eletto, Ancarani resterà in carica fino all’assemblea che sarà convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2028.

Ancarani indicato dopo il passo indietro di de Nuccio

La candidatura del professionista grossetano nasce da un cambiamento avvenuto proprio negli ultimi giorni.

Nella lista originariamente depositata da GC Holding per il rinnovo del Collegio sindacale erano stati indicati come sindaci effettivi Cristina Chiantia, Massimo Invernizzi ed Elbano de Nuccio, mentre Marco Baggetti e Sofia Rampolla erano stati indicati come supplenti.

De Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, era il candidato destinato alla presidenza dell’organo.

Successivamente, però, de Nuccio ha revocato l’accettazione della candidatura per sopraggiunti impegni personali. Ed è a quel punto che l’azionista di controllo ha scelto di indicare Gian Luca Ancarani come nuovo candidato a componente e presidente del Collegio sindacale.

Una scelta tutt’altro che casuale anche dal punto di vista delle competenze professionali. Ancarani siede infatti proprio nel Consiglio nazionale presieduto da de Nuccio e ha una delega che coincide in maniera quasi perfetta con la funzione alla quale viene ora candidato.

Chi è Gian Luca Ancarani

Gian Luca Ancarani è nato a Grosseto il 5 marzo 1964. Commercialista e revisore legale, svolge da oltre trent’anni la propria attività professionale e ha costruito una parte significativa della propria esperienza proprio nei settori della consulenza societaria, della revisione, delle ristrutturazioni aziendali e degli organi di controllo.

È iscritto all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Grosseto dal 1992 e al Registro dei revisori legali.

Nel corso della sua attività professionale ha inoltre svolto numerosi incarichi giudiziari, anche presso il Tribunale di Grosseto.

Il suo curriculum professionale documenta incarichi come curatore fallimentare, commissario giudiziale in procedure di concordato preventivo, curatore speciale, custode giudiziario, liquidatore giudiziale, amministratore giudiziale, perito e consulente tecnico d’ufficio.

Esperienze che diventano particolarmente significative alla luce della situazione nella quale si trova oggi The Italian Sea Group, perché una parte importante della carriera di Ancarani si è sviluppata proprio nel campo delle ristrutturazioni aziendali e delle procedure concorsuali.

Da Grosseto al Consiglio nazionale dei commercialisti

La dimensione della carriera di Ancarani, negli anni, ha superato ampiamente i confini della provincia.

Oggi è infatti consigliere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, l’organismo nazionale della categoria, dove gli è stata affidata la delega ai Sistemi di controllo e revisione legale, finanziaria e non finanziaria.

Non solo. Nell’ambito del Consiglio nazionale Ancarani è impegnato anche negli organismi che lavorano sui temi della responsabilità dei sindaci e dei revisori e sui principi che regolano l’attività degli organi societari di controllo.

È quindi proprio sul funzionamento dei Collegi sindacali, sulle responsabilità dei sindaci e sulla revisione legale che il commercialista grossetano ha assunto negli ultimi anni un ruolo di primo piano a livello nazionale.

Ed è questo uno degli aspetti che rende particolarmente significativa la proposta avanzata da GC Holding: Ancarani viene chiamato a mettere in pratica, nella governance di una società quotata e in una situazione estremamente complessa, proprio le competenze delle quali si occupa a livello nazionale per la categoria dei commercialisti.

Una lunga esperienza negli organi di controllo

Ancarani può inoltre contare su una lunga esperienza maturata negli organi di controllo di società ed enti pubblici e privati. Nel corso della sua carriera risultano incarichi nel Consorzio Produttori Latte Maremma, nella Fondazione nazionale dei commercialisti e in numerose altre società.

Ha inoltre ricoperto in passato incarichi di sindaco revisore per realtà del territorio come il Comune di Capalbio, Farmacie Comunali Riunite di Grosseto, Comune di Castiglione della Pescaia, Ausl 9 di Grosseto e Banca della Maremma, oltre ad altre società private.

Un percorso partito dunque da Grosseto e arrivato fino al vertice nazionale della professione, al quale potrebbe ora aggiungersi la presidenza dell’organo di controllo di una società quotata alla Borsa di Milano.

Cos’è The Italian Sea Group

Per comprendere la portata dell’incarico bisogna però guardare soprattutto alla società nella quale Ancarani potrebbe entrare. The Italian Sea Group è uno dei nomi più importanti della nautica italiana di lusso. Il gruppo opera nella costruzione e nel refit di yacht e superyacht attraverso marchi storici e internazionalmente conosciuti come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920.

La società ha sede operativa a Marina di Carrara ed è quotata su Euronext Milan.

Ma è soprattutto quello che sta accadendo nel 2026 a rendere particolarmente importante il rinnovo degli organi societari e, all’interno di questi, del Collegio sindacale che Ancarani è stato chiamato a presiedere.

696 dipendenti e circa 1500 nell’indotto

Il peso di TISG sul territorio non si misura soltanto attraverso i bilanci. Alla fine del 2025 il gruppo contava 696 dipendenti diretti, 595 dei quali concentrati nelle attività toscane di Marina di Carrara e La Spezia. Ma attorno ai cantieri ruota una filiera molto più grande: Fim, Fiom e Uilm hanno indicato in oltre 1.500 i lavoratori dell’indotto coinvolti, direttamente o indirettamente, nelle sorti dell’azienda.

Numeri che portano a oltre 2.000 le persone che gravitano attorno al sistema produttivo TISG tra occupazione diretta e indotto. La stessa società ha quantificato in circa 2,1 miliardi di euro la ricaduta economica generata sul territorio dal 2009, indicando una media di 600 lavoratori diretti e circa 1.500 addetti dell’indotto.

A marzo l’avvio della composizione negoziata

Il passaggio decisivo è arrivato nel marzo 2026, quando The Italian Sea Group ha avviato la composizione negoziata della crisi, lo strumento previsto dal Codice della crisi d’impresa per tentare il risanamento di un’impresa che si trovi in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario.

In quella fase era stato nominato come esperto indipendente Enrico Terzani, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Firenze, che aveva accettato l’incarico il 13 marzo.

Contestualmente la società aveva richiesto l’applicazione delle misure protettive del patrimonio nei confronti dei creditori, successivamente confermate dal Tribunale di Firenze.

Quello rappresentava però l’inizio di un percorso che, nei mesi successivi, sarebbe entrato in una fase ulteriore.

La nuova fase davanti al Tribunale di Firenze

La situazione di The Italian Sea Group è infatti successivamente approdata a un diverso passaggio previsto dal Codice della crisi d’impresa, con l’apertura del procedimento davanti al Tribunale di Firenze e il lavoro per arrivare alla presentazione di un piano.

Ed è in questa fase che entra in gioco un altro nome di grande rilievo.

Commissario giudiziale della procedura è oggi il professor Niccolò Abriani, di Firenze (insieme a  Riccardo Forgheschi e a Manuela Olastri), chiamato a svolgere le funzioni attribuitegli nell’ambito del procedimento mentre la società lavora alla definizione della proposta e del piano e, parallelamente, porta avanti il processo di ricerca di nuovi investitori.

È una distinzione importante: Enrico Terzani ha ricoperto il ruolo di esperto nella precedente composizione negoziata, mentre Niccolò Abriani è il commissario giudiziale nell’attuale fase della procedura davanti al Tribunale di Firenze.

Chi è Niccolò Abriani

Anche il profilo del commissario dà la misura della complessità della partita in corso. Niccolò Abriani è professore ordinario di Diritto commerciale e uno dei nomi più conosciuti a livello nazionale negli studi sul diritto societario, sulla corporate governance e sul diritto della crisi d’impresa.

La sua attività scientifica e professionale si è concentrata proprio sulle materie che oggi sono al centro della vicenda TISG: governance delle società, responsabilità degli organi societari, crisi e ristrutturazioni d’impresa.

La presenza di Abriani come commissario giudiziale si inserisce dunque in una procedura nella quale si incrociano aspetti industriali, finanziari, societari e giudiziari di grande complessità. Ed è proprio mentre questa procedura è in corso che dovranno essere rinnovati il consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale.

I numeri della crisi

A raccontare la dimensione delle difficoltà attraversate dal gruppo sono anche i numeri comunicati al mercato.

Secondo l’informativa diffusa dalla società su richiesta della Consob, al 31 luglio 2026 la posizione finanziaria netta del gruppo era negativa per circa 179,6 milioni di euro.

Il dato comprendeva circa 148,9 milioni di debito bancario, interamente classificato a breve termine anche in conseguenza del mancato pagamento delle rate dei finanziamenti, oltre a un finanziamento del socio GC Holding per 25 milioni di euro.

Ma ancora più delicato è il quadro emerso dalla relazione della società di revisione BDO Audit Services sul bilancio 2025.

BDO ha dichiarato di non essere stata in grado di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato di TISG, spiegando di non avere ottenuto elementi probativi adeguati e sufficienti su una serie di aspetti ritenuti rilevanti.

Nel bilancio consolidato 2025 emerge un patrimonio netto negativo per 388 milioni di euro, dopo una perdita di 170,9 milioni, mentre per la capogruppo il patrimonio netto risulta negativo per 376,5 milioni di euro.

I revisori hanno inoltre evidenziato di non avere acquisito evidenze sufficienti per valutare alcune delle assunzioni poste alla base del presupposto della continuità aziendale e altre importanti poste contabili.

Un quadro che restituisce la portata della sfida davanti alla società e, inevitabilmente, anche la delicatezza del ruolo che sarebbe affidato al nuovo Collegio sindacale.

Altri 60 giorni per presentare il piano

Proprio alla vigilia dell’annuncio della candidatura di Ancarani è arrivato un altro passaggio importante.

Il Tribunale di Firenze ha concesso a The Italian Sea Group una proroga di 60 giorni per il deposito del piano, nell’ambito del procedimento avviato ai sensi dell’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa.

La società dispone quindi di ulteriore tempo per mettere a punto il progetto destinato a indicare la strada del risanamento.

È in questo procedimento che svolge le proprie funzioni il commissario giudiziale Niccolò Abriani, mentre parallelamente la società sta cercando sul mercato soggetti disponibili a investire nel gruppo.  

Due percorsi strettamente collegati: da una parte la costruzione del piano da presentare nell’ambito della procedura giudiziale, dall’altra la ricerca delle risorse e degli investitori necessari a costruire concretamente una soluzione per il futuro di TISG.

Sul tavolo ci sono 11 offerte

Ed è proprio su questo secondo fronte che il 15 settembre è arrivata una delle novità più importanti.

The Italian Sea Group ha comunicato che, al termine della prima fase del processo competitivo avviato per individuare possibili investitori e dopo l’apertura della data room, nella quale i potenziali investitori hanno potuto esaminare la documentazione economica, finanziaria e industriale del gruppo, sono state ricevute 11 offerte non vincolanti.

Le proposte prevedono strutture differenti. Alcune sono formulate attraverso un Asset Deal, quindi operazioni che avrebbero come oggetto attività o complessi aziendali; altre attraverso uno Share Deal, che riguarderebbe invece le partecipazioni societarie.

Le undici manifestazioni di interesse sono adesso all’esame degli advisor.

Il processo entrerà quindi nella seconda fase: i soggetti selezionati potranno svolgere una due diligence più approfondita sui conti, sugli asset e sulla situazione della società, con l’obiettivo di arrivare alla presentazione delle offerte vincolanti entro il 15 ottobre 2026.

L’identità dei potenziali investitori e il contenuto delle proposte restano per il momento riservati. È uno dei passaggi più delicati dell’intera vicenda, perché dalle offerte che arriveranno al termine della seconda fase potrebbe dipendere una parte fondamentale della struttura del piano di risanamento.

Una governance tutta da ridisegnare

Non c’è soltanto il Collegio sindacale. L’assemblea del 30 settembre rappresenterà infatti uno snodo importante per la governance complessiva di The Italian Sea Group.

GC Holding ha presentato anche la propria lista per il nuovo consiglio di amministrazione.

Al primo posto c’è nuovamente Giovanni Costantino, mentre nessuno degli altri componenti del precedente consiglio decaduto in seguito alle dimissioni della maggioranza degli amministratori è stato riproposto.

Nella nuova lista figurano inoltre gli avvocati Saverio Schiavone e Gabriella Covino, la docente di diritto commerciale Sabrina Bruno e Massimo Mallegni, recentemente incaricato delle relazioni istituzionali del gruppo.

È dunque un riassetto profondo degli organi societari quello sul quale saranno chiamati a pronunciarsi gli azionisti.

Per il Collegio sindacale nessuna lista alternativa

Anche la procedura che ha portato alla candidatura di Ancarani merita attenzione. Alla prima scadenza prevista per la presentazione delle liste per il rinnovo del Collegio sindacale era arrivata soltanto quella di GC Holding.

In assenza di candidature di minoranza, i termini erano stati riaperti e la quota necessaria per presentare una lista alternativa era stata dimezzata dal 2,5 all’1,25% del capitale sociale. Ma neppure entro la nuova scadenza sono state presentate altre liste.

È quindi rimasta in campo soltanto quella dell’azionista di controllo.

Poi è arrivato il passo indietro di Elbano de Nuccio e la decisione di GC Holding di indicare al suo posto proprio Gian Luca Ancarani come candidato alla presidenza del Collegio sindacale.

Il peso del Collegio sindacale in questa fase

Ed è proprio la situazione attraversata da The Italian Sea Group a rendere la candidatura del professionista grossetano qualcosa di molto diverso da una normale nomina societaria.

Il Collegio sindacale è l’organo chiamato a vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

In una società quotata questa funzione assume già normalmente una rilevanza particolare.

Ma in un gruppo che sta affrontando una procedura davanti al Tribunale, un piano di risanamento, una pesante situazione finanziaria, il confronto con i creditori, la ricerca di nuovi investitori e un completo rinnovo della governance, il ruolo dell’organo di controllo diventa ancora più sensibile.

Se l’assemblea del 30 settembre approverà la proposta dell’azionista di controllo, sarà quindi Gian Luca Ancarani a presiedere quell’organo, mentre sul versante della procedura giudiziale opera il commissario Niccolò Abriani.

Due funzioni profondamente diverse, ma entrambe destinate a inserirsi in uno dei passaggi più complessi della storia recente del gruppo.

Un grossetano in un passaggio decisivo per il futuro del gruppo

Sarà dunque l’assemblea del 30 settembre a mettere il sigillo sulla nomina.

Ma il significato della candidatura è già evidente: un professionista grossetano viene indicato per la presidenza dell’organo chiamato a vigilare sulla gestione e sul rispetto della legge e dello statuto di una delle più importanti società italiane della nautica di lusso, quotata in Borsa e impegnata contemporaneamente in una procedura di risanamento, nella ricerca di nuovi investitori e nella ricostruzione dei propri equilibri finanziari e societari.

Per Ancarani sarebbe uno degli incarichi più prestigiosi e, allo stesso tempo, più complessi della sua lunga carriera.

Un incarico che arriverebbe proprio nel campo che lo ha portato, partendo da Grosseto, fino al Consiglio nazionale dei commercialisti: quello dei controlli societari, della revisione legale e delle responsabilità degli organi chiamati a vigilare sulla vita delle imprese.

E arriverebbe in un momento nel quale su The Italian Sea Group si concentrano contemporaneamente l’attenzione del mercato, degli investitori, dei creditori e del Tribunale: 11 offerte sono sul tavolo, il piano deve ancora essere definito, il commissario giudiziale Niccolò Abriani segue la procedura e il 30 settembre gli azionisti saranno chiamati a ridisegnare gli organi che dovranno accompagnare il gruppo nella partita decisiva per il suo futuro.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati