ORBETELLO. Un calvario che dura da anni, troppi. Un percorso scandito da momenti di speranza e delusione, dalla paura e dalla voglia di farcela. Ma soprattutto dal desiderio di vivere il proprio tempo e la propria quotidianità come qualsiasi altra ragazza della sua età.
Jessica Milani non molla. Continua la sua battaglia contro una malattia che sta compromettendo pesantemente la sua vita e il suo futuro, ma continua soprattutto a cercare una strada che possa restituirle ciò che la malattia le ha tolto.
Dopo l’intervento affrontato un anno fa in Danimarca, davanti a lei c’è adesso una nuova e difficile sfida: due operazioni a Londra e un lungo percorso di riabilitazione.
Jessica è la ragazza che non molla. Non lo ha fatto davanti al dolore, alle difficoltà respiratorie, a un primo intervento che non ha dato i risultati sperati e nemmeno davanti alla prospettiva, durissima, di dover ricominciare quasi tutto da capo. Oggi, però, per continuare il suo percorso di cura ha bisogno ancora una volta dell’aiuto delle persone che le sono vicine e di chi vorrà sostenerla.
La situazione si è infatti complicata dopo l’intervento affrontato lo scorso anno in Danimarca. Le costole, invece di mantenersi nella posizione prevista, si sono unite anteriormente, peggiorando il dolore e rendendo ancora più difficile la respirazione.
La visita a Londra e la scoperta dopo l’intervento
Jessica soffre di una patologia particolarmente complessa, legata alla sindrome dello scivolamento costale e a una malattia genetica. Nel suo caso non è possibile ricorrere a un intervento tradizionale, anche per la presenza di problemi che coinvolgono il diaframma.
Dopo l’operazione in Danimarca, però, il miglioramento sperato non è arrivato. «Purtroppo da lì la situazione non è migliorata, anzi», racconta Jessica.
Recentemente è stata a Londra, alla Rib Injury Clinic, dove gli specialisti hanno valutato nuovamente le sue condizioni.
«Hanno visto che le costole si sono unite davanti, quindi si sono come chiuse. E questo ovviamente ha peggiorato il quadro, il dolore, la respirazione, tutto quanto».
Una nuova diagnosi della situazione che, se da una parte ha confermato la complessità del problema, dall’altra ha aperto una possibile strada per provare a risolverlo.
Il problema del diaframma e i tre mesi di riabilitazione
Gli accertamenti effettuati a Londra hanno evidenziato anche un problema nella dinamica respiratoria. «Mi hanno fatto visitare anche da uno pneumologo – spiega Jessica – e hanno visto che ho un pattern respiratorio compromesso. Praticamente uso molto poco il diaframma, perché la zona non riesce a espandersi».
Da qui la necessità di preparare il suo corpo alla nuova fase del trattamento. Gli specialisti hanno indicato a Jessica tre mesi di riabilitazione intensiva prima di poter procedere con la chirurgia.
Il nuovo intervento prevede l’inserimento di placche realizzate con un materiale plastico elastico, che avranno la funzione di mantenere separate le costole. Il lavoro chirurgico dovrà essere eseguito su entrambi i lati, ma in due momenti differenti. Non sarà quindi un’unica operazione, ma un percorso lungo e complesso che dovrà essere seguito da una riabilitazione altrettanto impegnativa.
Due operazioni a Londra e costi molto alti
Alla difficoltà fisica e psicologica si aggiunge quella economica. Perché affrontare questo nuovo percorso di cura significa sostenere costi molto importanti. «Un lato costa 12mila euro», spiega Jessica.
E alle spese per i due interventi devono essere aggiunti il soggiorno a Londra, la presenza di un accompagnatore, i controlli specialistici e la riabilitazione, che dovrà proseguire per almeno un anno.
C’è poi un aspetto che pesa particolarmente nella storia di Jessica. Dopo il precedente intervento non ha infatti potuto affrontare tutta la riabilitazione necessaria proprio per la mancanza delle risorse economiche sufficienti. Questa volta, quindi, l’obiettivo è riuscire a costruire un percorso completo, senza essere costretta a interrompere le cure per ragioni economiche.
«Sento le costole che sfregano, è difficile anche stare a letto»
Intanto il dolore continua a condizionare pesantemente le sue giornate. La terapia può attenuare la sofferenza, ma non eliminare il problema provocato dalla compressione. «Io adesso sento proprio che le costole sfregano. È difficile anche stare nel letto».
Poche parole che raccontano meglio di qualsiasi descrizione cosa significhi convivere ogni giorno con una condizione del genere. Respirare, muoversi, dormire, compiere i gesti più semplici diventano parte di una battaglia che Jessica porta avanti ormai da molto tempo.
Eppure continua a guardare avanti. Perché quello che cerca non è soltanto una cura: vuole riprendersi la sua vita.
La raccolta fondi per aiutare Jessica
Per affrontare il nuovo percorso, Jessica ha avviato una raccolta fondi e ha messo a disposizione anche il proprio Iban per chi vorrà aiutarla a sostenere le spese mediche.
Dopo aver trovato la forza per affrontare il primo intervento, oggi è chiamata a una nuova prova: prima i tre mesi di riabilitazione, poi le due operazioni a Londra e infine un lungo cammino di recupero.
Jessica non chiede altro che la possibilità di continuare a provarci. «Ho bisogno di aiuto, sostenetemi».
Chi vuole contribuire può effettuare una donazione sul conto intestato a Jessica Milani:
Iban: IT 97D0366901600567696551745
Causale: “Donazione spese mediche”



