Asl Toscana Sud Est senza direttore, l’appello di Anaao a Giani | MaremmaOggi Skip to content

L’Asl Sud Est è ancora senza direttore. Anaao a Giani: «Scelga una guida super partes»

Dopo il trasferimento di Marco Torre in Regione, l’azienda sanitaria resta affidata alla facente funzioni Biancamaria Rossi. Il sindacato dei medici chiede imparzialità tra Arezzo, Grosseto e Siena. Intanto slitta il confronto dei sindaci sulla riorganizzazione della chirurgia
L'ospedale Misericordia di Grosseto e il presidente della Regione, Eugenio Giani
L’ospedale Misericordia di Grosseto e il presidente della Regione, Eugenio Giani

GROSSETO. Il direttore generale non c’è ancora. Ma intorno alla sua poltrona è già cominciata la partita per stabilire quale equilibrio dovrà rappresentare, quali territori dovrà tenere insieme e, soprattutto, quale grado di autonomia dovrà conservare rispetto alle province più forti.

Dal 1° settembre l’Asl Toscana Sud Est è affidata a Biancamaria Rossi, direttrice amministrativa dell’azienda chiamata ad assumere temporaneamente le funzioni di direttrice generale. Marco Torre, dopo appena un anno e mezzo, ha lasciato la guida dell’Asl per trasferirsi in Regione, dove dirige il settore Sanità, welfare e coesione sociale.

Una successione definitiva, però, non è stata ancora decisa dal presidente della Toscana Eugenio Giani. E così un’azienda che serve le province di Grosseto, Siena e Arezzo, attraversata da una delle fasi più delicate della sua storia recente, resta ancora nelle mani di una facente funzioni.

È in questo vuoto al vertice che interviene Anaao Assomed Toscana. Il segretario aziendale del sindacato dei medici, Ernesto Casorelli, ha inviato una lettera aperta al governatore per tracciare l’identikit del prossimo direttore generale: una figura tecnica di alto profilo, indipendente dalle pressioni territoriali e capace di garantire imparzialità tra le diverse aree. Indicando però anche l’area di Siena come possibile punto di equilibrio. 

Ernesto Casorelli, segretario aziendale Anaao dell'Asl Sud Est
Ernesto Casorelli, segretario aziendale Anaao dell’Asl Sud Est

Certo anche Grosseto rivendica, dopo tanti anni, un maggior peso nella catena decisionale dell’azienda, dopo anni in cui, su 5 giorni della settimana lavorativa, gli ultimi Dg erano di media presenti nella nostra città solo un giorno. Intanto slitta l’incontro dei sindaci maremmani sulla rivoluzione nella chirurgia, firmata dal Dg Torre appena 3 giorni prima di lasciare l’incarico.

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L’Asl più grande, governata ancora da una facente funzioni

La situazione è formalmente transitoria, ma arriva in un momento nel quale le decisioni da assumere non hanno affatto carattere provvisorio. Sul tavolo ci sono la riorganizzazione della rete chirurgica, il rapporto tra il Misericordia e gli ospedali periferici, la carenza di personale, le liste d’attesa e un bilancio 2025 chiuso con una perdita superiore a 94 milioni di euro, interamente coperta dalla Regione.

A questo si aggiunge il forte scontro politico e istituzionale scoppiato in provincia di Grosseto dopo il progetto approvato dalla precedente direzione: oncologia, alta complessità e urgenza chirurgica dovrebbero essere concentrate sul capoluogo, mentre per Massa Marittima, Orbetello e Castel del Piano vengono ridisegnate funzioni e attività.

Un progetto che Marco Torre ha lasciato in eredità all’azienda prima di trasferirsi a Firenze e che adesso dovrà essere gestito da una direzione ancora provvisoria, in attesa della scelta di Giani.

Anaao: «Serve una guida tecnica e imparziale»

La richiesta avanzata da Anaao è quella di nominare una guida capace di costruire una «sintesi armonica» all’interno di un territorio vastissimo, articolato e attraversato da esigenze differenti.

Casorelli invita il presidente della Regione a tenere conto delle aspettative delle varie province, citando in particolare quelle che definisce le realtà più forti: Arezzo e Grosseto.

Il rischio da evitare, secondo il sindacato, è quello di una direzione condizionata da interessi locali o da una lettura parziale dell’azienda. Il criterio territoriale, sostiene Anaao, trova già spazio nella distribuzione degli incarichi gestionali interni. Proprio per questo la figura collocata al vertice dovrebbe mantenersi al di sopra della competizione fra territori.

«Il prossimo direttore generale dell’Asl Sud Est garantisca la massima imparzialità tra le varie aree e dia continuità alla trasformazione innovativa dell’azienda», è la richiesta rivolta a Giani.

L’indicazione implicita: Siena come punto di equilibrio

Dentro la lettera c’è anche un passaggio politicamente significativo. Anaao non propone pubblicamente un nome, ma indica nell’area di Siena, per la posizione geografica e per il minore peso dei presidi gestiti direttamente dall’Asl, la possibile provenienza di una figura capace di fare da cerniera istituzionale.

Una considerazione che suona come un’indicazione piuttosto chiara: per evitare che la nomina si trasformi in un braccio di ferro tra Arezzo e Grosseto, la soluzione potrebbe arrivare dal territorio senese.

Una lettura che Casorelli collega anche all’esperienza delle ultime due direzioni generali, quelle di Antonio D’Urso e Marco Torre. Entrambi, sostiene, hanno dimostrato quanto possa essere utile affidare un’azienda così complessa a un professionista dotato di autonomia rispetto alle realtà locali più influenti.

La scelta, dunque, non dovrebbe rispondere a una compensazione geografica o a una rivendicazione provinciale, ma alla necessità di tenere insieme tredici presidi ospedalieri e territori profondamente differenti.

«Non si interrompa il lavoro cominciato con Torre»

Anaao chiede anche continuità rispetto al percorso avviato dalla precedente direzione. Casorelli cita il cosiddetto Cantiere sanità, l’innovazione tecnologica e la riorganizzazione delle reti chirurgiche. Progetti che il sindacato considera strategici e che, senza una visione complessiva, rischierebbero di fermarsi durante la fase di passaggio.

«Il compito di un sindacato di riferimento non è schierarsi, ma offrire un contributo costruttivo ai decisori politici», afferma Casorelli, chiedendo un curriculum indipendente e un profilo orientato al confronto.

Il giudizio positivo sulla continuità, tuttavia, si inserisce in un dibattito tutt’altro che pacificato. La riorganizzazione chirurgica lasciata da Torre ha infatti provocato una protesta trasversale in Maremma, coinvolgendo amministratori sia di centrodestra sia di centrosinistra.

Proprio per questo il prossimo direttore generale non erediterà soltanto i progetti innovativi rivendicati da Anaao. Erediterà anche i conflitti aperti da quelle scelte.

Slitta il confronto con i sindaci sulla chirurgia

Intanto è stata rinviata la seduta straordinaria congiunta delle Conferenze dei sindaci delle due zone-distretto della provincia di Grosseto, convocata per discutere la riorganizzazione della rete chirurgica e la situazione dei servizi sanitari.

La riunione avrebbe dovuto svolgersi martedì 8 settembre, ma lo scarso preavviso non avrebbe consentito la partecipazione dell’assessora regionale alla Sanità Monia Monni. L’incontro potrebbe essere recuperato già la prossima settimana.

La sindaca di Massa Marittima Irene Marconi continua a chiedere che il confronto avvenga nella sede istituzionale competente. La preoccupazione non riguarda soltanto il Sant’Andrea: secondo la prima cittadina, concentrare ulteriori attività sul Misericordia rischia di aumentare la pressione sull’ospedale di Grosseto.

Marconi ricorda inoltre che Massa Marittima sostiene circa un quarto degli accessi provinciali e che i numeri sarebbero in crescita. Da qui la richiesta di chiarire effetti e tempi della riorganizzazione prima che il nuovo assetto diventi irreversibile.

Una nomina che deciderà gli equilibri della sanità

La lettera di Anaao rende evidente quanto la scelta del nuovo direttore generale sia destinata ad andare ben oltre la semplice sostituzione di Torre. Giani dovrà individuare chi guiderà un’azienda estesa su oltre metà del territorio toscano, chiamata a conciliare ospedali centrali e presidi periferici, aree urbane e zone interne, sostenibilità economica e diritto alla sanità di prossimità.

Dovrà farlo mentre Arezzo e Grosseto rivendicano attenzione, Siena viene indicata come possibile cerniera e i sindaci della Maremma chiedono di fermare o almeno ridiscutere la riorganizzazione chirurgica.

Nel frattempo, la più grande Asl della Toscana continua a essere guidata da una facente funzioni. Una soluzione legittima e necessaria per garantire l’operatività dell’azienda, ma che non può trasformarsi in un alibi per rinviare una nomina dalla quale dipenderanno scelte fondamentali.

Il nuovo direttore ancora non c’è. Le questioni che troverà sul tavolo, invece, sono già tutte aperte.

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