ROCCASTRADA. Bandiere della Palestina, cartelli e persone arrivate da diverse zone della Maremma. Sono circa 400 i partecipanti alla manifestazione che questo pomeriggio, sabato 5 settembre, ha riempito Ribolla per dire no al progetto agrivoltaico che dovrebbe sorgere nel territorio. A finanziare il progetto è un’azienda israeliana, che avrebbe partecipato anche al finanziamento della guerra a Gaza.
Una protesta che unisce due questioni: da una parte la difesa del territorio dalla speculazione, dall’altra la contestazione nei confronti dell’azienda israeliana alla quale è riconducibile il progetto e il sostegno alla Palestina.
Alla manifestazione sono arrivate persone da Massa Marittima, dall’Argentario, dall’Amiata e da altre zone della provincia. Giovani, adulti e anziani che raccontano di manifestare fin dagli anni Settanta si sono ritrovati a Ribolla per una mobilitazione che ha richiamato anche numerose realtà e associazioni del territorio. L’assenza che si è fatta sentire è quella del sindaco di Roccastrada Francesco Limatola.
«La società civile deve essere capace di reagire»
Tra loro c’è Annibale Quaresi, del collettivo Diritti in Palestina.
«Ci sono tante persone e tante realtà che stanno lottando, siamo in molti – dice – Questo dimostra che la sensibilità delle persone rispetto a quello che sta succedendo non corrisponde alle scelte delle istituzioni».
Per Quaresi è proprio dalla società civile che deve partire una risposta. «Dobbiamo essere una società civile capace di reagire – dice – Lo abbiamo visto con la Flotilla, con le manifestazioni dello scorso autunno e lo vediamo anche con questa giornata. Bisogna creare una rete vera tra le persone».
Durante la manifestazione si parla anche della chiave del ritorno, uno dei simboli palestinesi legati al diritto al ritorno nelle proprie terre.
«I palestinesi non rinunceranno mai al ritorno – dice un uomo presente – Partecipare significa costruire le chiavi insieme alla comunità di Ribolla. Quello che sta succedendo a Gaza e in Palestina qui trova un terreno sul quale possiamo intervenire: dobbiamo provare a bloccare questo meccanismo».
Da Massa Marittima: «Bisogna esserci»
A Ribolla sono arrivate anche alcune manifestanti del gruppo pace di Massa Marittima, impegnate nelle attività di sensibilizzazione sul tema della pace.
Per alcune di loro manifestare significa continuare un impegno iniziato molti anni fa. «Veniamo dagli anni Settanta, per noi è impossibile non essere presenti con il corpo – raccontano – Le cose si sono sempre fatte nelle strade e nelle piazze. Bisogna esserci».
Per una delle donne presenti c’è anche una storia familiare che attraversa generazioni. «Mio padre era partigiano e ha fatto la Resistenza – racconta – Speriamo di riuscire a passare il testimone ai nostri figli e nipoti».
C’è anche chi è arrivato per conoscere meglio proprio ciò che sta accadendo a Ribolla. «Per me è importante partecipare alla vita politica del territorio – racconta una manifestante – Volevo capire bene anche la questione dell’agricoltura e ascoltare quello che c’era da dire. È importante stare sul territorio per capire bene la situazione».
Secondo la manifestante, progetti di queste dimensioni devono essere controllati attentamente, soprattutto quando coinvolgono società sulle quali vengono sollevate contestazioni come quelle al centro della protesta di oggi. Ma non solo, durante la manifestazione sono state lette due poesie, scritte da chi è morto a causa del genocidio in corso.
«Tutta la Toscana dovrebbe essere qui»
Un’ora di macchina non ha fermato neppure due manifestanti arrivate dall’Argentario.
«È importante essere presenti – raccontano – Non dovrebbe esserci soltanto Ribolla, tutta la Toscana dovrebbe essere qui. I nostri territori sono nostri e non di chi viene a fare speculazione. È fondamentale anche la presenza dei giovani e oggi ce ne sono molti, anche perché il mondo, un giorno, sarà nostro».
Anche per loro la contestazione al progetto agrivoltaico si intreccia con quanto sta accadendo in Palestina, considerato un’ulteriore ragione per partecipare alla mobilitazione.
Dall’Amiata è arrivato invece il gruppo Abbadia per la Palestina.
Tra i manifestanti c’è anche un giovane uomo. «Penso che sia importante partecipare alla vita politica -dice – Il mondo è in mano a tutti noi. Quando le società si espandono e sfruttano i territori credo sia giusto provare ad arginare questi fenomeni e permettere al territorio di respirare».
«I giovani si stanno interessando alla politica»
Ed è proprio la presenza dei più giovani uno degli aspetti sui quali si concentra Giuseppe Follino, uno degli organizzatori della manifestazione.
Secondo Follino, una parte del risultato ottenuto è dovuta anche alla comunicazione utilizzata per raggiungere le nuove generazioni. «Abbiamo lavorato molto sui social e sui reel – dice – La fascia d’età che ci segue maggiormente va dai 20-25 ai 40 anni».
Un dato che, secondo l’organizzatore, racconta anche un cambiamento nel rapporto delle nuove generazioni con l’impegno pubblico: «I giovani si stanno interessando alla politica intesa come impegno civile».
E proprio il confronto fra generazioni è stato uno dei temi emersi nel corso della giornata: da una parte chi porta con sé il ricordo delle mobilitazioni e delle battaglie del passato, dall’altra ragazzi che si avvicinano oggi all’attivismo.
A unirli, a Ribolla, sono stati la difesa del territorio e il sostegno alla Palestina. Una manifestazione che, con circa 400 partecipanti secondo gli organizzatori, ha trasformato per un pomeriggio la questione dell’impianto agrivoltaico in una mobilitazione che va ben oltre i confini della frazione.
Il Comune: «Abbiamo detto no con gli atti»
Alla manifestazione era presente anche Marcella Fiorenti, assessora del Comune di Roccastrada, che ha letto ai partecipanti una lettera del sindaco Francesco Limatola, assente perché a Firenze per il matrimonio di un’assessora.
Un messaggio nel quale il sindaco ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione al progetto, ricordando che il Comune ha già formalizzato la propria posizione durante la conferenza dei servizi relativa alla valutazione di impatto ambientale.
«Il Comune di Roccastrada ha già espresso formalmente la propria contrarietà a questo progetto nella Conferenza dei servizi relativa alla Valutazione di impatto ambientale – scrive Limatola – E continueremo a sostenere questa posizione nei prossimi mesi, quando si discuterà l’autorizzazione vera e propria».
Una posizione che, precisa il sindaco, non significa essere contrari alla transizione energetica. La questione per l’amministrazione è piuttosto stabilire come e dove realizzare gli impianti, con quali capitali e quali benefici per le comunità che li ospitano.
«Dobbiamo difendere i nostri territori dalle speculazioni finanziarie mascherate da investimenti green – continua – Non basta produrre energia rinnovabile per rendere automaticamente sostenibile un investimento». Per Limatola, quando grandi superfici vengono occupate, gli impianti si concentrano negli stessi territori e «alla comunità restano gli impatti mentre i profitti finiscono altrove», la transizione ecologica rischia di trasformarsi in una nuova occasione di rendita finanziaria.
La provenienza dei capitali
Nel messaggio il sindaco affronta direttamente anche la provenienza dei capitali, uno dei punti centrali della manifestazione di Ribolla.
«Siamo contrari alla speculazione finanziaria mascherata da investimento green. E lo siamo a maggior ragione se i capitali provengono da aziende che operano nei territori occupati, traendo beneficio da attività che si svolgono in un contesto segnato dalla violazione dei diritti umani e del diritto internazionale».
Secondo Limatola, quindi, la sostenibilità di un investimento non può essere valutata soltanto sulla base della fonte utilizzata per produrre energia: «Dobbiamo guardare anche a chi investe, alla provenienza dei capitali e alle responsabilità economiche ed etiche di chi viene a investire sui nostri territori».
Il sindaco richiama poi la storia mineraria di Ribolla e il suo rapporto con energia, lavoro, territorio e dignità umana, sostenendo che non ci sia alcuna contraddizione tra la necessità di aumentare la produzione di energia rinnovabile e l’opposizione a uno specifico progetto.
«Abbiamo detto no con gli atti. Continueremo a farlo con gli atti», conclude Limatola, annunciando che sarà presente all’assemblea del 19 settembre e alle altre occasioni di confronto sul progetto.





