GROSSETO. Alle 20 si abbassano le saracinesche. E per riaprirle bisognerà aspettare le 5 del mattino successivo. Per trenta giorni, tutti i giorni della settimana.
Il Comune di Grosseto sceglie la linea dura contro malamovida, bivacchi, molestie e abuso di alcol e mette sotto tutela una vasta area della città che comprende la zona della stazione, via Mameli e diverse strade e piazze dove, soprattutto nelle ore serali e notturne, da tempo vengono segnalate situazioni difficili.
Il sindaco ha firmato giovedì 3 settembre l’ordinanza numero 137 che introduce la chiusura obbligatoria dalle 20 alle 5 per gli esercizi di vicinato del settore alimentare o misto nei quali vengono vendute bevande alcoliche o superalcoliche. I minimarket, per la maggior parte gestiti da commercianti stranieri.
Una misura che avrà durata di trenta giorni e che scatterà dopo dieci giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza all’albo pretorio.
Non si tratta quindi di un provvedimento limitato al fine settimana. La chiusura anticipata varrà sette giorni su sette.
La mappa della zona interessata
Il perimetro individuato dal Comune è ampio.
L’ordinanza riguarda l’area compresa tra via Sonnino, via Mameli, piazza Marconi, via Trieste, via Aurelia Nord, via della Pace, via Aquileia, via Bengasi, via Battisti, piazza De Maria e via Alfieri.
È una parte della città che il regolamento di polizia urbana aveva già individuato come particolarmente esposta ai fenomeni di aggregazione notturna legati anche alla vendita di bevande alcoliche negli esercizi di vicinato.
Ed è proprio questa la zona rappresentata nella mappa della città che accompagna l’articolo: il provvedimento non interessa quindi un singolo locale o una sola strada, ma un intero quadrante urbano.
«Persone alterate dall’alcol, aggressioni e molestie ai passanti»
A spiegare perché il Comune abbia deciso di intervenire sono le prime pagine dell’ordinanza.
E il quadro descritto dall’amministrazione è pesante.
Il Comune scrive di aver ricevuto più volte dai cittadini segnalazioni relative a «atteggiamenti aggressivi, violenti e molesti», ritenuti riconducibili agli avventori delle attività commerciali presenti nelle strade e nelle piazze interessate.
Ma è soprattutto nell’ultimo periodo che la situazione, secondo quanto riportato nell’atto, sarebbe peggiorata.
I residenti avrebbero segnalato «fatti gravi» e comportamenti sempre più aggressivi da parte di persone alterate dall’abuso di alcol. In alcune occasioni, persone che stazionavano all’esterno delle attività commerciali avrebbero inoltre molestato verbalmente i passanti.
Una situazione che ha spinto l’amministrazione ad alzare ulteriormente il livello delle misure.
Neppure i presidi fissi sono bastati
C’è un altro passaggio dell’ordinanza che dà la misura del problema.
In quella parte di Grosseto, spiega il Comune, la presenza della polizia locale e delle forze di polizia è già stata intensificata, anche attraverso presidi fissi. Ma non sarebbe bastato.
Nell’ordinanza si legge infatti che, nonostante la presenza assidua delle forze dell’ordine, non è stato possibile contenere adeguatamente i fenomeni di degrado e bivacco, né garantire pienamente la tranquillità e il riposo dei residenti, soprattutto nelle ore serali e notturne.
Da qui la decisione di intervenire direttamente su uno degli elementi che, secondo l’amministrazione, contribuisce ad alimentare il fenomeno: la possibilità di acquistare alcolici a basso costo negli esercizi commerciali e consumarli immediatamente in strada.
Il Comune: l’alcol comprato nei negozi alimenta gli assembramenti
Nell’ordinanza viene messo nero su bianco il collegamento individuato fra vendita di alcolici e malamovida.
Secondo quanto accertato durante i servizi delle forze dell’ordine, molti degli episodi di disturbo alla quiete e al riposo sarebbero provocati dal consumo di bevande alcoliche e superalcoliche acquistate nelle attività commerciali della stessa zona e poi portate nei luoghi di aggregazione.
Il Comune sottolinea inoltre che la vendita al dettaglio consente di acquistare alcolici a un prezzo inferiore rispetto ai pubblici esercizi, favorendone così un consumo maggiore.
Gli assembramenti che si formano davanti ad alcune attività, viene spiegato ancora nell’atto, diventerebbero difficilmente controllabili anche per la sproporzione fra il numero delle persone presenti e quello degli operatori chiamati a vigilare.
E il consumo di alcol contribuirebbe ad aumentare lo stato di euforia, con conseguenze sul tono della voce e sui comportamenti delle persone presenti.
Chi dovrà chiudere alle 20
Il provvedimento riguarda gli esercizi commerciali di vicinato che vendono al dettaglio prodotti alimentari o misti e che comprendono nella loro offerta bevande alcoliche o superalcoliche.
Per queste attività, all’interno del perimetro individuato, scatterà dunque la chiusura:
dalle 20 alle 5 del mattino successivo, ogni giorno per trenta giorni.
Ci sono però delle eccezioni.
Sono escluse dalla chiusura obbligatoria le rivendite di generi di monopolio e le farmacie, anche qualora abbiano il titolo per vendere prodotti del settore alimentare o misto.
Restano aperte anche le attività artigianali che producono e vendono prodotti gastronomici pronti per il consumo immediato e quelle che distribuiscono alimenti e bevande attraverso distributori automatici.
Per queste ultime categorie, però, dalle 20 scatta il divieto di vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica, indipendentemente dalla gradazione.
Multe fino a 5mila euro
La stretta è accompagnata da sanzioni particolarmente pesanti. Chi non rispetterà l’ordinanza rischia una multa da 500 a 5.000 euro.
E in caso di una seconda violazione commessa nell’arco di un anno potranno scattare le ulteriori conseguenze previste dalla normativa sulla sicurezza urbana, anche qualora il titolare abbia già pagato la prima sanzione in misura ridotta.
L’ordinanza sarà trasmessa al prefetto, al questore, alle forze di polizia, al comandante della polizia locale e alle associazioni di categoria.
Trenta giorni per provare a cambiare le notti di Grosseto
Il provvedimento ha una durata limitata, ma rappresenta una delle misure più incisive adottate sul fronte della malamovida.
Per trenta giorni il Comune proverà quindi a verificare se togliere dalle ore serali uno dei principali canali di approvvigionamento degli alcolici possa ridurre assembramenti, bivacchi e comportamenti molesti.
Una decisione che inevitabilmente avrà un impatto anche sulle attività commerciali coinvolte, costrette a rinunciare a diverse ore di apertura.
Ma nell’ordinanza l’amministrazione mette davanti a tutto il diritto dei residenti alla tranquillità e al riposo, sostenendo che i controlli e i presidi messi in campo fino ad oggi non siano stati sufficienti.
Da qui la stretta: saracinesche abbassate alle 20 per un mese in una vasta zona di Grosseto.
E questa volta, per chi non rispetta le regole, la multa può arrivare fino a 5mila euro.



