ORBETELLO. Gli ombrelloni piantati sulla spiaggia libera e lasciati lì, anche quando i proprietari se ne vanno, per ritrovare il giorno successivo il posto già “prenotato”. Un’abitudine tanto diffusa quanto scorretta, contro la quale ad Albinia è scattato il blitz.
Nella giornata di lunedì 31 agosto, polizia municipale e carabinieri forestali sono intervenuti sull’arenile rimuovendo e sequestrando gli ombrelloni che erano stati lasciati sulla spiaggia.
Il principio è semplice: la spiaggia libera è di tutti e non può essere trasformata in uno spazio privato attraverso il posizionamento permanente di ombrelloni o altre attrezzature utilizzate di fatto come “segnaposto”.
Il controllo, quindi, colpisce un comportamento che non può essere consentito. A lasciare qualche perplessità, semmai, è quando è arrivato.
Ombrelloni sequestrati, ma la spiaggia era ormai quasi vuota
Il blitz è infatti scattato il 31 agosto, quando la stagione balneare è ormai nella sua fase conclusiva e sulle spiagge la grande pressione delle settimane centrali dell’estate si è fortemente ridotta.
Ad Albinia, nella giornata del controllo, i bagnanti erano ormai pochissimi. Per usare un’espressione popolare, sulla spiaggia erano rimasti “tre gatti” e di spazio libero ce n’era in abbondanza.
Una situazione molto diversa da quella vista tra luglio e soprattutto agosto, quando trovare un posto sulle spiagge libere può diventare difficile e il fenomeno degli ombrelloni lasciati sull’arenile per occupare preventivamente uno spazio assume tutt’altra rilevanza.
Da qui la domanda inevitabile: perché un intervento così deciso è arrivato soltanto alla fine di agosto?
Il malcostume degli ombrelloni lasciati sulla spiaggia
Il fenomeno non nasce certo negli ultimi giorni della stagione. Durante l’estate capita di vedere ombrelloni lasciati piantati sulle spiagge libere anche quando chi li utilizza non è presente. Si arriva, si occupa uno spazio, si lascia lì l’attrezzatura e si torna il giorno successivo trovando, almeno nelle intenzioni, il proprio pezzo di spiaggia già riservato.
Ma la spiaggia libera non funziona così.
Lo stesso principio riguarda tende e altre attrezzature che vengono abbandonate sull’arenile trasformando uno spazio pubblico in una sorta di deposito personale.
Una pratica che, oltre a essere contraria alle regole, penalizza proprio chi utilizza la spiaggia libera correttamente: arriva, cerca uno spazio disponibile, sistema le proprie cose e, quando se ne va, porta via tutto.
Controlli giusti, ma servono quando le spiagge sono piene
Ben venga quindi l’intervento e soprattutto ben venga il rispetto delle regole. Il sequestro degli ombrelloni manda un messaggio chiaro: nessuno può appropriarsi di un pezzo di spiaggia libera semplicemente lasciandoci sopra la propria attrezzatura.
Ma un controllo è tanto più efficace quanto più arriva nel momento in cui il problema è realmente presente.
Ed è questo l’interrogativo lasciato dall’intervento del 31 agosto: controlli analoghi, effettuati con continuità durante le settimane di maggiore affollamento, avrebbero avuto probabilmente un effetto ben diverso sia sul rispetto delle regole sia sulla possibilità per tutti di usufruire degli arenili.
Perché la regola è una sola e dovrebbe valere dal primo all’ultimo giorno della stagione: la spiaggia libera non si prenota. E un ombrellone piantato nella sabbia non può trasformarsi in un titolo di proprietà.



