Parcheggio nell'ex depuratore, dopo le modifiche al progetto il cantiere è fermo: «Metalli nel terreno oltre i limiti» | MaremmaOggi Skip to content

Parcheggio nell’ex depuratore, dopo le modifiche al progetto il cantiere è fermo: «Metalli nel terreno oltre i limiti»

Arsenico, piombo e zinco erano già emersi dalle analisi commissionate dal Comune. Dopo il cambio di progetto voluto da Buoncristiani con interventi per aumentare drenaggio e ricarica della falda, D’Ambra chiede di attivare le procedure ambientali previste. L’area, appena liberata dai fanghi dopo quarant’anni, torna al centro dello scontro sul nuovo parcheggio
Il cantiere del parcheggio

FOLLONICA. Prima c’erano i fanghi rimasti per decenni nelle vasche del vecchio depuratore. Poi la demolizione, la bonifica, e l’inizio del cantiere per il parcheggio nell’ex depuratore come previsto dal progetto approvato nel 2023 dall’amministrazione Benini.

Con l’arrivo dell’amministrazione Buoncristiani il progetto subisce però una modifica a opera iniziata: cambiano gli accessi, diminuiscono i posti auto, aumenta il verde. Ma soprattutto viene dato agli uffici un nuovo indirizzo: prevedere interventi capaci di aumentare il drenaggio dei terreni e la ricarica della falda acquifera. Ed è propio su quest’ultimo punto che tutto si ferma.

Questa volta la questione non riguarda auto, alberi e viabilità, ma quello che si trova sotto terra.

Ad entrare nel merito della questione è stato il capogruppo di Forza Italia Riccardo D’Ambra che ad inizio agosto ha inviato al sindaco Matteo Buoncristiani una richiesta formale affinché il Comune valuti l’attivazione delle procedure previste dall’articolo 242 del decreto legislativo 152/2006, la norma che disciplina gli interventi nei siti nei quali vengono rilevate potenziali contaminazioni.

La ragione è contenuta negli stessi atti del Comune: nel 2021, durante la caratterizzazione dei terreni dell’ex depuratore, cinque campioni su sei presentarono non conformità rispetto ai valori per arsenico, piombo e zinco.

Non solo: l’area è sottoposta a vincolo idrogeologico e D’Ambra chiede le indagini e la relazione geologica previste dal Regolamento forestale della Toscana che sembrano mancare.

D’Ambra: «Mancano le obbligatorie indagini geologiche»

L’area dell’ex depuratore dove è in costruzione il nuovo parcheggio a servizio del quartiere Senzuno è sottoposta a vincolo idrogeologico. E proprio per questo, sostiene il capogruppo di Forza Italia Riccardo D’Ambra, prima di dare un nuovo indirizzo progettuale che interessa la circolazione delle acque nel sottosuolo, avrebbero dovuto essere svolte le indagini geologiche previste dalla normativa regionale.

Indagini che, secondo quanto sostiene D’Ambra nella richiesta inviata al sindaco Matteo Buoncristiani, non sarebbero state eseguite prima dell’approvazione della delibera 155 del 2025. Ed è questo il nodo che adesso si intreccia con il blocco del cantiere.

Un progetto diverso

Il passaggio è contenuto nella delibera che porta la data del 30 maggio 2025. Con quell’atto la giunta Buoncristiani ha cambiato sensibilmente il progetto ereditato dalla precedente amministrazione. Via la bretella che avrebbe collegato il parcheggio alla rotatoria di viale Europa, accesso spostato verso piazza Martiri di Nassiriya, meno posti auto e maggiore spazio alla vegetazione.

Ma nella delibera c’è anche un altro indirizzo preciso: introdurre «ulteriori accorgimenti per incrementare la capacità di drenaggio dei suoli e ricarica della falda». La stessa indicazione viene poi ribadita nel dispositivo con il quale la giunta affida agli uffici il compito di modificare il progetto.

Ed è qui che il consigliere D’Ambra pone il problema: se in quei terreni sono già stati rilevati metalli sopra alcuni limiti normativi, che cosa accade aumentando l’infiltrazione dell’acqua verso gli strati più profondi?

Ad oggi non esiste, almeno nei documenti esaminati, una prova che la falda sotto l’ex depuratore sia contaminata. La questione sollevata dal consigliere è diversa: prima di favorirne artificialmente la ricarica, è necessario conoscere lo stato delle acque sotterranee ed escludere che l’acqua possa mobilizzare sostanze presenti nel terreno.

Nel 2021 cinque campioni su sei oltre i limiti

Il documento centrale è la determinazione dirigenziale 1153 del primo dicembre 2021. Il Comune aveva affidato alla Bioconsult di Follonica un’indagine di caratterizzazione dell’area dell’ex depuratore. Vennero eseguiti sei campionamenti distinti, oltre a un campione di controllo esterno all’area.

La determinazione registra testualmente la presenza di «non conformità» rispetto ai limiti per arsenico, piombo e zinco. Quell’indagine non era rimasta fine a se stessa. Serviva anche a stabilire la corretta classificazione delle terre che sarebbero state eventualmente scavate durante la realizzazione dell’opera pubblica e il loro conseguente conferimento o recupero.

Il tema ambientale dell’area, insomma, era conosciuto da anni.

Le vecchie analisi risalgono al 2003

D’Ambra allega inoltre alla propria richiesta un corposo fascicolo dello Studio Ambiente associato Gorelli, relativo ad analisi molto più vecchie effettuate sui terreni. Nei grafici sono riportati campionamenti a diverse profondità e una lunga serie di elementi analizzati: tra gli altri arsenico, cadmio, cobalto, cromo, mercurio, nichel, piombo, rame, selenio e zinco, con il confronto rispetto ai valori tabellari utilizzati all’epoca.

D’Ambra ricorda inoltre la presenza storica nell’area di materiali potenzialmente problematici e chiede che eventuali nuove verifiche non si limitino ai metalli già individuati, ma tengano conto dell’intera storia del vecchio impianto.

Una storia lunga quarant’anni

Quando nel gennaio 2023 venne presentato il progetto originario, l’area era  inutilizzata da oltre quarant’anni, con liquami e strutture in cemento da rimuovere. E solo pochi mesi fa è stato completato uno dei passaggi più delicati: nel febbraio 2026 è stata effettuata la rimozione e lo smaltimento dei fanghi ancora contenuti nel vecchio depuratore, con un intervento costato circa 87mila euro. I materiali sono stati trasportati e conferiti da un’impresa specializzata.

Il sindaco Buoncristiani, anche successivamente, ha parlato della bonifica come conclusa e dell’area di sosta come già entrata nella fase di realizzazione. Ancora nel febbraio scorso, durante lo scontro in consiglio comunale sul sistema dei parcheggi cittadini, Buoncristiani aveva ribadito che all’ex depuratore sarebbero stati introdotti accorgimenti per aumentare il drenaggio dei suoli. Una scelta nata con finalità ambientali e di resilienza climatica che adesso, paradossalmente, diventa il cuore della contestazione.

D’Ambra: «Prima controllare la falda»

Il consigliere di Forza Italia chiede al sindaco, anche nella sua funzione di autorità sanitaria locale, di procedere con indagini geologiche e idrogeologiche, verificando la circolazione delle acque superficiali e profonde e lo stato della falda. Chiede inoltre di verificare se sussistano i presupposti per attivare il procedimento previsto dall’articolo 242 del Testo unico ambientale, valutando eventuali misure di prevenzione o di messa in sicurezza, un’analisi di rischio sito-specifica ed eventualmente interventi di bonifica, qualora dagli approfondimenti emergessero superamenti delle concentrazioni di rischio.

Prima di aumentare il passaggio dell’acqua attraverso un terreno nel quale sono già stati documentati superamenti per alcuni metalli, D’Ambra chiede di documentarsi per sapere cosa c’è sotto e dove quell’acqua può arrivare. Sarà ora l’amministrazione a dover chiarire se siano già state svolte le necessarie verifiche geologiche e idrogeologiche e quali siano stati i risultati.

Dopo mesi passati a rimuovere vasche, cemento e fanghi per realizzare un parcheggio che avrebbe dovuto essere inaugurato nel 2025, la domanda adesso non riguarda ciò che è stato portato via ma ciò che può essere rimasto nel terreno.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati