GROSSETO. Una macchina avvolta dalle fiamme, nel buio della notte, mentre fuori lampi e tuoni squarciavano il cielo. E due ragazzi che stanno passando lungo via Aurelia Nord, vedono quel bagliore oltre il piazzale e capiscono immediatamente che qualcosa non va.
Sono circa le 2 della notte di venerdì 21 agosto quando, nel deposito di auto del Gruppo Brandini, torna l’incubo del fuoco.
Sono passati appena otto giorni dal devastante incendio del 13 agosto, quello che aveva trasformato il cielo sopra Grosseto in una gigantesca nuvola nera e distrutto circa 70 vetture. Un episodio sul quale gli investigatori stanno ancora lavorando per accertarne le cause.
Questa volta, fortunatamente, l’allarme è scattato subito.
Vedono l’auto in fiamme e si fermano
A dare l’allarme sono stati due giovani che stavano transitando in auto lungo via Aurelia Nord.
Arrivati all’altezza del deposito, hanno visto chiaramente una vettura in fiamme all’interno dell’area. Anziché proseguire, si sono immediatamente fermati e hanno chiamato il 112, segnalando quello che stava accadendo.
La centrale unica dell’emergenza ha quindi attivato i vigili del fuoco, che sono partiti verso il deposito.
I due ragazzi sono rimasti sul posto, aspettando l’arrivo delle squadre.

Una segnalazione tempestiva che ha permesso ai vigili del fuoco di intervenire quando l’incendio era ancora circoscritto. Una volta raggiunto il piazzale, i pompieri hanno provveduto a spegnere le fiamme e mettere in sicurezza la zona.
Questa volta il fuoco non ha quindi assunto le proporzioni drammatiche del rogo scoppiato appena otto giorni prima. L’auto era alimentata da una batteria elettrica ed è probabile che le fiamme siano partite proprio da lì.
Il precedente del 13 agosto
È inevitabile, però, che quanto accaduto nella notte riporti immediatamente alla memoria il maxi incendio di giovedì 13 agosto.
Erano circa le 14.30 quando le fiamme erano divampate nella stessa zona di via Aurelia Nord. Il fuoco aveva attraversato rapidamente la vegetazione secca fino a raggiungere il deposito delle vetture, trasformandosi in un incendio di proporzioni enormi.
Il bilancio era stato pesantissimo: circa 70 auto completamente distrutte, ridotte in molti casi a scheletri carbonizzati, e altre vetture danneggiate dal calore.
Dal piazzale si era alzata una colonna di fumo nero visibile da gran parte della città, mentre gli pneumatici e le parti delle auto raggiunte dal fuoco provocavano continui boati.
Per affrontare l’emergenza era stato necessario mettere in campo un dispositivo imponente: dieci squadre dei vigili del fuoco, circa cinquanta uomini, mezzi aerei e il sistema regionale antincendi boschivi. Via Aurelia Nord era stata temporaneamente chiusa per permettere le operazioni di soccorso.
Particolare attenzione era stata riservata anche alle attività presenti nelle immediate vicinanze: nell’area si trovavano infatti un deposito mobile di carburante, un deposito di Gpl e una zona utilizzata per la sosta di mezzi pesanti.
I tre incendi nel giro di mezz’ora
Ma dopo lo spegnimento del maxi rogo era emerso un particolare che aveva aperto un nuovo fronte investigativo. Quel pomeriggio, infatti, non si era verificato un solo incendio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati individuati tre distinti punti di partenza di altrettanti incendi, tutti verificatisi a poca distanza tra loro e nell’arco di circa mezz’ora.
Uno nell’area di sosta della Salica, lungo le quattro corsie, e altri due nella zona dell’Aurelia Nord. Uno di questi ultimi aveva poi raggiunto il deposito Brandini provocando il devastante incendio.
Una sequenza che aveva inevitabilmente portato gli investigatori ad approfondire anche l’ipotesi del dolo, che resta però un’ipotesi da verificare e non una certezza.
Telecamere e targhe al vaglio degli investigatori
Sul precedente incendio stanno lavorando polizia stradale e volanti. Gli accertamenti si sono concentrati anche sulle immagini delle telecamere presenti nella zona e sui sistemi di lettura delle targhe, per ricostruire i veicoli transitati nelle aree interessate nei minuti precedenti ai tre incendi.
L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza di mezzi che possano essersi fermati o aver compiuto movimenti anomali nei pressi dei punti dai quali sarebbero partite le fiamme.
Ora, a distanza di appena otto giorni, il fuoco è tornato nello stesso deposito. Per il momento non ci sono elementi che consentano di stabilire un collegamento tra quanto accaduto nella notte del 21 agosto e il devastante incendio del 13 agosto. Anche le cause di questo nuovo episodio dovranno essere accertate.
Resta però un’immagine: quella vista nel cuore della notte da due ragazzi che stavano passando sull’Aurelia Nord. Un’auto in fiamme, ancora una volta, dentro quel piazzale.
E una telefonata immediata al 112 che, questa volta, ha permesso ai soccorritori di arrivare prima che il fuoco potesse trasformarsi di nuovo in un inferno.





