PORTO SANTO STEFANO. Sette giorni di chiusura. È quanto disposto dalla Questura di Grosseto nei confronti del Bar Il Buco, storico punto di riferimento della vita di Porto Santo Stefano, situato a ridosso del lungomare.
Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.). Il cartello affisso all’esterno del locale parla chiaro: chiusura per sette giorni, dalle 17 del 19 agosto fino al 25 agosto, su disposizione dell’Autorità di pubblica sicurezza.
Il provvedimento della Questura
Alla base della decisione ci sarebbe una situazione che nel tempo avrebbe richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine, anche per episodi e problematiche verificatisi nelle vicinanze e all’esterno del locale.
L’articolo 100 del T.U.L.P.S. consente infatti al questore di sospendere la licenza di un esercizio quando nel locale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, quando sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose oppure quando l’esercizio costituisca comunque un pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini.
Un aspetto importante è che si tratta di un provvedimento di natura preventiva e non necessariamente di una sanzione nei confronti del gestore. L’obiettivo della norma è quello di interrompere una situazione ritenuta potenzialmente pericolosa per la collettività.
La valutazione dell’autorità di pubblica sicurezza può inoltre tenere conto, in determinate circostanze, anche di fatti avvenuti all’esterno di un esercizio quando venga individuato un collegamento significativo con l’attività del locale.
Sette giorni che pesano
La chiusura per sette giorni rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice pausa nell’attività del bar.
Il provvedimento richiama inevitabilmente un tema più ampio, soprattutto durante i mesi estivi: quello della convivenza tra movida, frequentazione degli spazi pubblici, attività dei locali e sicurezza.
La stessa normativa prevede conseguenze ulteriori nel caso in cui dovessero ripetersi le condizioni che hanno portato alla sospensione. Ed è proprio questo uno degli aspetti che rende particolarmente significativo il provvedimento adottato dalla Questura.
Un pezzo di storia di Porto Santo Stefano
A rendere la vicenda ancora più evidente agli occhi del paese è il nome del locale coinvolto.
Il Bar Il Buco è da tantissimi anni uno dei luoghi conosciuti e frequentati di Porto Santo Stefano. Uno di quei locali entrati nella quotidianità del paese e diventati nel tempo punto di ritrovo per generazioni di santostefanesi, turisti e frequentatori dell’Argentario.
Per questo vedere oggi le serrande abbassate e il cartello che comunica la sospensione dell’attività fa inevitabilmente effetto.
Il provvedimento non rappresenta una sentenza sul locale e neppure un giudizio definitivo su chi lo gestisce. È però un atto dell’Autorità di pubblica sicurezza che segnala come la situazione sia stata ritenuta tale da rendere necessario un intervento.
La risposta dei gestori: «Siamo senza parole»
La reazione dei gestori non si è fatta attendere ed è arrivata attraverso la pagina social del Bar Il Buco.
Con una citazione attribuita a Mao Tse-tung, hanno scritto:
«Punirne uno per educarne cento».
Subito dopo, la frase è stata trasformata in una provocazione indirizzata direttamente alla Questura di Grosseto:
«Punirne uno per educarne zero».
Poi il commento sulla decisione: «Per ora non abbiamo altro da dire, siamo senza parole. Domani avremo le idee più chiare e vi terremo aggiornati».
I gestori hanno infine ringraziato tutte le persone che, dopo la chiusura, hanno manifestato loro solidarietà.
Parole che fanno capire come il provvedimento sia stato accolto con sorpresa e amarezza e come, almeno in questa prima fase, chi gestisce il locale non condivida evidentemente la valutazione che ha portato alla sospensione.
Nel cuore del paese, dove tutto si vede
Resta ora da capire nel dettaglio quali siano gli episodi e le circostanze che hanno portato la Questura ad adottare il provvedimento.
Nel corso dell’estate non sono mancate, nella zona dell’Argentario, segnalazioni legate alla vita notturna, agli schiamazzi e ad alcuni momenti di tensione. Sarebbe però improprio attribuire automaticamente questi episodi al Bar Il Buco senza conoscere nel dettaglio gli elementi sui quali si fonda il provvedimento.
C’è poi una peculiarità che rende la vicenda ancora più visibile: Il Buco si trova nel cuore di Porto Santo Stefano. In una zona attraversata ogni giorno, soprattutto d’estate, da migliaia di persone. Qui qualsiasi episodio acquista immediatamente una risonanza maggiore.
E così è accaduto anche con quelle serrande abbassate.
I sette giorni passeranno. Il vero tema sarà quello che accadrà dopo, quando il locale potrà riaprire e tornare a essere quello che per decenni è stato per Porto Santo Stefano: un luogo di incontro e di socialità.
Intanto, però, resta il cartello sulla porta. E resta una decisione della Questura destinata inevitabilmente a far discutere il paese.




