MANCIANO. Una vita trascorsa a curare, ma anche a difendere i diritti di chi aveva meno voce. Dalla Maremma alla Bosnia, dall’Iraq all’Africa e all’America Latina. È morta a 90 anni Aryèle Serra Boccara, storica medica di Marsiliana d’Albegna e figura conosciuta per il suo lungo impegno nel volontariato, nella cooperazione internazionale e nella difesa dei diritti umani.
A piangerne la scomparsa è anche lo Spi Cgil di Manciano, del cui direttivo di lega Serra Boccara faceva parte. Il sindacato la ricorda come una donna «di straordinario spessore umano, civile e professionale» e come un punto di riferimento per la Maremma e per il mondo del sociale e del volontariato.
Da Barcellona alla Maremma
Nata a Barcellona 90 anni fa, Aryèle Serra Boccara si era laureata in Medicina in Argentina. Nel suo percorso c’era stata anche l’attività accademica come ricercatrice in Fisica nucleare all’Università di Pisa. Poi, dagli anni Settanta, la Maremma era diventata la sua casa.
Qui aveva lavorato a Marsiliana d’Albegna, diventando negli anni una presenza conosciuta e amata dalla comunità. Un rapporto con il territorio che non si era mai interrotto e al quale aveva affiancato un’attività che l’aveva portata in alcuni dei luoghi più difficili del mondo.
La volontaria nelle zone di guerra e di emergenza
La medicina, per Serra Boccara, non era infatti rimasta confinata nell’ambulatorio. Una parte importante della sua vita era stata dedicata alla cooperazione internazionale, mettendo le proprie competenze a disposizione delle popolazioni colpite da guerre, povertà ed emergenze. Aveva lavorato come medica volontaria per conto del Ministero degli Affari Esteri, delle Nazioni Unite e di diverse organizzazioni non governative, tra le quali Alisei, M.A.I.S. e H.H.P.P.
Numerose le missioni alle quali aveva partecipato nel corso degli anni. In Bosnia aveva preso parte al progetto di ricostruzione dei servizi sanitari e sociali nella provincia di Mostar promosso dalle istituzioni grossetane. Ma il suo impegno l’aveva portata anche nell’Unione Sovietica, in Iraq, Albania, Benin, Mali, Sudan, Romania, India e America Latina.
Un lungo viaggio professionale e umano, sempre con lo stesso filo conduttore: utilizzare la medicina come strumento concreto di aiuto alle persone più fragili.
L’impegno per i diritti umani
Accanto alla medicina c’era poi la battaglia per i diritti umani. Serra Boccara era attiva nella comunità di Amnesty International ed era stata una presenza costante nelle campagne dedicate ai diritti organizzate durante Festambiente.
Un impegno sul campo accompagnato da una forte curiosità intellettuale e dalla volontà di approfondire le trasformazioni della società e il tema dell’uguaglianza. Nel 2021 aveva curato insieme a Laura Ciampini il volume “11 femministi”, pubblicato da Edizioni Heimat, un’indagine nella quale aveva portato ancora una volta la propria esperienza e la propria attenzione ai temi della giustizia e dell’eguaglianza.
Il ricordo dello Spi Cgil
La sua attività civile era proseguita anche all’interno dello Spi Cgil di Manciano, dove faceva parte del direttivo di lega.
Ed è proprio il sindacato dei pensionati a ricordarla con parole cariche di affetto.
«Aryèle ha incarnato fino all’ultimo i valori di solidarietà, impegno sociale e passione civile che rappresentano il cuore del nostro sindacato – sottolinea lo Spi Cgil di Manciano – La sua capacità di ascolto, il suo rigore morale e la sua immensa generosità lasciano un segno indelebile in chiunque abbia avuto la fortuna di incrociare il suo cammino».
«Tutta la lega Spi Cgil – aggiunge il sindacato – si stringe attorno alla famiglia, ai suoi cari e a quanti le hanno voluto bene». Con la morte di Aryèle Serra Boccara se ne va così una donna che aveva scelto di mettere la propria professione e le proprie competenze al servizio degli altri. Prima nella sua Maremma e poi, ogni volta che ce n’era bisogno, anche molto lontano da casa.




