Fideiussione bocciata, il Grosseto deve lasciare Roselle entro l'8 settembre | MaremmaOggi Skip to content

Il Comune boccia la fidejussione: il Grosseto deve lasciare Roselle entro l’8 settembre

Due riunioni di giunta e una nota integrativa chiesta dall’assessore Rossi al legale Maccari. Il Comune mette nero su bianco le criticità della garanzia: salta la mediazione e si torna in tribunale il 6 ottobre
Il Comune di Grosseto e il centro sportivo di Roselle
Il Comune di Grosseto e il centro sportivo di Roselle

GROSSETO. La nuova fidejussione non supera l’esame del Comune e per l’Us Grosseto si chiude la strada della mediazione. Ma c’è di più: la società biancorossa dovrà lasciare il centro sportivo di Roselle entro l’8 settembre. Data nella quale era stata fissata la chiusura della mediazione. Storicamente potrebbe essere la data dell’armistizio ma, in realtà, come successe nel 1943, la guerra andrà avanti ancora.

È quanto emerge dalla delibera approvata oggi, giovedì 13 agosto, dalla giunta comunale, dopo una giornata particolarmente tesa e una lunga istruttoria sulla nuova garanzia presentata dalla società. Alla fine tutti hanno votato a favore.

La giunta si è riunita una prima volta questa mattina, 13 agosto. Poi, nel pomeriggio, è tornata nuovamente sulla questione dopo che l’assessore Fabrizio Rossi ha chiesto una nota integrativa all’avvocato del Comune, Maccari, per avere un ulteriore approfondimento.

Alla fine la linea dell’amministrazione non è cambiata: la garanzia non viene ritenuta conforme ai requisiti richiesti dal Comune e vengono meno le condizioni che avevano consentito di tenere ancora aperta la mediazione.

La conseguenza è pesantissima. Il tentativo di accordo, dato frettolosamente per fatto nei giorni scorsi, si chiude e ora la controversia torna sul binario giudiziario e il Comune avvia il percorso per rientrare nella piena disponibilità del centro sportivo.

La fideiussione presentata dal Grosseto

Il Comune aveva concesso all’Us Grosseto un’ultima possibilità dopo la fidejussione palesemente falsa presentata in un primo momento.

Con la delibera del 5 agosto, l’amministrazione aveva stabilito che la mediazione sarebbe potuta proseguire soltanto a condizione che entro le 12 del 12 agosto arrivasse una nuova fidejussione bancaria o assicurativa, valida, efficace e conforme al decreto legislativo 36/2023, a prima richiesta, automaticamente rinnovabile e per un importo pari a dodici mensilità del corrispettivo previsto dall’accordo. In caso contrario sarebbe venuta meno la disponibilità del Comune a proseguire la trattativa.

La nuova documentazione era in realtà arrivata già l’11 agosto. Si tratta di un «Contratto autonomo di garanzia per obbligazioni contrattuali verso lo Stato e gli altri enti pubblici a semplice richiesta». Insieme al documento era stata trasmessa anche la ricevuta del pagamento effettuato dall’Us Grosseto a Zkl Invest Ltd.

A quel punto sono partite le verifiche degli uffici.

Le anomalie nelle clausole rilevate dal Comune

Ed è proprio nell’esame del documento che, secondo quanto riportato nella delibera, sono emerse diverse criticità.

Il legale incaricato di assistere il dirigente nella mediazione ha ritenuto lo schema presentato non coerente con quanto previsto dalle precedenti delibere della giunta.

Tra le contestazioni indicate nero su bianco dal Comune c’è innanzitutto la mancata previsione di una validità annuale automaticamente rinnovabile: il documento prevederebbe invece proroghe annuali non automatiche.

L’istruttoria segnala poi la decadenza della fidejussione in caso di mancato pagamento del premio di rinnovo e una rinuncia riferita al primo comma dell’articolo 1957 del Codice civile anziché al secondo.

Ma non solo.

Secondo il Comune, il contratto prevederebbe anche una decadenza nel caso in cui non venga rispettato il termine di tre giorni dalla conoscenza di ogni inadempimento, oltre alla possibilità per il garante, in determinate circostanze, di sospendere o revocare la garanzia.

Viene inoltre contestata la presenza di una clausola arbitrale che, secondo l’istruttoria comunale, per come formulata «potrebbe paralizzare il pagamento della somma garantita», e di una controgaranzia ritenuta idonea ad appesantire la procedura di liquidazione.

Sono elementi che gli uffici hanno valutato alla luce delle condizioni che la stessa amministrazione aveva indicato nelle proprie delibere come indispensabili per continuare la mediazione.

Il nodo ZKL-Europe Underwriters

C’è poi un secondo capitolo dell’istruttoria, quello relativo ai soggetti coinvolti nella garanzia.

ZKL Invest Ltd è una società britannica con sede a Londra. Europe Underwriters Srl, con sede a Firenze, è invece la società italiana controllata da ZKL ed è iscritta al Registro unico degli intermediari di Ivass nella sezione B, quella dei broker.

Ed è proprio sulla qualificazione del soggetto garante che gli uffici comunali hanno sollevato ulteriori dubbi.

Secondo quanto riportato nella delibera, dalle verifiche effettuate dagli uffici Zkl Invest Ltd ed Europe Underwriters non risultano negli albi di Banca d’Italia indicati nell’istruttoria come soggetti abilitati a operare in Italia con la pubblica amministrazione. La ricerca effettuata su Zkl nell’European Banking Authority, sempre secondo l’atto comunale, non avrebbe inoltre prodotto risultati.

Europe Underwriters risulta invece regolarmente iscritta al RUI di Ivass con il numero B000782973, ma in qualità di broker.

Gli uffici evidenziano inoltre un’altra circostanza: dalla carta intestata del documento risulterebbe come garante Zkl Invest Ltd, mentre il modulo sarebbe firmato da Europe Underwriters Srl. Il pagamento effettuato dal Grosseto, invece, sarebbe stato indirizzato a Zkl.

Il Comune segnala infine anche problemi relativi alla firma digitale del documento, che secondo l’istruttoria risulterebbe apposta soltanto sulla prima pagina e non verificabile secondo quanto richiesto dagli uffici.

Il Comune: «Non si comprende chi sia il garante»

È la stessa delibera a sintetizzare il problema.

Secondo l’amministrazione, dalle mancanze emerse durante l’istruttoria «non si comprende pertanto se il garante sia una banca, una compagnia di assicurazione autorizzata e/o un intermediario finanziario iscritto all’albo ex art. 106 TUB».

Per questo il Comune ritiene che la garanzia presentata non sia conforme a quanto prescritto dal decreto legislativo 36/2023.

È questo il passaggio che, dopo le verifiche iniziate ieri dal dirigente del settore, è arrivato sul tavolo della giunta.

Due riunioni di giunta e momenti di tensione

La decisione non sarebbe comunque arrivata senza confronto.

La giunta si è riunita una prima volta questa mattina e non sarebbero mancati momenti di tensione sulla strada da seguire.

Nel pomeriggio è stato necessario un nuovo confronto. L’assessore Fabrizio Rossi ha infatti chiesto una nota integrativa all’avvocato Maccari, legale che assiste il Comune nella vicenda, prima di arrivare alla determinazione definitiva.

Alla fine ha prevalso la linea indicata dall’istruttoria: non ci sono le condizioni per accettare la fidejussione e quindi viene meno la disponibilità del Comune a proseguire la mediazione.

L’8 settembre resta solo per comunicare il mancato accordo

L’Organismo di Mediazione Forense aveva già fissato per l’8 settembre la nuova seduta tra le parti.

Quell’appuntamento cambia adesso completamente significato.

La proposta autorizza infatti il dirigente, assistito dal legale incaricato, a comunicare nella seduta dell’8 settembre il mandato ricevuto dalla giunta e considera, allo stato, conclusa negativamente la procedura di mediazione.

Finisce così il tentativo di trovare una soluzione extragiudiziale alla lunga controversia tra Palazzo civico e la società biancorossa.

La partita torna quindi davanti al giudice, con l’udienza fissata per il 6 ottobre.

Il Grosseto deve lasciare Roselle entro l’8 settembre

La conseguenza più immediata riguarda però il centro sportivo.

Fino a oggi l’Us Grosseto era stata autorizzata temporaneamente a continuare a organizzare e gestire le attività sportive a Roselle, pur restando, secondo gli atti comunali, semplice detentore di fatto e custode dell’impianto, con il provvedimento di revoca della concessione pienamente efficace.

Adesso questa fase finisce.

La delibera dispone di intimare all’Us Grosseto il rilascio dell’impianto di via dei Laghi entro l’8 settembre 2026.

Non solo. Al momento della riconsegna dovranno essere effettuate le manutenzioni già richieste dal Comune lo scorso aprile e, secondo quanto scritto nell’atto, dovranno essere demolite le opere che l’amministrazione qualifica come abusive. In caso contrario, il Comune prevede di procedere d’ufficio addebitandone i costi alla società.

Il Comune tornerà quindi nella disponibilità del centro sportivo e l’intenzione dell’amministrazione è quella di procedere in tempi brevissimi con un nuovo bando per la gestione di Roselle.

Dopo mesi di scontro, denunce, mediazione e tentativi di accordo, la vicenda torna dunque al punto di rottura: il Grosseto deve lasciare Roselle, il Comune prepara il nuovo affidamento e la controversia prosegue davanti al Tribunale. Altro che armistizio.

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