CASTEL DEL PIANO. Per ore quella casa è rimasta chiusa, sorvegliata dai carabinieri. Fuori, il sole cocente di fine giugno batteva sull’asfalto di via della Stazione, mentre dietro gli scuri socchiusi le vicine osservavano in silenzio il continuo via vai di militari, medici e investigatori. Nessuno parlava. Tutti cercavano una risposta alla stessa domanda: che cosa è successo alla donna trovata senza vita nel suo appartamento?
Quando i carabinieri sono entrati nell’abitazione, insieme al personale sanitario del 118, la 53enne di origini slovacche, Danielka Skorvagova, era già morta. Era riversa sul pavimento, con una ferita alla fronte. Un dettaglio che, nelle primissime fasi dell’indagine, ha imposto agli investigatori di non escludere alcuna ipotesi.
Per questo, nel primo pomeriggio di sabato 27 giugno, a Castel del Piano sono arrivati anche gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, chiamati a ricostruire, centimetro dopo centimetro, quanto accaduto in quell’appartamento.
Il ritrovamento del corpo
A dare l’allarme è stato l’anziano che la donna assisteva quotidianamente. L’uomo, che vive in un’altra abitazione del paese, non riuscendo ad avere notizie della cinquantacinquenne si è recato a casa sua. Una volta entrato, si è trovato davanti una scena drammatica.
La donna era a terra, immobile.
Spaventato da quella scoperta, l’anziano si è allontanato per qualche istante, ancora sotto choc, prima di riuscire a chiedere aiuto.
Quando sono arrivati i soccorritori, però, per la donna non c’era ormai più nulla da fare.
La ferita alla fronte e tutte le ipotesi al vaglio
Quel taglio sulla fronte, osservato durante il primo esame esterno del corpo, ha inevitabilmente orientato le verifiche degli investigatori.

Nelle prime ore, infatti, nessuna pista è stata esclusa. Il sostituto procuratore Raffaele Luca Ponte, informato dell’accaduto, è arrivato a Castel del Piano e ha coordinato gli accertamenti disponendo un sopralluogo approfondito all’interno dell’abitazione.
Sul posto sono quindi arrivati gli uomini del reparto investigazioni scientifiche, riconoscibili dalle tute bianche, dai calzari e dalla strumentazione utilizzata per repertare ogni possibile elemento utile alle indagini.
Per diverse ore gli specialisti hanno fotografato, misurato e analizzato ogni ambiente del piccolo appartamento, cercando di ricostruire gli ultimi istanti di vita della donna.
L’ipotesi che prende forza: un malore improvviso
Già durante il sopralluogo, però, il quadro investigativo ha iniziato lentamente a cambiare.
Il medico legale intervenuto a Castel del Piano avrebbe infatti rilevato come la lesione alla fronte, da sola, non fosse compatibile con una ferita mortale.
Da qui ha preso consistenza un’ipotesi che nelle ultime ore appare sempre più concreta: la donna potrebbe essere stata colpita da un malore improvviso, perdendo l’equilibrio e battendo violentemente la testa durante la caduta.
Una ricostruzione che, al momento, resta comunque solo un’ipotesi investigativa e che dovrà trovare conferma negli accertamenti medico-legali.
Oggi l’autopsia
Sarà infatti l’autopsia, in programma oggi, martedì 30 giugno, all’obitorio dell’ospedale, a stabilire con precisione la causa della morte.
L’esame autoptico dovrà chiarire se il decesso sia effettivamente riconducibile a un improvviso malore oppure se emergeranno altri elementi capaci di modificare il quadro delle indagini.
Nel frattempo, gli investigatori continuano ad analizzare tutti gli aspetti della vicenda.
Casa e cellulare sotto sequestro
Al termine del sopralluogo, il magistrato ha disposto il sequestro dell’appartamento dove la donna viveva da sola.
Sotto sequestro è finito anche il telefono cellulare della cinquantacinquenne, che potrà fornire elementi utili per ricostruire le sue ultime ore, gli eventuali contatti avuti e i suoi ultimi spostamenti.
Si tratta di accertamenti di routine in un’indagine nella quale, almeno fino all’esito dell’autopsia, ogni elemento può rivelarsi decisivo.
Il silenzio di una strada che aspetta risposte
Per tutto il pomeriggio di sabato, via della Stazione è rimasta avvolta in un silenzio insolito.
Solo il rumore delle auto dei carabinieri e il lavoro metodico degli uomini del Ris rompevano la quiete di quella strada, svuotata dal caldo soffocante.
Dietro le finestre, le vicine seguivano ogni movimento degli investigatori. Osservavano le tute bianche entrare e uscire dall’abitazione, cercando di capire che cosa fosse successo a quella donna che viveva sola e che molti conoscevano.
Le risposte, però, potrebbero arrivare soltanto dall’autopsia. Sarà quell’esame a sciogliere il mistero della morte della cinquantacinquenne e a stabilire se quel drammatico ritrovamento sia stato davvero la conseguenza di un improvviso malore o se ci sia ancora qualche tassello da ricostruire.




