Concorso del primario, la Cassazione conferma il risarcimento al medico | MaremmaOggi Skip to content

Concorso del primario, la Cassazione conferma il risarcimento al medico

Respinto il ricorso del dirigente. Resta il risarcimento per perdita di chance riconosciuto dalla Corte d’Appello per la selezione alla direzione medica del presidio ospedaliero di Grosseto
L’ospedale di Grosseto

GROSSETO. Si chiude in Cassazione una lunga battaglia giudiziaria nata attorno alla selezione per la direzione della struttura complessa della Direzione medica di presidio dell’ospedale Misericordia di Grosseto.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal dottor Giancarlo Santoriello, confermando così la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che gli aveva riconosciuto un risarcimento per perdita di chance, ma in misura limitata. Contestualmente è stato dichiarato inefficace anche il ricorso incidentale presentato dall’Azienda Usl Toscana Sud Est.

Il concorso per il Misericordia

La vicenda nasce dalla procedura selettiva bandita dalla Asl Toscana Sud Est, attraverso Estar, per assegnare l’incarico di direttore della Uoc Direzione medica di presidio – sede di Grosseto.

Il dottor Santoriello si era classificato quarto, rimanendo quindi escluso dalla terna di candidati dalla quale il direttore generale avrebbe dovuto scegliere il vincitore dell’incarico. Convinto che la commissione avesse valutato in maniera errata i titoli, il dirigente medico aveva avviato una causa civile chiedendo il risarcimento dei danni economici e professionali.

La Corte d’Appello gli aveva dato parzialmente ragione

Dopo il rigetto del Tribunale di Firenze, la Corte d’Appello aveva ribaltato la decisione.

I giudici avevano ritenuto che nella valutazione dei titoli fossero stati commessi errori, sia nella posizione del ricorrente sia in quella del candidato risultato primo in graduatoria.

Secondo la Corte fiorentina, con un corretto calcolo dei punteggi Santoriello sarebbe entrato nella terna dei candidati, acquisendo una concreta possibilità di essere scelto dal direttore generale.

Per questo motivo era stato riconosciuto un risarcimento per perdita di chance, quantificato nel 10% della differenza retributiva, pari a 6.326,28 euro, oltre agli interessi. I giudici avevano invece escluso il danno alla carriera, all’immagine e alla professionalità.

La Cassazione respinge il ricorso

Il medico ha quindi tentato l’ultimo grado di giudizio davanti alla Suprema Corte, sostenendo che la Corte d’Appello avrebbe dovuto riconoscergli ulteriori profili di danno e contestando alcuni aspetti della valutazione dei titoli del candidato vincitore.

La Cassazione ha però dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che le censure fossero in parte nuove, in parte prive di interesse e, per altri aspetti, rivolte a contestare valutazioni di fatto non sindacabili nel giudizio di legittimità.

Inefficace anche il ricorso dell’Asl

Anche l’Azienda Usl Toscana Sud Est aveva impugnato la sentenza della Corte d’Appello con un ricorso incidentale.

La Suprema Corte, tuttavia, lo ha dichiarato inefficace, spiegando che era stato notificato oltre il termine previsto dalla legge e che, essendo stato dichiarato inammissibile il ricorso principale, non poteva più essere esaminato nel merito.

Le spese del giudizio

Con la decisione definitiva, la Cassazione ha condannato il ricorrente principale al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore dell’Asl Toscana Sud Est e di Estar, liquidate in 3.500 euro di compensi professionali, oltre a 200 euro di esborsi per ciascuna delle due controparti, oltre agli accessori di legge.

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