Grossetofiere, Pd e Grosseto Città Aperta all'attacco: «La giunta decide da sola sulla vendita del Madonnino» | MaremmaOggi Skip to content

Grossetofiere, Pd e Grosseto Città Aperta all’attacco: «La giunta decide da sola sulla vendita del Madonnino»

I due gruppi consiliari contestano il metodo seguito dall’amministrazione: «Saltato il confronto promesso in commissione prima dell’assemblea dei soci». Nel mirino la delibera che recepisce il piano con la vendita del Centro fiere
Il centro fiere del Madonnino, Carlo De Martis e Leonardo Culicchi
Il centro fiere del Madonnino, Carlo De Martis e Leonardo Culicchi

GROSSETO. Il futuro di Grossetofiere torna al centro del dibattito politico. Questa volta sono i gruppi consiliari del Partito Democratico e di Grosseto Città Aperta, con una nota congiunta, ad accusare la giunta di aver portato avanti il percorso che prevede la vendita del Centro fiere del Madonnino senza il confronto con il Consiglio comunale che era stato annunciato nelle scorse settimane.

Al centro delle contestazioni c’è la delibera di giunta n. 239 del 25 giugno 2026, approvata il giorno successivo all’assemblea dei soci di Grossetofiere e dichiarata immediatamente eseguibile. Secondo Pd e Grosseto Città Aperta, con quell’atto l’amministrazione ha condiviso l’impostazione del Piano operativo triennale della società, che contempla la vendita della struttura, senza attendere il passaggio in commissione.

«È stato scavalcato il consiglio comunale»

Nella nota, Partito Democratico e Grosseto Città Aperta ricordano che la richiesta di istituire un percorso di confronto in commissione era stata presentata il 18 maggio da nove consiglieri comunali.

«La commissione che doveva precedere l’assemblea l’avevamo chiesta noi e tutti, assessore compreso, avevano dato il loro assenso – spiegano i due gruppi – Era stato concordato un tavolo permanente e una seconda seduta il 22 giugno, prima dell’assemblea dei soci. Quella riunione non si è mai svolta e il 25 giugno la giunta ha deciso da sola. Questo non è governare una partecipata pubblica, è scavalcare il Consiglio comunale».

Il percorso ricostruito da Pd e Grosseto Città Aperta

Secondo la ricostruzione dei due gruppi consiliari, l’8 giugno la commissione si era riunita per fare il punto sul futuro della società. In quella sede il presidente di Grossetofiere aveva illustrato il quadro economico, mentre il segretario generale del Comune aveva prospettato un nuovo incontro, previsto per il 22 giugno, con l’obiettivo di arrivare all’assemblea dei soci del 24 giugno con un indirizzo condiviso tra tutti gli enti pubblici partecipanti.

Quel secondo appuntamento, però, non è mai stato convocato. Dopo l’assemblea del 24 giugno, il giorno seguente la giunta ha approvato la delibera che recepisce il Piano operativo triennale.

Per Pd e Grosseto Città Aperta si tratta di una scelta che interrompe il percorso di confronto promesso al Consiglio.

La vendita del Madonnino e il futuro della Fiera

Le critiche non riguardano soltanto il metodo, ma anche il merito della decisione.

Secondo i due gruppi consiliari, la delibera autorizza la dismissione del Centro fiere del Madonnino, stimato in circa 3,9 milioni di euro, mentre rinvia agli uffici l’individuazione delle aree dove dovrebbe sorgere un eventuale nuovo polo fieristico.

«Si mette in vendita la casa senza sapere dove si andrà ad abitare», sintetizzano Pd e Grosseto Città Aperta.

Per le opposizioni restano ancora senza risposta questioni fondamentali: la localizzazione del nuovo polo, i collegamenti viari, il ruolo di Braccagni e delle frazioni e le ricadute economiche per il territorio.

Le richieste alla giunta

Partito Democratico e Grosseto Città Aperta chiedono quindi di recuperare il percorso inizialmente concordato.

Le richieste sono quattro: convocare la commissione consiliare che non si è mai svolta, portare in Consiglio comunale un vero atto di indirizzo politico, definire prima il progetto del nuovo polo fieristico e solo successivamente procedere all’eventuale vendita del Madonnino, oltre a chiedere al Comune di Grosseto un ruolo di coordinamento nei confronti degli altri soci pubblici, coinvolgendo anche Regione Toscana, Provincia e Camera di Commercio.

«Un pilota decide la rotta prima di accendere i motori, non dopo il decollo – concludono Partito Democratico e Grosseto Città Aperta – Grossetofiere è un patrimonio dell’intera città e merita una scelta condivisa dal Consiglio comunale. La nostra disponibilità al confronto resta, ma il confronto deve partire subito».

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