Furto in casa, individuati due minorenni: scappano dalla struttura | MaremmaOggi Skip to content

Furto in casa, individuati due minorenni: scappano dalla struttura

Decisiva la videosorveglianza per identificare gli autori del colpo avvenuto nel centro di Follonica. L’assessore Poggetti: «La normativa deve cambiare, servono pene certe»
Una pattuglia dei carabinieri e l’assessore Giorgio Poggetti

FOLLONICA. Le immagini delle telecamere li hanno traditi. Hanno fissato i loro volti, i loro movimenti, il tempo trascorso dentro quell’appartamento del centro di Follonica dove, poche ore prima, era stato consumato un furto. Ai carabinieri è bastato poco per dare un nome ai due ragazzi.

Sono due minorenni. E proprio la loro età, insieme al fatto che il reato non fosse più in flagranza, ha impedito qualsiasi arresto.

A rendere noto l’episodio è stato l’assessore alla sicurezza Giorgio Poggetti, che ha scelto i social per raccontare quanto accaduto e per tornare a sollevare il tema delle norme che regolano i reati commessi dai minori.

Incastrati dalle telecamere

Il furto è stato scoperto quando ormai i responsabili si erano allontanati. Ma nell’abitazione erano installate telecamere di videosorveglianza e proprio quelle registrazioni sono diventate il punto di partenza delle indagini.

I carabinieri di Follonica hanno acquisito le immagini e, nel giro di poche ore, sono riusciti a identificare i due presunti autori del colpo.

Per Poggetti è la dimostrazione concreta dell’utilità degli impianti di videosorveglianza che il Comune sta ampliando in diversi quartieri della città.

«Le telecamere funzionano e aiutano le forze dell’ordine», è il senso del messaggio dell’assessore, che ricorda come dopo gli interventi nell’area dell’ex Cartiera e in via della Repubblica, presto sarà completata anche la copertura della pineta di Ponente, da tempo al centro di segnalazioni per episodi di spaccio e altri comportamenti illeciti.

Affidati al Seus, poi si sono allontanati

L’identificazione, però, non si è trasformata in un arresto.

Essendo trascorsa la flagranza del reato e trattandosi di due minorenni, i ragazzi sono stati affidati al Servizio di Emergenza Urgenza Sociale (Seus) per essere accompagnati in una struttura.

Secondo quanto riferisce Poggetti, i due si sarebbero però allontanati prima ancora che venisse completata la procedura di affidamento ai genitori.

«Così il lavoro delle forze dell’ordine rischia di essere vanificato»

È da questo episodio che nasce la riflessione politica dell’assessore.

Per Poggetti, gli investimenti nelle telecamere sono indispensabili e continueranno, ma non possono bastare se il quadro normativo resta quello attuale.

«È evidente che tutto questo rischia di essere inutile se non sarà accompagnato da modifiche sostanziali sulla flagranza di reato, sulle regole processuali, sugli istituti riservati agli infraquattordicenni e da pene certe», osserva l’assessore.

Un episodio che riapre il confronto su un tema destinato a far discutere: quello dell’equilibrio tra la tutela dei minori e la necessità di garantire risposte efficaci davanti ai reati.

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