GROSSETO. Il tempo addobba l’esame di maturità con il bellissimo vestito dei ricordi avvolgendolo con un alone d’oro impossibile da cancellare. È la forza di questo passaggio scolastico, la sua essenza, la sua bellezza. Dopo non accade più, la magia si spegne per diventare normalità.
Intere generazioni hanno assaporato questo istante diventato poi immagine indistruttibile, che solleva il delicato vento dei ricordi, rispolvera visi, parole, atmosfere, paure, gioventù.
Sotto la stessa bandiera
Anche se i ragazzi della 5ª A geometri non conoscevano ancora “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, questa, dopo 60 anni, è diventata la loro indistruttibile bandiera, quella sventolata da tutti.
Per cantarla si sono ritrovati in 13 davanti ad una tavola apparecchiata: Amedeo Raffi, Bruno Corsini, Carlo Bartolini, Claudio Venturini, Enrico Bernasconi, Franco Pietrapiana, Ezio Di Natali, Giorgio Bonsanti, Giuseppe Tozzi, Mario Sartori, Maurizio Spaziano, Paolo Landi, Saverio Pielli.
Il fiume del passato
Così la tavola è diventata banco, la stanza aula, i geometri studenti a remare nel torrente della memoria tra libri, professori buoni o severi, aneddoti, cotte ancora vibranti, libri legati con l’elastico, salini mai confessati o quelli dolorosamente scoperti.
Poi tutti a rileggere quei quadri dove in fondo al tuo nome c’era scritto: maturo/a.



