GROSSETO. Il congresso del Partito democratico grossetano si trasforma in uno scontro sempre più duro. Mentre nei circoli proseguono le votazioni per scegliere il nuovo segretario provinciale, il candidato Alessio Scheggi ha alzato il livello dello scontro con accuse pesanti sui contributi che, secondo lui, non sarebbero stati versati da alcuni amministratori e dirigenti del partito, compreso l’attuale segretario provinciale Giacomo Termine.
«Il tesoriere Capperucci lo ha esonerato in quanto non riceve compensi come segretario e per una donazione di 1000 euro al suo comune, Monterotondo. Ma i regolamenti sono chiari. Infatti Marras, Simiani, Pinzuti, Ragusa, Zazzeri e, in parte, Limatola, hanno versato regolarmente. Termine non l’ha fatto».
La replica del segretario uscente non si è fatta attendere. Con una nota diffusa nelle ore successive, Termine parla di una campagna di delegittimazione e invita a riportare il confronto sul terreno politico.
Termine: «Non si sostituisce il consenso con i ricorsi»
Nel suo intervento, Giacomo Termine ricorda che tutti gli organismi di garanzia chiamati a esprimersi sui ricorsi presentati nelle ultime settimane hanno confermato la regolarità del percorso congressuale. Secondo il segretario uscente, non esisterebbe alcuna sospensione o provvedimento che metta in discussione la validità delle votazioni.
«Quando manca il consenso non si può sostituirlo con i ricorsi», scrive Termine, sostenendo che la linea scelta dal fronte che sostiene Scheggi sarebbe stata quella di puntare sulla contestazione continua anziché sul confronto con gli iscritti.
Il candidato alla riconferma afferma inoltre che le accuse avanzate in queste settimane non hanno trovato riscontri negli organismi di garanzia e che la minoranza avrebbe cercato «attraverso ricorsi, esposti e polemiche mediatiche quella legittimazione politica che non è riuscita a costruire nei circoli».
L’attacco ai sindaci e la domanda a Scheggi
Termine definisce «particolarmente grave» il coinvolgimento dei sindaci e degli amministratori del Pd, sottolineando come eventuali questioni debbano essere affrontate all’interno degli organismi di partito e non attraverso uno scontro mediatico.
Il segretario uscente rivolge poi una domanda diretta al suo sfidante: se intenda ancora concorrere alla guida della federazione provinciale e se riconosca la legittimità del congresso e delle decisioni assunte dagli organi di garanzia.
Secondo Termine, il Pd dovrebbe tornare a occuparsi dei temi del territorio, dal lavoro alla sanità, fino allo sviluppo delle aree interne, evitando una spirale di polemiche che rischia di indebolire il partito a un anno dalle prossime elezioni amministrative.
Una frattura che arriva da lontano
Le tensioni all’interno del Pd grossetano non sono nuove. Il percorso congressuale era già stato rallentato nelle scorse settimane da una serie di ricorsi e dall’intervento delle commissioni di garanzia, che successivamente hanno dato il via libera alla ripresa delle votazioni.
Lo scontro tra l’area vicina a Termine e quella che sostiene Scheggi si inserisce in un clima di forte contrapposizione interna che da mesi attraversa il partito in provincia di Grosseto.
I risultati del congresso finora: Termine sfiora il 98%, affluenza al 63%
Secondo i dati aggiornati ai congressi già svolti, sono stati espressi 218 voti su 346 aventi diritto, con un’affluenza complessiva del 63%.
Al momento, il segretario uscente Giacomo Termine ha raccolto 213 preferenze, pari al 97,71% dei voti validi, mentre lo sfidante Alessio Scheggi si è fermato a 5 voti, corrispondenti al 2,29%.
I congressi già conclusi hanno coinvolto una parte significativa dei circoli della provincia, ma le votazioni proseguiranno fino alla fine del mese, quando saranno completate le assemblee territoriali e verrà proclamato il nuovo segretario provinciale del Partito democratico.
Il dato della partecipazione resta elevato: 218 iscritti hanno già votato, pari al 63% degli aventi diritto nei circoli che hanno finora concluso le operazioni congressuali.
Numeri che arrivano mentre all’interno del Pd grossetano resta acceso il confronto politico tra le due aree, con accuse e repliche che hanno accompagnato questa fase finale del congresso.



