GROSSETO. La crescita c’è, ma è sempre più debole. E se la fotografia scattata da Bankitalia riguarda l’intera Toscana, alcune delle questioni sollevate dall’istituto di Via Nazionale toccano molto da vicino la provincia di Grosseto e la Maremma. Turismo, agricoltura, piccole imprese e invecchiamento della popolazione rappresentano infatti le caratteristiche principali di un territorio che continua a distinguersi per qualità della vita e attrattività, ma che deve fare i conti con problemi strutturali comuni a gran parte della regione.
Nel 2025 l’economia toscana è cresciuta appena dello 0,4%, meno di quanto necessario per recuperare il divario con le regioni più dinamiche del Centro Nord. Un rallentamento che, pur non configurando una crisi, mette in evidenza la necessità di affrontare alcune fragilità che riguardano da vicino anche la Maremma.
In questo articolo
- La manifattura soffre, i servizi tengono
- Il turismo cambia volto
- Le case tornano a correre
- Il lavoro si ferma
- L’agricoltura rallenta
- Il problema vero è la produttività
- L’invecchiamento pesa anche sulle aziende
- Grosseto, una provincia che vive di turismo, agricoltura e piccole imprese
- Turismo e agricoltura restano i pilastri della Maremma
- La sfida del ricambio generazionale
- Infrastrutture, innovazione e giovani: qui si gioca il futuro della Maremma
La manifattura soffre, i servizi tengono
L’industria continua a rappresentare uno dei punti più fragili del sistema economico regionale. Nel 2025 la produzione manifatturiera è rimasta debole, anche se nella seconda parte dell’anno si sono intravisti alcuni segnali di miglioramento. Il comparto moda, dopo due anni difficili, ha visto attenuarsi la caduta del fatturato, ma i livelli produttivi restano inferiori a quelli precedenti alla crisi iniziata nel 2023.
A sostenere l’economia sono stati invece i servizi, cresciuti grazie ai consumi delle famiglie. Ma anche in questo caso le prospettive per il 2026 sono improntate alla prudenza, con molte imprese che prevedono una sostanziale stabilità del fatturato e una riduzione degli investimenti.
Il turismo cambia volto
Una delle trasformazioni più evidenti riguarda il turismo. Le presenze nelle strutture tradizionali sono rimaste sostanzialmente stabili nel 2025, ma continua a crescere il peso degli affitti brevi. Secondo i dati riportati da Bankitalia, quasi un pernottamento su cinque avviene ormai attraverso questa modalità.
Agriturismi e ostelli continuano a crescere, mentre campeggi e villaggi turistici mostrano una tendenza opposta. Un dato che interessa particolarmente la Maremma, dove il turismo rurale e quello legato all’entroterra stanno conquistando spazi sempre maggiori accanto alla tradizionale offerta balneare.
Le case tornano a correre
Dopo una fase di sostanziale stabilità, nel 2025 il mercato immobiliare ha ripreso slancio. Le compravendite di abitazioni sono aumentate del 9,4%, con una crescita particolarmente accentuata nei piccoli centri. I prezzi delle case hanno continuato a salire, ma con un ritmo più contenuto rispetto alla media nazionale.
Un andamento che trova riscontro anche nella provincia di Grosseto, dove l’interesse per seconde case e immobili turistici continua a sostenere il mercato.
Il lavoro si ferma
Dopo anni di crescita, l’occupazione nel 2025 è rimasta sostanzialmente stabile. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,3%, pur rimanendo inferiore alla media italiana. Crescono però gli ammortizzatori sociali e il ricorso alla cassa integrazione, soprattutto in alcuni comparti industriali.
Le retribuzioni hanno continuato a crescere grazie ai rinnovi contrattuali, ma il recupero del potere d’acquisto perso negli anni dell’inflazione non è ancora completato. Anzi, Bankitalia sottolinea come, nel lungo periodo, i salari reali in Toscana abbiano subito una contrazione più marcata rispetto alla media nazionale.
L’agricoltura rallenta
Anche il settore primario, fondamentale per la provincia di Grosseto, mostra segnali di rallentamento.
Secondo le stime riportate da Bankitalia, nel 2025 il valore aggiunto dell’agricoltura è leggermente diminuito. A pesare sono stati soprattutto i cali registrati nella produzione di olio, vino e colture orticole.
Una dinamica che interessa direttamente la Maremma, dove agricoltura e viticoltura continuano a rappresentare settori strategici dell’economia.
Il problema vero è la produttività
Ma i problemi più importanti non riguardano il breve periodo.
Secondo Bankitalia, la Toscana cresce meno delle regioni più sviluppate del Centro Nord e il divario si è ampliato negli ultimi anni. A pesare sono soprattutto la frammentazione del sistema produttivo, la prevalenza di micro e piccole imprese, la limitata presenza di attività ad alta tecnologia e una produttività che da tempo fatica a crescere.
Meno di un terzo delle imprese regionali investe in tecnologie avanzate, come intelligenza artificiale, robotica o sicurezza informatica, una quota inferiore alla media italiana.
L’invecchiamento pesa anche sulle aziende
C’è poi un altro elemento che riguarda da vicino anche la provincia di Grosseto: la demografia.
L’invecchiamento della popolazione e il peggioramento del saldo naturale vengono compensati solo in parte dai flussi migratori, che però presentano livelli medi di istruzione relativamente bassi.
A questo si aggiunge un problema sempre più evidente: l’invecchiamento degli imprenditori e la difficoltà nel passaggio generazionale delle imprese familiari, molto diffuse anche in Maremma.
Grosseto, una provincia che vive di turismo, agricoltura e piccole imprese
Molti dei punti deboli evidenziati da Bankitalia coincidono con le caratteristiche economiche della provincia di Grosseto.
La Maremma presenta infatti una forte presenza di micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare, una limitata presenza di attività ad alta tecnologia e una struttura produttiva fortemente legata ai servizi, al turismo e al settore primario. Elementi che costituiscono una ricchezza, ma che al tempo stesso rendono più difficile aumentare la produttività e attrarre investimenti innovativi.
Secondo i dati Istat, la provincia conta poco più di 215 mila abitanti, con una densità tra le più basse della Toscana. Negli ultimi anni il saldo naturale negativo e il progressivo invecchiamento della popolazione hanno modificato profondamente la struttura demografica del territorio, un fenomeno che Bankitalia individua fra i principali fattori che frenano la crescita economica regionale.
Turismo e agricoltura restano i pilastri della Maremma
Il turismo continua a rappresentare una delle principali risorse della provincia. Negli ultimi anni, accanto alle località balneari, hanno acquisito sempre maggiore importanza gli agriturismi, il turismo lento, i cammini e le esperienze legate alla natura e all’enogastronomia.
Una trasformazione che si inserisce nel quadro regionale descritto da Bankitalia, che evidenzia la crescita delle strutture extra alberghiere e degli affitti brevi, mentre campeggi e villaggi turistici mostrano segnali di rallentamento.
Anche l’agricoltura resta centrale nell’economia maremmana. La provincia di Grosseto è una delle aree agricole più importanti della Toscana, con produzioni di eccellenza che spaziano dall’olio al vino, dai cereali agli ortaggi. Ma proprio vino, olio e colture orticole sono fra i comparti che, secondo Bankitalia, hanno registrato un calo produttivo nel 2025.
La sfida del ricambio generazionale
Uno dei temi più delicati riguarda il futuro delle imprese.
La Maremma è una terra di aziende familiari, molte delle quali nate nel dopoguerra o durante il boom economico. Oggi, però, sempre più imprenditori stanno raggiungendo l’età della pensione e il passaggio generazionale rappresenta una delle grandi sfide dei prossimi anni.
Bankitalia sottolinea come l’invecchiamento degli imprenditori e la difficoltà di trovare eredi o successori costituiscano un elemento di fragilità per tutta la Toscana. Una considerazione che appare particolarmente attuale per la provincia di Grosseto, dove la dimensione familiare delle imprese è ancora molto diffusa.
Infrastrutture, innovazione e giovani: qui si gioca il futuro della Maremma
La provincia di Grosseto può contare su qualità ambientale, turismo, agricoltura e una posizione strategica fra Lazio e Toscana, ma rischia di pagare l’assenza di grandi infrastrutture e la difficoltà nell’attrarre imprese ad alta tecnologia.
Meno di un terzo delle aziende toscane investe in tecnologie avanzate, una percentuale inferiore alla media nazionale. E proprio innovazione, digitalizzazione e formazione rappresentano le sfide decisive per evitare che il rallentamento evidenziato da Bankitalia diventi strutturale.
Perché il vero rischio, per la Maremma, non è tanto una crisi improvvisa, quanto una lenta perdita di competitività. Una sfida che si giocherà sulla capacità di trattenere giovani, favorire il ricambio generazionale e creare lavoro qualificato senza perdere quella qualità della vita che rappresenta uno dei maggiori punti di forza del territorio.




