Sei pale da 220 metri a Manciano, Italia Nostra e Comune contrari al progetto Poggio Renaio | MaremmaOggi Skip to content

Sei giganti da 220 metri in Maremma: Comune e ambientalisti bocciano il progetto eolico

Il nuovo impianto eolico da 30 MW interessa anche Capalbio e Orbetello. L’amministrazione parla di territorio saturo e di impatto ambientale insostenibile
La zona di Poggio Renaio con un fotoinserimento AI di pale eoliche alte 220 metri
La zona di Poggio Renaio con un fotoinserimento AI di pale eoliche alte 220 metri

MANCIANO. Sei aerogeneratori alti 220 metri, per una potenza complessiva di 30 megawatt, in località La Capriola, nel territorio comunale di Manciano, con opere connesse che interessano anche Capalbio e Orbetello.

È il progetto «Poggio Renaio», presentato dalla società Sky W Ac Srl, che ha acceso la protesta di Italia Nostra Maremma, TESS e Comitato MaremmaViva Ets e che ha raccolto anche le prime osservazioni critiche del Comune di Manciano.

Secondo le associazioni, si tratta di turbine alte 220 metri, dimensioni che renderebbero l’impianto uno dei più imponenti mai proposti sulla terraferma italiana. Le pale sorgerebbero sul versante di Manciano verso Magliano in Toscana e Capalbio e sarebbero visibili da numerosi punti della Bassa Maremma.

Italia Nostra: «Un assalto industriale senza precedenti»

Italia Nostra Maremma, TESS e Comitato MaremmaViva parlano di «assalto industriale senza precedenti» e sostengono che il nuovo impianto si aggiunge ai numerosi progetti già in fase autorizzativa.

«La Maremma continua a essere oggetto di un vero e proprio assalto industriale senza precedenti», scrivono le associazioni, che stimano in 15 i progetti eolici già presentati per un totale di 136 aerogeneratori superiori ai 200 metri di altezza.

Secondo i promotori del documento, il progetto sarebbe in contrasto con gli indirizzi del Piano paesaggistico regionale e con la vocazione agricola e turistica della Bassa Maremma.

«La transizione energetica non può trasformarsi nella distruzione dei territori che dovrebbe invece contribuire a proteggere», concludono Italia Nostra, TESS e Comitato MaremmaViva, chiedendo a Regione Toscana e istituzioni di fermarsi prima delle decisioni definitive.

Il Comune di Manciano: «Impatto ambientale insostenibile»

Alle osservazioni delle associazioni si affianca la posizione del Comune di Manciano, che nella nota inviata alla Regione Toscana nell’ambito della procedura di Via esprime una valutazione fortemente critica sul progetto.

L’amministrazione evidenzia come l’intervento ricada in un’area ritenuta particolarmente fragile e già sottoposta a una forte pressione derivante da impianti energetici.

Nella relazione firmata dal responsabile dell’ufficio Fabio Detti e predisposta con il supporto dell’avvocato Marco Marchetti, il Comune parla di «territorio già oltremodo sfruttato da infrastrutture energetiche» e sottolinea la necessità di valutare gli effetti cumulativi dei numerosi procedimenti in corso.

Ventisette progetti energetici già censiti

Nella documentazione trasmessa alla Regione, il Comune elenca 27 procedimenti riguardanti impianti eolici, fotovoltaici, agrivoltaici e sistemi di accumulo Bess che interessano il territorio comunale o le aree limitrofe tra Toscana e Lazio.

L’amministrazione richiama inoltre il vincolo paesaggistico relativo all’ex Tenuta Granducale di Montauto, istituito nel novembre 2025, e chiede approfondimenti sulle distanze dalle abitazioni, sugli effetti acustici e sull’ombra prodotta dalle pale, oltre a una valutazione delle compensazioni territoriali.

La conclusione della nota è netta.

«Allo stato l’impatto ambientale dell’intervento deve ritenersi insostenibile, soprattutto alla luce della condizione di oggettiva saturazione territoriale da impianti Fer che investe l’intera area vasta», scrive il Comune, riservandosi comunque il giudizio definitivo al termine dell’istruttoria e delle eventuali integrazioni della società proponente.

Il progetto resta all’esame degli enti

L’impianto «Poggio Renaio» è attualmente sottoposto alle procedure autorizzative e alle valutazioni ambientali previste dalla normativa. Saranno Regione Toscana e gli enti competenti a esprimersi sull’eventuale compatibilità del progetto con il territorio.

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