CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L’arresto di mercoledì 17 giugno a Castiglione della Pescaia di un trentenne da parte dei carabinieri con l’accusa di pedopornografia, in paese è l’argomento del giorno. Incredulità, rabbia, ma anche tanta preoccupazione per un atto che fa impallidire, e che potrebbe coinvolgere anche i minori, preoccupa molte famiglie. E poi l’uomo faceva parte anche di un’associazione di volontariato, che complica ulteriormente le cose.
Il provvedimento cautelare è stato da parte dei militari dell’Arma alla luce del sole, e chi ha visto arrivare le gazzelle dei carabinieri davanti alla sede dell’associazione, ha faticato sul momento a capire cosa davvero stava succedendo. Sembrava di essere dentro a un film. L’uomo ha praticamente fatto strada, scortato, con i carabinieri che hanno perquisito il suo posto di lavoro, il telefono cellulare, che sembra abbia cambiato spesso, e chiesto al presidente dell’associazione anche i dati del computer, che per ora non è stato però messo sotto sequestro.
Adesca minori fingendosi donna
I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Grosseto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 35 anni per il reato di pornografia minorile aggravata.
L’indagine trae origine da una denuncia presentata a settembre 2025 dal tutore legale di un minore adescato in un camping della provincia. A dicembre 2025 fu sequestrato il telefono dell’uomo e l’analisi forense ha consentito di verificare che lo stesso avrebbe adescato online, con falsi profili di donne, numerose vittime tutti minori di sesso maschile, inducendoli a compiere gesti di auto erotismo in video-chiamate, sotto la minaccia della diffusione dei relativi video acquisiti con applicazioni di screen recording. Il provvedimento scaturisce da una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.
«Noi non c’entriamo nulla, siamo rimasti sconvolti»
«Siamo rimasti increduli e sconvolti dalla perquisizione – ha spiegato il presidente dell’associazione (che deve rimanere anonima in casi come questi) – Il nostro volontario con noi ha agito sempre nel migliore dei modi, si era integrato e dava il suo contributo quando poteva».
Le indagini andavano avanti da tempo, con i riscontri dei militari che hanno poi portato all’arresto direttamente sul posto di lavoro, con il trentenne impegnato come barista in una struttura ricettiva. I carabinieri sono andati poi nella sede dell’associazione di volontariato, per una perquisizione, cosa che non è comunque passata inosservata a tanti cittadini, che hanno visto l’operazione in diretta.
Anche il comando provinciale dei carabinieri, che ha coordinato l’operazione, al momento non ha rilasciato indicazioni, con il Giudice che poi provvederà a confermare l’arresto dopo l’interrogatorio. L’uomo al momento è in carcere.
Il trentenne sarebbe finito al centro di un’indagine per pedopornografia
I carabinieri sono andati nella sede dell’associazione e hanno trovato altri volontari che erano all’interno della struttura: tutti sono rimasti sgomenti da quello che stavano vedendo i loro occhi. Il trentenne è stato portato in caserma a Castiglione e poi tradotto al comando di Grosseto.




