Il Florida dimenticato da dieci anni, Covitto accusa: «Un simbolo di degrado e occasioni perdute» | MaremmaOggi Skip to content

Il Florida dimenticato da dieci anni, Covitto accusa: «Un simbolo di degrado e occasioni perdute»

L’ex tecnico comunale e oggi esponente politico punta il dito contro l’immobilismo amministrativo: «Lo stabilimento balneare poteva diventare un presidio di turismo inclusivo e collegarsi alle Terme dell’Osa»
L’ingresso del Florida

ORBETELLO. Dieci anni di silenzio, dieci anni di degrado. Lo stabilimento balneare comunale Florida, per decenni punto di riferimento della costa di Orbetello, è oggi una struttura abbandonata, sottratta alla sua funzione pubblica e al potenziale turistico e sociale che avrebbe potuto esprimere.

A riportare l’attenzione sulla vicenda è Domenico Covitto, ex tecnico del Comune lagunare e oggi impegnato in politica, che definisce il Florida «una porta chiusa che racconta non solo l’incuria, ma soprattutto una lunga stagione di immobilismo amministrativo».

Il j’accuse di Covitto

Secondo Covitto, mentre altri Comuni hanno investito su accessibilità, inclusione e qualità dei servizi balneari pubblici, Orbetello ha lasciato che il tempo facesse il suo corso.

«E il tempo, nei beni pubblici, non è mai neutro – dice – perché degrada, consuma e rende irreversibile ciò che poteva essere recuperato».

Per l’ex tecnico comunale il risultato è evidente: un bene inutilizzato, un potenziale turistico e sociale mai sviluppato e una perdita economica per la collettività, con canoni mai incassati e opportunità di crescita andate perdute.

«Ma il danno più grande – aggiunge – non è soltanto economico. È culturale. Si è rinunciato all’idea che un luogo pubblico potesse diventare un modello di inclusione, accessibilità e innovazione sociale».

«Il Florida poteva diventare un presidio moderno»

Covitto ritiene che la struttura avrebbe potuto trasformarsi in un punto di riferimento per il turismo inclusivo, capace di accogliere persone con disabilità e difficoltà motorie e di valorizzare le risorse del territorio.

«Un luogo aperto, non un rudere chiuso», sottolinea.

Tra le ipotesi mai concretizzate, anche quella di un collegamento con le vicine Terme dell’Osa, anch’esse da anni in stato di abbandono.

«Si sarebbe potuto creare un polo capace di coniugare salute, turismo e lavoro. Un progetto territoriale e non un intervento isolato».

«Ora servono scelte»

Per l’ex tecnico comunale è arrivato il momento di passare dalle analisi alle decisioni.

«La nuova fase amministrativa – dice – non può limitarsi a prendere atto di ciò che non ha funzionato. Deve avere il coraggio di riaprire dossier chiusi da troppo tempo e trasformare un simbolo dell’abbandono in un laboratorio di rigenerazione urbana e sociale».

Secondo Covitto, ogni anno di inattività rappresenta un costo per la comunità e un’occasione perduta.

«Il Florida non è solo un edificio – conclude – ma una domanda ancora senza risposta. Restituirgli valore significa restituire dignità all’idea stessa di amministrazione pubblica, quella che non conserva il degrado ma lo trasforma in opportunità. Perché ogni struttura lasciata cadere non è solo un errore del passato: è una responsabilità che continua nel presente».

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