Autovelox, cosa cambia dopo il decreto Salvini: la situazione in Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Per anni migliaia di multe sono finite in tribunale: adesso cambia tutto

Firmato il decreto sull’omologazione degli autovelox. Dopo anni di ricorsi e sentenze della Cassazione si apre una nuova fase. Ma per gli automobilisti non è ancora finita
L'autovelox del Comune di Grosseto sulla Castiglionese
L’autovelox del Comune di Grosseto sulla Castiglionese

GROSSETO. Per molti automobilisti è stata una delle parole più cercate degli ultimi due anni: omologazione. Una parola tecnica, quasi sconosciuta fino a poco tempo fa, diventata improvvisamente centrale in migliaia di ricorsi contro le multe per eccesso di velocità.

Tutto nasce da una domanda apparentemente semplice: gli autovelox utilizzati dai Comuni italiani sono davvero regolari? La risposta, negli ultimi anni, ha aperto una delle più grandi controversie della storia recente del Codice della strada.

Adesso qualcosa cambia.

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha infatti firmato il decreto che disciplina l’omologazione, la taratura e le verifiche degli autovelox. Un provvedimento atteso da oltre trent’anni e destinato a incidere profondamente sul sistema dei controlli della velocità in Italia.

Ma attenzione: chi pensa che da domani tutti gli autovelox siano automaticamente regolari e che non si possano più fare ricorsi rischia di rimanere deluso.

La realtà è molto più complessa.

Come siamo arrivati fin qui

Per capire cosa sta succedendo bisogna fare un passo indietro. Per anni si è dato quasi per scontato che gli autovelox installati sulle strade italiane fossero pienamente legittimi.

Poi sono arrivate le sentenze. La Cassazione ha iniziato a sostenere con sempre maggiore forza un principio preciso: approvazione e omologazione non sono la stessa cosa.

Molti dispositivi utilizzati dai Comuni risultavano approvati dal Ministero ma non omologati secondo quanto previsto dal Codice della strada. Una differenza che può sembrare soltanto burocratica ma che ha avuto conseguenze enormi.

In decine di sentenze la Suprema Corte ha infatti riconosciuto che la mancanza dell’omologazione poteva rappresentare un motivo valido per contestare la sanzione.

Da quel momento è iniziata una valanga di ricorsi in tutta Italia.

I Comuni e il timore delle multe annullate

Molte amministrazioni si sono trovate improvvisamente in difficoltà. Alcuni Comuni hanno continuato a utilizzare gli impianti. Altri hanno preferito spegnerli temporaneamente. In Maremma praticamente tutti li hanno spenti, solo da qualche settimana Grosseto (e Campagnatico) li hanno riaccesi. Con Grosseto che ha scelto di metterlo non solo sull’Aurelia, ma anche sulle provinciali che vanno verso il mare, dalla Castiglionese, alla Trappola, al Pollino.

Altri ancora hanno atteso indicazioni dal Ministero.

Nel frattempo gli avvocati specializzati in diritto della circolazione hanno costruito centinaia di ricorsi proprio sulla distinzione tra approvazione e omologazione.

La situazione è diventata talmente caotica da spingere il Ministero delle Infrastrutture a intervenire con una nuova disciplina nazionale.

Il decreto firmato da Salvini

Il 9 giugno il ministro Salvini ha firmato il decreto che definisce le procedure di omologazione, taratura e verifica periodica degli autovelox e degli altri dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare finalmente un quadro normativo chiaro e uniforme, capace di superare le incertezze che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Il provvedimento stabilisce come dovranno essere effettuate le omologazioni, quali verifiche periodiche saranno necessarie e quali controlli tecnici dovranno essere eseguiti sugli apparecchi.

In sostanza il Ministero prova a chiudere il vuoto normativo che ha alimentato il contenzioso tra automobilisti e amministrazioni locali.

Non tutti gli autovelox diventano automaticamente regolari

Ed è qui che si trova il punto più importante. Nei giorni successivi alla firma del decreto si è diffusa l’idea che tutti gli autovelox italiani siano stati automaticamente sanati.

Non è così.

Le anticipazioni sul provvedimento spiegano infatti che soltanto alcune apparecchiature potranno essere considerate automaticamente omologate. Per gli altri dispositivi restano previsti ulteriori passaggi tecnici e amministrativi.

Anche per questo motivo molti esperti ritengono che la stagione dei ricorsi non sia affatto terminata.

E le vecchie multe?

È probabilmente la domanda che interessa di più agli automobilisti. Il decreto guarda soprattutto al futuro, ma le multe elevate negli anni precedenti restano legate al quadro normativo esistente nel momento in cui sono state contestate.

Per questo motivo numerosi giuristi ritengono che il nuovo provvedimento non cancelli automaticamente le contestazioni già in corso né le sentenze della Cassazione che hanno riconosciuto la differenza tra approvazione e omologazione.

Tradotto: chi ha già presentato ricorso continuerà a giocare la propria partita davanti ai giudici.

Cosa succede in Maremma

La questione interessa molto da vicino anche la provincia di Grosseto. Negli ultimi anni il tema degli autovelox è diventato centrale lungo l’Aurelia e sulle principali strade della Maremma.

Comuni, automobilisti e associazioni dei consumatori hanno seguito con attenzione le evoluzioni della vicenda.

Adesso si apre una nuova fase.

La domanda da porsi è semplice: gli autovelox presenti in Maremma rientrano tra quelli che potranno beneficiare delle nuove regole oppure dovranno affrontare ulteriori procedure di omologazione?

È una verifica che dovrà essere compiuta caso per caso. E che potrebbe produrre situazioni diverse da Comune a Comune.

La vera novità

La firma del decreto rappresenta sicuramente una svolta. Dopo oltre trent’anni il sistema degli autovelox dispone finalmente di una disciplina organica sulle procedure di omologazione e sui controlli tecnici, ma chi pensa che la guerra legale sugli autovelox sia finita probabilmente corre troppo.

Le verifiche sulla taratura, sul corretto posizionamento degli apparecchi, sulle autorizzazioni prefettizie e sulle procedure amministrative continueranno infatti a rappresentare possibili motivi di contestazione.

In altre parole, il decreto mette ordine in una materia che per anni è stata caratterizzata da incertezze e interpretazioni contrastanti, ma la parola definitiva, come spesso accade in Italia, potrebbe non essere ancora stata scritta.

E anche in Maremma il futuro degli autovelox passerà da una domanda molto concreta: capire quali apparecchi sono davvero conformi alle nuove regole e quali dovranno ancora mettersi in regola.

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