PORTO SANTO STEFANO. Delle aree post-belliche segnate dalla guerra stanno per avere una nuova vita. Il Comune di Monte Argentario ha infatti avviato le pratiche per l’esproprio di alcuni terreni nel centro storico di Porto Santo Stefano in via dell’Asilo, rimasti vuoti dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e oggi destinati a diventare spazi pubblici a servizio della comunità.
«Ci troviamo costantemente a pulire queste zone, che ormai non sono più edificabili. In tutto il paese ce ne sono circa dieci. L’idea è quella di realizzarci qualcosa che possa abbellire il borgo, come area verdi con qualche panchina – dice Arturo Cerulli, sindaco del Comune di Monte Argentario – Si tratta di terreni che non possono più essere edificati e che vogliamo restituire alla cittadinanza».
La guerra diventa un’opera verde
I bombardamenti della Seconda guerra mondiale hanno lasciato segni profondi in tutta la Maremma e Porto Santo Stefano non ha fatto eccezione. Ancora oggi, a oltre ottant’anni dalla fine del conflitto, nel centro storico sono presenti alcuni vuoti urbani nati proprio dalla distruzione degli edifici colpiti durante la guerra.
Nel corso dei decenni la proprietà di quelle aree è passata di mano in mano, tra eredità e successioni, rendendo spesso complicata qualsiasi ipotesi di recupero. Nel frattempo il Comune ha continuato a occuparsi della manutenzione e della pulizia di questi spazi, pur trattandosi di terreni privati.
«Si tratta di zone che in passato potevano essere ricostruite, ma che nel tempo sono diventate non edificabili. Sono terreni privati che continuiamo a mantenere decorosi e per questo abbiamo deciso di acquisirli per realizzare interventi che possano rendere Porto Santo Stefano ancora più bella e vivibile – aggiunge Cerulli – Mettere d’accordo tutti i proprietari non è stato semplice, anche perché qualcuno sperava ancora di poter ricostruire la casa di suo nonno. Con questa operazione, invece, queste aree entreranno a far parte del patrimonio comunale».
L’obiettivo dell’amministrazione è quindi trasformare quelle che per decenni sono state ferite aperte lasciate dalla guerra in nuovi spazi pubblici, capaci di migliorare il decoro urbano e offrire nuovi punti di incontro nel cuore del paese.





