ORBETELLO. Per anni il suo nome è stato associato a una vicenda che aveva fatto molto rumore. Titoli, indagini, accuse pesanti e l’ombra di una presunta appropriazione di oltre 150mila euro che sarebbero finiti nel vortice delle scommesse online.
Oggi quella storia si chiude con un verdetto completamente diverso.
Claudio Marioni è stato assolto dalla giudice Agnieszka Karpynska, mettendo fine a una vicenda giudiziaria che lo ha accompagnato per anni e che aveva avuto grande eco pubblica. Il vice procuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto una condanna a 9 mesi.
Una decisione, quella della giudice, che gli consente di uscire dall’aula di giustizia con la propria posizione definitivamente chiarita, dopo essere stato a lungo esposto al giudizio dell’opinione pubblica prima ancora che arrivasse una sentenza.
L’indagine «Ultima scommessa»
La vicenda aveva preso avvio dalle indagini della tenenza della guardia di finanza di Orbetello, coordinate dalla Procura di Grosseto.
Secondo l’ipotesi accusatoria, dai conti della Agn snc, società con sede a Orbetello che opera nel settore assicurativo e amministrativo, sarebbero stati prelevati nel tempo 153.541,87 euro.
Gli investigatori avevano ricostruito una lunga attività di gioco online, sostenendo che parte delle somme finite sulle piattaforme di scommesse provenisse dalle casse societarie.
L’inchiesta, battezzata «Ultima scommessa», aveva portato alla denuncia di Marioni e successivamente al processo.
Le giocate
A rendere particolarmente rilevante la vicenda erano stati soprattutto i numeri. Gli accertamenti della guardia di finanza avevano evidenziato movimentazioni legate al gioco online per cifre molto elevate.
In una fase successiva delle indagini era emerso che, nell’arco di diversi anni, l’uomo aveva effettuato giocate per circa 2,3 milioni di euro attraverso piattaforme autorizzate.
Ma proprio su questo punto si è sviluppata una delle principali differenze tra la ricostruzione dell’accusa e quella della difesa. Sul conto gioco erano stati in realtà movimentati sì i due milioni fra puntate e vincite, ma l’investimento effettivo era stato di poco più di 200.000mila euro in dieci anni.
Per la difesa, infatti, rappresentata dalle avvocate Anna Maria Bacosi e Sabrina Pollini, il fatto che Marioni avesse giocato somme molto consistenti non significava automaticamente che quelle somme appartenessero alla società.
Il rinvio a giudizio e il processo
Nel 2021 il giudice per l’udienza preliminare aveva disposto il rinvio a giudizio per l’accusa di appropriazione indebita.
Già allora, tuttavia, la contestazione più grave, quella relativa all’autoriciclaggio, era stata esclusa.
Il procedimento era quindi proseguito concentrandosi esclusivamente sull’ipotesi che le somme contestate fossero state sottratte alla società e successivamente utilizzate per il gioco online.
Nel corso degli anni il processo ha ricostruito rapporti societari, movimentazioni bancarie, ruoli amministrativi e disponibilità delle somme finite al centro dell’indagine.
La tesi della difesa
Le avvocate Anna Maria Bacosi e Sabrina Pollini hanno sempre sostenuto una lettura radicalmente diversa dei fatti.
Secondo la difesa, le somme contestate non potevano essere considerate denaro sottratto illecitamente a terzi e l’intera vicenda andava letta alla luce dei rapporti interni alla società e delle effettive disponibilità economiche dell’imputato.
Un aspetto che ha assunto un peso determinante nel procedimento.
Il punto centrale, infatti, non era stabilire se Marioni avesse giocato online – circostanza mai realmente contestata – ma se avesse utilizzato denaro proprio oppure somme delle quali non aveva la disponibilità legittima.
La sentenza che chiude la vicenda
Alla fine il tribunale ha accolto la ricostruzione della difesa. Per i giudici non è emersa la responsabilità penale contestata dall’accusa e Marioni è stato assolto.
Una decisione che mette la parola fine a una vicenda iniziata anni fa e che aveva avuto conseguenze importanti sul piano personale e professionale.
Dopo anni di indagini, accertamenti, udienze e ricostruzioni contabili, il tribunale ha stabilito che non vi fossero i presupposti per una condanna.
Una storia che aveva fatto discutere
La vicenda aveva suscitato particolare interesse perché intrecciava tre elementi destinati ad attirare l’attenzione: il mondo delle società, il gioco online e cifre molto elevate.
Per lungo tempo il caso è stato raccontato come l’esempio di una presunta deriva legata alla ludopatia e alle scommesse.
La sentenza arrivata oggi restituisce però una fotografia diversa rispetto a quella che aveva accompagnato l’apertura dell’indagine.
Ed è proprio questo l’aspetto che emerge dalla conclusione del procedimento: tra le ipotesi formulate all’inizio dell’inchiesta e quanto accertato al termine del processo esiste una distanza che solo il giudizio del tribunale poteva colmare.
Per Claudio Marioni quella distanza si è tradotta nell’assoluzione e nella chiusura definitiva di una vicenda che per anni ha segnato la sua vita.



